Piccolo Mondo Bio

di Camilla Girola | Case&Country 10/2010 | Pagina 50

Tra le colline di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, si trova una��azienda agricola guidata da una giovanissima coppia. Caterina

Cogli La��orto

a�? Scegliere un luogo con buona circolazione da��aria e ben esposto al sole. a��

a�? Utilizzare contenitori in legno, acquistabili da vivaisti o centri bricolage, sollevati di almeno 30 cm dal terreno, per favorire il drenaggio, facilitare il diserbo e agevolare la raccolta dei prodotti. A? possibile usare anche altri contenitori, purchA� siano forati o permeabili sul fondo.a��

a�? Procurarsi sacchi di terra e compost, che verranno mescolati insieme. a��

a�? Scegliere un luogo ombreggiato dove sistemare un bidone per raccogliere i rifiuti organici degli scarti alimentari. a��

a�? Aggiungere alcuni lombrichi scovati in campagna o nelle aiuole del parco, che aiutano a trasformare il materiale organico in humus fertile. a��

a�? La��humus si puA? usare come fertilizzante per la��orto e anche per le piante di casa. a��

a�? A? possibile anche utilizzare compost giA� pronto, acquistabile dai vivaisti. a��

a�? Le piante piA? facili da far crescere in cittA� sono pomodori, insalata, erbe aromatiche, patate, bietole e cavolfiori. a��

a�? Si producono cibi salutari, da cogliere al momento di maturazione ideale. a��

a�? Lo strato di suolo e vegetazione isola gli edifici, riducendo il consumo di energia. a��

a�? Si riduce la��impatto ambientale dei carburanti usati per il trasporto di verdura. a��

a�? La diffusione di orti in cittA� ridurrebbe le sacche di calore in molte aree urbane.

Tra le colline di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, si trova una��azienda agricola guidata da una giovanissima coppia. Caterina Rossi Cairo, 32 anni, cresciuta a Milano, e il marito inglese Tom Dean, 34, hanno deciso nove anni fa di mettere radici qui e di realizzare un progetto biologico e biodinamico (certificato Ecocert e Demeter). A�La Raia A? stata comprata da mio padreA�, racconta Caterina. A�In quel momento io e Tom vivevamo in Svizzera. PapA� era alla ricerca di un fattore e noi stavamo cercando un nostro territorio per stabilirciA�. CosA�, appena nato il primo figlio, Mathias, che oggi ha otto anni (poi sono arrivate Arianna, sette, ed Elena, sei), Caterina e Tom si sono fatti avanti, scegliendo subito di convertire tutto al biodinamico, perchA�, dice Tom, A�A? la cosa giusta da fare, A? sostenibile ed A? per il futuroA�. a��

Il loro arrivo nel territorio del Gavi A? avvenuto in punta di piedi. A�A? un luogo di grande tradizioneA�, spiega Caterina, A�e noi abbiamo voluto rispettarlo, sia con il recupero della terra, sia con la trasformazione della struttura architettonicaA�. Su questo concetto si A? basata la ristrutturazione della cantina, su disegno di Ivana Porfiri (www.porfiristudio.com) e realizzazione della��architetto austriaco Martin Rauch (www.lehmtonerde.at), che ha recuperato la��antica tecnica del pisA� per costruirne i muri: si trovano terreni argillosi, come nel Novese, un tempo si usava inserire tra due casseri strati di terra e poi compattarli coi martelli. Rauch ha studiato questa tecnica e la��ha modernizzata: i casseri in legno vengono messi su dei rulli e, arrivati al fondo del percorso, rimbalzano e tornano indietro. Il rullo, quindi, comprime e resta poco da fare a mano con martelli compressori. Tutta la parte dedicata al vino A? cosA� realizzata con mura in terra cruda, proprio con la tecnica del pisA�, e ha una��enorme vetrata da cui si vedono i vasi vinari. Qui si producono 100mila bottiglie la��anno, grazie ai 30 ettari di Cortese e ai 2 di Barbera. Quattro le linee di vino: il Gavi Docg base; il Gavi pisA� Docg, prodotto con vigneti che arrivano anche a 70 anni di etA�, e che resta sui lieviti per un anno prima da��essere imbottigliato; la Barbera Doc base; e la Barbera LargA�, che passa 18 mesi in barrique. a��

Caterina ha poi deciso di aprire la tenuta al territorio: A�Mi piaceva la��idea che ci fosse un respiro tra Novi Ligure, Gavi e la nostra aziendaA�, spiega. A�CosA�, alla Cascina del Melo, un gruppo di case al di lA� della collina acquistate da mio padre lo stesso anno, sono nate prima attivitA� per bambini e poi un piccolo asilo con la��associazione Intorno al Melo. E da questa��anno A? cominciata anche una prima elementare, gestita secondo la pedagogia steinerianaA�.a��

Altro progetto da��interazione con il territorio A? il servizio portaNatura, voluto da Tom: A�Ci sono contadini nella zona che fanno prodotti biologici meravigliosi e ho pensato di valorizzarli portandoli direttamete ai consumatori. Per selezionarli, vado nelle aziende, parlo con le persone, vedo come tengono gli animali e come lavorano la terraA�. Finora, sono circa 20 le aziende agricole, tra Piemonte, Lombardia e Liguria, che forniscono a portaNatura frutta, verdure, carne, yogurt, latte, pane e tanti altri prodotti. I clienti (per ora solo su Milano) prenotano sul sito una scatola, da 15 a 50 euro, e ogni settimana viene segnalato che cosa ci sarA� nella confezione. Poi, Tom si occupa di prepararle e di recapitarle casa per casa. a��

a�?La Raia, tel. 0143/743685; www.a�?la-raia.it; www.portanatura.it

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