Messico e nuvole

Viaggi e Sapori | 23 novembre 2010, 17:39

L’oceano viola che massaggia la spiaggia di Cabo San Lucas, in Baja California Sur, sulla costa nord-occidentale del Messico, spumeggia e freme di un’ansia quasi minacciosa. Le onde ipnotizzano, cullano e rilassano, come un mantra liquido, una coppia che sta facendo yoga, benedetta dalla prima luce del mattino. I surreali cactus cardón (la specie più grande del mondo) stanno immoti come candelabri davanti al sole che sorge dai flutti, e appaiono come arcane divinità emerse dalla Terra. Qui, all’estrema punta meridionale della Baja California, il deserto di Sonora sposa l’Oceano Pacifico (a ovest) e il Mare di Cortés (a est), che divide la penisola dal Messico continentale. Sullo specchio d’acqua della piscina, immacolati ombrelloni si duplicano in una simmetria ciclica di vero e virtuale. È l’alba di un nuovo giorno a Las Ventanas al Paraíso (le Finestre sul Paradiso) uno degli Spa resort più amati dai divi di Hollywood e dalle popstar, che vengono qui a ricaricare le batterie (il libro d’oro degli special guests annovera, tra gli altri, Bono, Elton John, Mariah Carey, Michael Jordan, John Travolta, Barbra Streisand). Las Ventanas è la prima meta di un viaggio, attraverso le migliori Spa messicane, che ha per missione il cercare di capire come le tradizioni terapeutiche ereditate dai Maya e dagli altri popoli precolombiani (che avevano un concetto olistico ante-litteram del benessere mente-corpo-spirito e usavano con sapienza tutti i rimedi fitoterapici del deserto e della giungla) vengono reinterpretate e proposte oggi. Habitat opposti caratterizzano le due penisole di questo reportage: da una parte (sulla costa occidentale messicana) c’è il deserto minimalista della Baja California (con la celeberrima Spa del resort Las Ventanas al Paraíso), dall’altra (sulla costa est) l’esuberanza tropicale dello Yucatán, dove la selezione comprende il Maroma Resort & Spa, la Hacienda Xcanatùn e l’Hotel Esencia & Aroma Spa.

Didascalia immagine uno.

Questi ambienti naturali esprimono climi e ingredienti terapeutici (fiori, frutta esotica, erbe, argille, pietre vulcaniche, sabbia) totalmente differenti: tutti fondamentali, però, per i trattamenti wellness & beauty.

Si inizia con Cabo San Lucas (Baja California) e il paesaggio in cui è immerso Las Ventanas al Paraíso Resort & Spa, che già da solo induce sublimi pensieri meditativi, specie all’alba. I primi raggi creano incantesimi di luci e ombre sui bassorilievi che decorano il resort (soli, lune, divinità precolombiane), e paiono animarsi per incanto. Tra le architetture, che evocano i colori bruciati del deserto, spuntano le silhouette dei cactus cardón, dalle tante braccia, sparsi nei giardini o replicati in sculture di ferro. I trattamenti offerti nella Spa recuperano l’eredità terapeutica dei Maya, degli Aztechi, dei Nativi Americani e il meglio dell’Oriente: dall’Ayurveda all’agopuntura, dal Nopal anti-cellulite & detox wrap, un efficace impacco anticellulite basato sulle proprietà del nopal (un cactus locale, ricco di vitamina C), alla Raindrop therapy (favoloso massaggio a pioggia d’olio sulla colonna vertebrale). Non manca l’Aromaterapia, che sfrutta essenze di piante endemiche, come il chaparral, dieci volte più efficace della vitamina E, usato anche nel Desert healer, un impacco antiage. Dai Nativi Americani viene, invece, l’ispirazione per l’Holistic crystal healing massage, una cerimonia sciamanica che dà una grande ricarica energetica.

«Per noi Maya», sottolineano i terapisti dell’Hacienda Xcanatún, nello Yucatán, che hanno ereditato le conoscenze dagli anziani curanderos (guaritori) del villaggio, «le medicine sono uno strumento secondario: ciò che cura davvero è il saper ristabilire l’armonia energetica dell’individuo. Il guaritore deve imparare a usare la forza della terra, dell’universo, per trasferirla al paziente. E poi deve saper veicolare sentimenti positivi, come l’amore e la speranza». Lo scambio è bidirezionale e ogni terapista assicura che, dopo aver trattato qualcuno, si sente più forte e di buonumore.  L’Hacienda Xcanatún è un resort con Spa maya, ricavato da una ex hacienda (fattoria dei latifondisti che coltivavano l’henequen, l’agave da cui si ricavano fibre tessili) alle porte di Mérida, l’effervescente capitale dello stato messicano dello Yucatán. Fra palme alte come palazzi, piante lussureggianti e carnosi fiori tropicali, sorgono gli edifici che ospitano le lussuose suite arredate in stile coloniale. Miele, fiori, erbe della giungla yucateca, argilla, acqua di cenote (i pozzi di acqua minerale scavati dai Maya nella piattaforma calcarea che costituisce la Penisola dello Yucatán): ecco i prodotti, semplici, naturali ed efficaci, usati nei rituali di benessere (vedi box). In più, nell’hotel c’è un ottimo ristorante dove assaporate i piatti più buoni della cucina yucateca, influenzata dalla gastronomia precolombiana.

Didascalia immagine due.

«Terrestre, spartano, lussuoso». Sono gli aggettivi giusti per descrivere l’Hotel Esencia & Aroma Spa, sempre nello Yucatán. Questo elegante boutique hotel, le cui moderne suite di design sono essenziali nel décor (che presenta interventi frugali di conchiglie, legni tropicali, coralli), ma hanno letti sontuosi con lenzuola di lino e sono dotate dei più futuristici gadget hi-tech. Il resort sorge sulla candida spiaggia di Xpu-Ha, lungo la Riviera Maya, bagnata da acque tiepide e turchesi. L’Aroma Spa è specializzata in trattamenti fitoterapici olistici a base di piante e frutta biologiche. Il menù della Spa propone, tra l’altro, il massaggio col limone (considerato dai Maya un potente detossinizzante e una spugna capace di assorbire l’eccesso di calore e i malanni del corpo), il rito con fiori rossi e miele, e il rituale del Temazcal, la sauna precolombiana, usata sia dai Maya che dagli Aztechi (vedi box).

Didascalia immagine tre.

Una spiaggia perlata e lunghissima, che si fa solleticare dalle onde turchesi del Caribe e ombreggiare da palme fruscianti, è il favoloso set su cui si affaccia il Maroma Resort & Spa, gioiello della catena Orient Express sulla Riviera Maya. Questa porzione di Quintana Roo (uno degli stati messicani in cui è amministrativamente divisa la Penisola dello Yucatán) è celebre per le sue sabbie coralline, per le acque tiepide (popolate da variopinti pesci del reef) e per le scenografiche rovine di Tulum, a picco sul blu, che distano solo 45 minuti dall’hotel. Lo Yucatán, inoltre, è una miniera di risorse per la salute e la bellezza: la tipica argilla locale, per esempio, ha un significativo potere mineralizzante ed esfoliante per la pelle e, inoltre, tonifica i muscoli, la papaya è dimagrante, ringiovanente (si usa per spianare le rughe) ed è un ottimo cosmetico per la pelle; il tè di fiori di bouganvillea fa passare la tosse, il succo di lima agria (limetta amara) è buono contro le coliche, mentre la resina dell’albero di ekbalam è indicata per curare ferite e tagli profondi. L’architetto messicano José Luis Moreno, uno dei fondatori di Cancún, acquistò la piantagione di cocco dove poi ha costruito il Maroma Resort, costituito di bianchi cottages e molto amato da celebrità e politici che ne apprezzano il low profile, la splendida posizione e la discrezione (tra questi, Tony Blair, il principe William, Tom Cruise). La Kinan Spa, ospitata in un edificio copiato da un’immensa palapa (capanna tradizionale con tetto di paglia), è annegata in un giardino tropicale a due passi dalla spiaggia soffice. Kinan era il Dio Sole per i Maya e infatti la Spa è dedicata al recupero dei rituali wellness del saggio popolo precolombiano. La struttura e gli arredi richiamano la Sacra geometria maya basata sui principi astrali dell’energia. Ogni stanza per i trattamenti ha il nome di una divinità (per esempio, Ahau Chamahez è dedicata al Dio della medicina, mentre la Ix Chel alla Dea della luna e della fertilità) ed è posizionata secondo un preciso allineamento astrologico, per armonizzare le forze umane e planetarie. I lettini dedicati ai massaggi sono orientati verso est, a simboleggiare un nuovo inizio, mentre le aree relax puntano a nord, emblema della terra. La Spa offre una grande palapa dedicata allo yoga e alla meditazione, una più piccola (sul tetto) per i massaggi all’aria aperta, una sala fitness e una vasca relax. In più, un giardino Zen con piscina per il trattamento Jantzu, uno speciale water massage eseguito con movimenti gentili e danzati, utile per rimuovere blocchi psicofisici. Dopo i trattamenti ci si rinfresca con gli energetici succhi di chaya (la miracolosa pianta terapeutica maya, vedi box), di cocco o di altri frutti tropicali e, per i fan dell’alimentazione bilanciata e naturale, ci sono i piatti della Spa cuisine yucateca a base di verdure, da gustare nel déhor del Cilantro Café.

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