Stappare Un’emozione

di Luca Delli Carri | Gentleman 01/2010 | Pagina 52

Stappare una bottiglia di vino A? la cosa piA? normale che ti sembra di poter fare con lui. Come fare

Stappare una bottiglia di vino A? la cosa piA? normale che ti sembra di poter fare con lui. Come fare un giro in auto con il signor Porsche o passeggiare in giardino con il signor Monet. PerchA� James Suckling A? il grand connoisseur del mondo del vino. La��uomo che, con un elogio, puA? fare la fortuna di una cantina e con una stroncatura provocare pianti e forse rovine. Merito di 28 anni di carriera come wine writer, che la��hanno portato a diventare capo della��ufficio europeo del quindicinale-culto del settore, una bibbia della vite e del mondo che le gira intorno: Wine Spectator, colosso da 400mila abbonamenti e 2 milioni di lettori, piA? 50 milioni di visitatori la��anno sul sito web.a��

CosA�, stappiamo una bottiglia. E per farlo andiamo in cantina. Nella cantina personale di Suckling. PerchA� lui, vista la professione, ne ha anche una uso ufficio. Sta dalla��altra parte del cortile, in questo piccolo paradiso che si chiama Il Borro ed A? la��ex tenuta di caccia del duca Amedeo da��Aosta che la famiglia Ferragamo ha acquistato per trasformarla in un agriturismo di lusso. Da 11 anni, nelle pause dei suoi viaggi, Suckling vive qui, in una vecchia casa colonica restaurata con tutti i comfort e arredata con attenzione maniacale. Come tutti gli esteti, A? amante dei dettagli, cerca la perfezione anche nelle piA? piccole citazioni. Infatti, il camino A? acceso, in sottofondo Chet Baker suona My funny Valentine, il cane Archie scodinzola, bottiglie stappate di vini e annate da urlo decorano una mensola, scatole di sigari cubani sono impilate su un comodino, una Pavoni svetta in cucina, e, fuori, la campagnaa�?sta per spegnersi in un languido tramonto autunnale. James, americano classe 1958, ha un corpo snello e capelli lunghi, occhialini da intellettuale e un sorriso simpatico. Parla italiano con poco accento straniero. A�Bene, andiamo nella cantina-casinoA�, dice incamminandosi verso la scala che conduce al piano interrato. A�Io la chiamo cosA� perchA� vi regna una gran confusioneA�. La cantina A? piccola, sono piA? le scatole per terra che le bottiglie nelle rastrelliere. A�Che cosa beviamo?A�, dice sovrappensiero. Indugia. Poi: A�Questo gran toscano. A? stato il mio vino della��anno nel 2008A�. a��

Risaliamo. A�Io assaggio senza etichetta, alla cieca, e se do punti alti e il nome non A? conosciuto, vado a vedere la cantina, il vigneto. Non capita spesso, ma qualche volta si scopre un vino nuovo eccellente. Il segreto? Partire da belle uve, lavorare bene in cantina, tenere tutto pulito. Insomma, il compito principale di un produttore A? non rovinare il processo, quasi naturale, per cui da grandi uve si ottengono grandi vini. Non dimentichiamo che i Romani facevano il vino giA� 2mila anni faA�, dice sorridendo.a��

A�Il 2006 A? stato una grande annata per il sangiovese in Toscana. Una��estate lunga, con meno caldo la notte: il sangiovese A? una��uva tardiva, cosA� A? meglio avere una��estate piA? lunga che caldaA�, spiega. A�Per me sono importanti la��eleganza e la finezza della forza. Per anni gli italiani hanno cercato solo il colore, il corpo, la concentrazione, che servono per fare un vino buonissimo, ma per avere un grande vino bisogna ottenere finezza, eleganza, quella��impressione di freschezza e pulizia in bocca. Spesso si dice: che vino incredibile! Ma poi non lo si beve perchA� A? troppo pesanteA�. a��

Ma che cosa��A? davvero un grande vino? A�A? come un grande amore. A? emozione. Se piace, lo si sa da subito. A? come toccare un cashmere: dopo qualche minuto ti ricordi ancora coma��era al tatto. CosA� A? un gran vino: ti rimane in bocca. Bere A? un gioco, A? seduzione. Per essere grande, un vino deve emozionare. Come la musica, i libri, la��amore. Ecco perchA� mi piacciono i vini italiani: perchA� gli italiani vivono di emozioni. E io adoro le emozioni, perchA� vengo da una storia anglosassone. Suckling A? una vecchia famiglia inglese. La mamma di lord Nelson era una SucklingA�. Per questo in casa sua ci sono tutti questi quadri di battaglie navali e ammiragli. A�Nella mia famiglia non ca��A? niente di latino, ma nella mia vita sA�, quanto piA? possibileA�.a��

James assaggia circa 3mila vini italiani la��anno, dei quali 1.500 toscani e 600-800 piemontesi, piA? un altro migliaio di Bordeaux, perchA� per Wine Spectator A? il referente per la��Italia e il Bordeaux. A�Ma nel conto non ci sono le bottiglie che bevoA�, dice ridendo. A�Assaggio al massimo una trentina di vini al giorno. Si puA? arrivare fino a 50. Qualcuno sostiene di assaggiarne anche 100, ma non credo sia possibile mantenendo una��alta qualitA� del giudizio. Li assaggio tra le 10.30 e le 12.30, perchA� il palato A? piA? fresco. Dopo, mando le note di degustazione a New York. Ogni tanto scrivo un articolo: ne sto preparando uno in cui parlo dei vini bianchi italianiA�. Nella��ultimo, dedicato al Piemonte, ha provato 600 vini. A�Il mio lavoro A? la mia vita. Se vincessi al Superenalotto, continuerei a farlo, con la differenza che potrei bere solo i vini che voglio bere e scrivere solo gli articoli che voglio scrivere. Ma giA� cosA� la mia vita A? fantasticaA�. a��

Come dargli torto. Vive in un luogo straordinario, davanti a casa ha parcheggiato una Porsche Carrera 4, viaggia in tutto il mondo, A? tra i piA? influenti wine writer… Come sceglie, una persona che assaggia per professione, un vino da bere per il proprio piacere? A�A? come scegliere quale musica ascoltare. Dipende dal momento, dalla��emozione. Ora stiamo ascoltando Chet Baker, ma tra 20 minuti potrebbe venirmi voglia di qualcosa di moderno, degli anni 80 o 90. In generale mi piace bere Nebbiolo, Barolo, Brunello, Bordeaux. PerchA� il Brunello A? Sangiovese, A? proprio Toscana, e Barolo e Nebbiolo sono proprio Piemonte: mi piace la��autenticitA�. Questi sono vini che si possono fare solo nelle zone in cui sono fatti. Veramente, dipende dal momento. Non A? una cosa scientifica. Non sono uno che pensa che con quel cibo si deve per forza bere quel vino: la ritengo una cosa noiosa. A? molto piA? divertente dire: stasera voglio bere questo vino e mangiare questo piatto. Bere deva��essere una cosa spontanea, naturale. Infatti mi A? capitato di bere rosso con sushi o Champagne con carne. Se il vino A? grande e il piatto A? grande, non ci sono problemi di accoppiamento. E poi non bisogna far diventare le regole la propria vita: ce ne sono giA� troppeA�. a��

Ma non ca��A? una regola dietro il suo personale successo? A�Non direi. Una differenza tra me e altri critici di vini A? che io ho molte referenze. Ho assaggiato quasi tutte le icone che negli ultimi 30 anni A? stato possibile assaggiare: Borgogna 1865, ChA?teau Blanc 1945 e a��47, Margaux 1900, Lafitte 1865, Petrus 1945, Latour 1961. Tre giorni fa ero a Londra e ho bevuto due Montrose, 1980 contro 1989, per capire qual era meglio. Solo quando hai provato vini cosA� puoi dire, del vino che stai assaggiando: ha una grande qualitA�. PerA? ogni giudizio A? una foto. La mia foto. A? la descrizione di un momento. Se io dico che in questo vino sento fragole e ciliegie, non conta niente il mio giudizio, A? solo una��idea per descrivere questo vino. A? una cosa soggettiva. I miei lettori sanno che quando do 95 punti a un vino, quel vino A? buono. Conoscono il mio palato, sanno che sono costante. Non sono un dittatore del gusto, sono solo una guida, una traccia. Non dico mai che un vino A? il migliore del mondo, suggerisco di assaggiare certi viniA�. a��

Sorbisce un altro bicchiere. A�Duro, ma che bello. Senti questa aciditA�? Ti lascia della��umido in bocca, A? una sensazione molto gradevole. Quando ci sono troppi tannini o troppo legno, il vino A? secco. Il vino A? come una persona: A? grande quando A? bambino, quando A? adulto, quando A? vecchio. Quando un vino A? grande, A? grande subito, giA� dopo la vendemmiaA�.a��

Si alza, apre una scatola di sigari. Ama i sigari perchA� ama Cuba. A? stato lui a suggerire a Marvin Shanken, la��editore di Wine Spectator, di crea-a�?re una rivista dedicata ai cubani, nel senso dei sigari: cosA�, poco meno di venta��anni fa, nacque Cigar Aficionado. Con un Dunhill in coccodrillo nero accende un Rey del Mundo, selezione speciale per la��Italia. Prima di venire in Italia, Suckling ha vissuto 11 anni a Londra e prima ancora a San Diego e San Francisco, seguendo i trasferimenti della redazione di Wine Spectator, per cui lavora dal 1981, A�quando il giornale vendeva 1.800 copie, cioA? nienteA�. A metA� anni 90, il boom, che non si A? ancora spento. Sul mercato dice: A�Ora ci sono Cina, Giappone, Corea, paesi che conosco abbastanza bene. Ma i vini italiani avranno sempre la loro quota di mercato e la��America sarA� sempre il palcoscenico dei vini italiani. Per la��import americano, la��Italia A? il numero uno, mentre la Francia A? scesa al quinto posto. Nonostante la crisi, molti americani continuano a prediligere i ristoranti italiani, nei quali si beve vino italianoA�. a��

Per chiudere, un consiglio sulla cantina perfetta. A�Non dipende dal numero di bottiglie. Ne bastano 50, 100. A? come una collezione da��arte o di dischi. Devi avere bottiglie che ti piacciono, alle quali sei in un certo modo affezionato, che ti piace ogni tanto andare a visitare, come fossero amici. Su che cosa comprare A? inutile dare indicazioni. Devi comprare vini nella top hit, ma di cantine che sono affini alla tua personalitA�, al tuo gusto. Devi comprare una bottiglia di vino pensando che sarA� utile alla tua vita: meglio 100 bottiglie che vuoi bere piuttosto che mille di cui non ta��importa niente. Una cantina A? qualcosa da vivere, non un luogo dove far invecchiare delle bottiglie per incrementarne il valore. Ecco perchA� in una cantina deva��esserci un poa�� di casino. Hai visto la mia coma��A? incasinata?A�. a��

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