Il gioielliere di famiglia

Orologi e Gioielli | di Giada Barbarani | 04 febbraio 2011, 12:00

Fino a pochi anni fa, se si parlava di liste nozze, anelli di fidanzamento e gioielli da Mille e una notte, il nome di riferimento per l’alta borghesia milanese era Faraone, storico marchio di gioielleria fondato nel 1945. Dietro le vetrine di via Montenapoleone si celava il mondo dell’alta gioielleria di tradizione italiana (che ha saputo imporsi sulla scena internazionale): prezzi preziosi ed esclusivi, spesso creati su misura, con pietre uniche e montate con una creativitA� inimitabile. Gioielli di quelli che non si vedono piA?, verrebbe da dire, se non indossati da signore dell’alta societA� nelle occasioni piA? importanti. Ma lo stile e il gusto non possono sparire per sempre.

Il negozio in via Montenapoleone, a Milano.

E per questo Faraone ha riaperto, sempre in via Montenapoleone (al 19). A distanza di dieci anni ritornano cosA� a brillare pezzi di haute couture che incarnano la storia del marchio, affiancati a dieci linee prA?t-A�-porter. Dietro tutto ciA?, un nome che non ha bisogno di presentazioni: Cesare Settepassi, discendente della storica famiglia di orafi e gioiellieri fiorentini, esperti di perle e pietre preziose, dal 1960 proprietario della maison milanese, nonchA� l’uomo che ha guidato l’espansione di Tiffany & Co. in Italia e in Europa. Il giorno della��inaugurazione, il 9 novembre scorso, Cesare Settepassi A? riuscito a riunire tutti i nomi che contano della societA� meneghina. Clienti storici che, a distanza di dieci anni, hanno potuto ammirare ancora le sue creazioni, ma anche le nuove generazioni, che si sono lasciate conquistare dallo stile ricercato e dal design esclusivo dei gioielli. PerchA� la gamma firmata Faraone, accanto alla gioielleria da��autore con pezzi unici, esempi del savoir-faire della maison, comprende anche creazioni dedicate a una clientela piA? giovane, come le collezioni Lotus, Labyrinth e Heart Lock, piA? leggere in termini di carature, strutture e materiali, ma rifinite sempre con cura artigianale e attenzione quasi maniacale. PerchA�, come racconta Settepassi, A�il gioiello deva��essere sempre una forma di eleganza e raffinatezzaA�. A�I tempi sono cambiati, e anche le richieste. Oggi la maggior parte delle donne lavora: A? difficile che si presentino in ufficio con gioielli da Mille e una notteA�.

Ecco allora i consigli del gioielliere di famiglia Cesare Settepassi.

A�A venta��anni mai gioielli eccessivi, anche se uno se lo puA? permettere: sembrerebbero inadeguati. Perfetti i pezzi dal buon disegno, con piccoli brillanti o pietre colorate semi-preziose, molto portabili. I trenta��anni sono una fascia da��etA� piA? importante: si inizia a parlare di anello di fidanzamento. Si va dal classico diamante (importante e duraturo; essendo incolore, non stanca mai e si puA? indossare sempre, perchA� lega con ogni tipo di abbigliamento) alla pietra preziosa colorata, come il rubino. Si deve sempre stare attenti alle proporzioni: la pietra colorata ha, infatti, peso e taglio diversi dal diamante (a paritA� di diametro e di misure, ha caratura maggiore). I 40 anni segnano invece un traguardo: la donna A? piA? completa, in famiglia (con marito e figli) e in societA�. Perfetti gioielli preziosi, girocolli e anelli, ma mai la parure completa, che corre il rischio di essere monotona. E poi le spille, preziose e dal fascino indiscutibile. Ma la cosa piA? importante A? che la donna indossi un gioiello perchA� le piace, non per mostrarlo agli altriA�.

Per qualsiasi dubbio, Cesare SettepassiA� vi aspetta, sorridente, in negozio.

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