Sapore di mare

Viaggi e Sapori | di Giada Barbarani | 21 maggio 2012, 14:15

Dimenticatevi il lusso sfrenato della Costa Smeralda o gli eccessi di quella Azzurra. Qui a Forte dei Marmi, in quest’angolo della Versilia di Thomas Mann, Curzio Malaparte e Luchino Visconti, la regola è una sola: discrezione. Dimenticatevi quindi donne ingioiellate, veline in cerca di notorietà (anche se le spiagge sono piene di calciatori) e macchine dalla grossa cilindrata. Qui al Forte, come viene chiamata dai locali e dagli habituè, le signore indossano le collanine o i bracciali fatti dalle bambine sotto le cabine in legno, i ragazzi vestono alla marinara e, per muoversi, si usano le biciclette e le vecchie Vespa Piaggio.

 L’appuntamento per lo shopping, nonostante le molte vetrine di alta moda che in questi ultimi anni hanno cambiato la faccia del centro, è il mercoledì e la domenica: in questi due giorni la piazzetta del paese si riempie di bancarelle. E che nessuno storca il naso di fronte alla parola mercato: quello degli ambulanti del Forte è frequentato dall’alta nobiltà milanese e toscana, senza dimenticare le mogli di importanti imprenditori che qui si ritrovano per comprare lenzuola e asciugamani («devo preparare il corredo per le mie figlie», si giustificano le abbronzate signore), ceramiche per la casa al mare e per quella di città, ma anche caldi e morbidi golfini in cashmere. Perché qui al Forte la sera fa freddo,è sempre umido, e un golfino da appoggiare sulle spalle è necessario.

Le sabbie nobile, così chiamate perché su queste spiagge sono cresciute generazioni di Caracciolo, Corsini, Frescobaldi, Riaro Sforza, ma anche gli Agnelli, i Moratti e i Caprotti, non ammettono trasgressioni: pochi strilli e stramazzi (suonerie dei telefonini tenute al minimo, bambini controllati da una stuola di nanny o lasciati liberi di giocare con paletta e secchiello), se non quelli dei venditori di cocco e di gelati. Persino gli ambulanti si aggirano silenziosi tra una tenda e l’altra, tendendo «borse ultimo modello, proprio come quelle che si trovano nelle vetrine dei negozi del centro». La parola d’ordine, per tutti, è sempre discrezione. Tanto le signore hanno tutta la stagione per decidere, c’è tempo da giugno a settembre. Perché al Forte non si viene un fine settimana per l’inaugurazione di un locale o pochi giorni di passaggio ad agosto. Al Forte si portano i bambini appena finita la scuola e si riparte appena prima del suono della campanella. I mariti arrivano il weekend e, stanchi del lavoro, si sdraiano per due giorni sul lettino a parlare con il vicino di tenda (sempre lo stesso, anni dopo anni) di calcio mercato. E, appena arriva una nuvola, niente BlackBerry per controllare le previsioni del tempo on-line: basta chiedere ai bagnini, puri toscanacci dall’aspetto ruvido, ma dall’animo dolce. E se le nuvole che arrivano dalle Alpi Apuane così vicine che sembrano incorniciare la spiaggia, non hanno intenzione di andarsene, nessun problema, niente nervosismo: dalla tenda ci si sposta al bar del bagno per una partita a briscola o a ramino. Senza fretta. Senza stress. Al Forte si viene per stare tranquilli. Per mostrare la parte umana, non quella mondana. Niente tronisti e vallette che qui non verrebbero notati, per non dire considerati.
La sera, dopo un aperitivo al Bagno America o al Principe, si va a cena al Maitò (da provare le loro pennette, tel. 0584.80940), al Bagno Bruno (i piatti di pesece non hanno bisogno di presentazione, tel. 0584.89972), al Tre Stelle (in centro) o nella vicina Pietrasanta, per le zuppe dell’Enetoca Marcucci e ammirare le gallerie d’arte. Il Forte è un po’ snob, ma è questo che lo rende un po’ unico. Non avrà il mare trasparente della Sardegna o della vicina Santa Margherita, non avrà le mille luci del Bilionare (ma non dimentichiamo che la Bussola di Viareggio ha lanciato una giovane cantante di nome Mina), non avrà le discoteche della costiera romagnola: ma vogliamo metter con il fascino storico della Capannina di Franceschi?

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