Arte A Tempo Pieno

di Stefano Cosenz | Gentleman 03/2010 | Pagina 74

Ha raccolto 12mila pezzi, tra arte antica, contemporanea e design. Axel Vervoordt, straordinario collezionista ed espositore a Maastricht, con il figlio Boris apre a Gentleman le porte del suo castello

Considerato uno dei più originali
e avventurosi collezionisti-mercanti del nostro tempo, il belga Axel Vervoordt giustamente si ritiene un eclettico, che raccoglie ciò che ha un valore eterno e disdegna ciò che è soggetto alle regole della moda. Il gusto di Vervoordt spazia nei secoli, nei continenti e negli strati economici, e la sua profonda conoscenza della storia delle belle arti lo ha portato a creare spazi in cui il confronto tra oggetti appartenenti a epoche e culture differenti diventa una testimonianza del gusto attuale e futuro in fatto di design, ispira contemplazione e libertà mentale. Vervoordt cita tre linee principali di influenza nel suo lavoro. La prima è quella dell’arte contemporanea, dell’arte orientale e dell’arte povera, che secondo lui dimostrano l’importanza di una vita di meditazione, dello spazio vuoto, amore e rispetto della natura e dell’esistenza umana. La seconda è quella dell’architettura, che rappresenta proporzione, equilibrio e armonia, come si potrebbe trovare in una biblioteca del XVIII secolo. La terza linea è l’arte barocca, con i suoi elementi dorati e raffinati. 


Nato nel 1947, Axel Vervoordt apre nel 1969 la sua galleria nel celebre vicolo di Vlaeykensgang, ad Anversa, dove inizia la sua attività di antiquario. Nel 1984, acquista l’antico castello di Gravenwezel, risalente al XVII secolo, nei pressi dell’omonimo villaggio a nord-est di Anversa, dove si trasferisce con la famiglia, dopo un attento restauro, portando una parte della sua immensa collezione. Ogni stanza di questo castello possiede una precisa identità e, siccome quasi tutte le opere esposte sono in vendita, gli interni cambiano continuamente. Nel 1999 Vervoordt compra un complesso industriale lungo il canale Albert a Wijnegem, a 5 miglia dal castello, e la trasforma in «Kanaal» con uffici, laboratori e sale d’esposizione dove antichi arredi, archeologia, fotografia e arte contemporanea sono presentati assieme alla Home Collection (sofà, tavolini da caffè e così via). C’è solo una regola: ogni oggetto è scelto per la sua personalità e autenticità in un ambiente dove le antichità sono una permanente ispirazione per il futuro. Nel 2007 Axel Vervoordt sorprende tutti con una vasta esposizione a Palazzo Fortuny a Venezia, durante la Biennale d’arte contemporanea, intitolata Artempo, Where Time Becomes Art, che esamina la relazione fra arte, tempo e capacità espositiva attraverso una gamma di culture ed epoche e 300 oggetti a partire da rari materiali archeologici per poi arrivare alle installazioni più contemporanee.


Infine, nel 2009, The Axel Vervoordt Company entra in una nuova era con Boris Vervoordt, 36 anni, figlio maggiore di Alex che da quel momento gestisce le tre attività principali dell’azienda (arte e antichità, home collection e interior design), unite da valori in comune (qualità, durabilità, armonia) e lancia l’azienda verso un’espansione. Intanto Axel con sua moglie May, eminenze grigie dell’azienda, investono il loro tempo nella Vervoordt Foundation, che organizza a Venezia una nuova mostra, In-Finitum, ancora una volta a Palazzo Fortuny, in cui opere archeologiche non-finite e dipinti antichi incompleti dialogano con installazioni contemporanee «catturando l’infinito».


L’intervista che Boris Vervoordt ha rilasciato a Gentleman verte non solo sullo storico castello di Gravenwezel, nella provincia di Anversa, dimora di Axel e May, un’originalissima galleria aperta al pubblico durante gli annuali weekend opendoor, ma anche un approfondimento sulle attività di consulenza in interior design dell’azienda. D’altronde, gli interni dello stesso castello sono contrassegnati da uno stile che è sinonimo di ricerca della serenità. Non a caso, Boris Vervoordt ha creato nel 2003 Knai Bang Chatt, un resort in Cambogia che, per bellezza e posizione, è il luogo ideale per la meditazione e il recupero delle energie. The Axel Vervoordt Company è una costante di molte fiere internazionali, dalla recente Brafa a Bruxelles alla Biennale des Antiquaires a Parigi, dall’International fine art and antiques dealers Show a New York al San Francisco Fall Fair.


Gentleman. Il fulcro della vostra azienda è rappresentato da tre settori basilari, l’arte e l’antiquariato, le arti decorative e l’interior design. Com’è nata la vostra attività?


Boris Vervoordt. Attualmente abbiamo una collezione di ben 12mila oggetti che comprende arredi del XVIII secolo, dipinti antichi, arte contemporanea, design (a partire dagli anni 60), fotografia, pezzi archeologici egiziani e romani. Mio padre ha iniziato la sua attività d’antiquariato alla fine degli anni 60, soprattutto con i mobili inglesi, gli argenti e le opere del Gruppo Zero di artisti come Lucio Fontana e Jef Verheyen. La sua collezione è cresciuta costantemente. Tutti gli oggetti, qualunque sia l’origine e il valore, sono infusi da una bellezza senza tempo, universale, e di una purezza intrinseca che permette loro di essere sempre contemporanei. Mescolati assieme nello stesso ambiente, instaurano un dialogo reciproco, ma non c’è nessuna regola in questo mixage di epoche. Il nostro stile, col tempo, è diventato più puro e si è spogliato di ogni dettaglio superfluo. Non abbiamo timore di lasciare uno spazio vuoto, perché uno spazio vuoto (in inglese «the space between», ancor meglio espresso in giapponese dalla parola «MA») è a volte più importante della presenza degli oggetti stessi. Abbiamo preparato i nostri interior designer a offrire un completo servizio di consulenza. Quando i nostri clienti (che provengono dall’Europa, dagli Stati Uniti, ma anche dalla Russia e dall’Australia) intendono ridecorare la casa, assegniamo al progetto uno dei nostri designer che guida il cliente durante l’intera fase di ristrutturazione e arredamento.


G. Quali sono i trend in fatto di interior design più richiesti oggi dalla vostra clientela?


B.V. Non ci affidiamo ai trend e alle novità per le nostre ispirazioni. Lasciamo sempre che sia lo spazio architettonico che ci prestiamo a ristrutturare a darci le giuste ispirazioni. Il nostro obiettivo è di ottenere sempre un’armonia fra l’idea di bellezza che hanno i proprietari, l’ambiente architettonico, gli arredi e, non ultime, le opere d’arte e antiquariato. Alla fine, chi vive in quella casa deve ritrovare più se stesso che il nostro intervento.


G. Facciamo un esempio pratico. Come si svolge un vostro progetto di restauro?


B.V. Innanzitutto osserviamo l’architettura esistente. Se comprende elementi interessanti, originali e autentici, li conserviamo per integrarli nel nuovo spazio. Cerchiamo sempre di rispettarli e di permettere all’antica struttura di vivere assieme ai comfort moderni e l’arte contemporanea. Così si crea un’atmosfera senza tempo. Poi osserviamo la totalità del progetto. L’architettura, gli interni e il giardino devono integrarsi in un’armonia naturale. In effetti, a noi non piace il termine «decorare», perché implica che stiamo realizzando un semplice decoro, e non è il nostro caso. Altra cosa importante è l’orientamento di una stanza, che va scelto in base alla funzione della stanza stessa. Per esempio, una cucina o una sala per la colazione è importante che ricevano la luce solare al mattino, quindi che siano orientate a est. Una biblioteca può essere più buia e sarà più usata di sera, quindi la orienteremo a nord. Per quel che riguarda i materiali, utilizziamo quelli del territorio, il che rafforza il sentimento di appartenenza al luogo. Infine ogni stanza ha la propria identità: i componenti della famiglia possono ritrovare la loro personalità in una stanza della residenza. In altre parole, è importante che i proprietari si sentano a casa.


G. Per quanto riguarda, invece, i vostri progetti in Cambogia, quali sono le caratteristiche del resort Knai Bang Chatt?


B.V. Il resort consiste di tre ville ristrutturate costruite negli anni 70 da un allievo di Le Corbusier. Ci sono 11 stanze, ognuna arredata in base alla nostra identità e al nostro gusto. Serenità e purezza, questo in sintesi il lifestyle che si respira nel resort assieme al senso della storia e alla grande ospitalità khmer. 


www.axel-vervoordt.com, www.knaibangchatt.com

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