Metodo AbramoviA�

Arte e Design | di Samantha Primati | 21 marzo 2012, 17:53

Marina AbramoviA� A� Laura Ferrari.

Il PAC di Milano A? lo spazio scelto da Marina AbramoviA� per il suo nuovo lavoro, The AbramoviA� Method, il primo dopo la grande retrospettiva del 2010 al MoMA (visita i musei di NY) di New York.

Qui il pubblico A? protagonista e opera d’arte, racconta l’artista: A�Senza il pubblico, la performance non ha alcun senso perchA�, come sosteneva Duchamp, A? il pubblico a completare la��opera da��arte. Nel caso della performance, direi che pubblico e performer non sono solo complementari, ma quasi inseparabiliA�. Ed A? proprio il pubblico, guidato e motivato dalla��artista, a vivere e sperimentare le installazioni interattive.

Per enfatizzare il ruolo ambivalente di osservatore e osservato, la AbramoviA� ha scelto di mettere alla prova lo spettatore anche nella��atto della��osservazione distante: una serie di telescopi permettono ai visitatori di osservare dal punto di vista macroscopico e microscopico coloro i quali sceglieranno di cimentarsi con le interactive installations.

In una��epoca in cui il tempo A? un beneA� prezioso, Marina AbramoviA� chiede allo spettatore-attore di fermarsi e fare esperienza che riguardaA� se stesso e il modo di relazionarsi con ciA? che lo circonda.

Icona di tutte le forme di espressivitA� legate al corpo, Marina AbramoviA� A? pioniera della performance dagli anni a�?70. La��artista con le sue installazioni ha spesso superato i propri limiti fisici e psicologici, ha messo in pericolo la sua incolumitA�, infranto schemi e convenzioni, scavato nelle proprie paure e in quelle di chi la osservava, portando la��arte a contatto con la��esperienza fisica ed emotiva.

Fino al 10 giugno 2012.

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