Mito in mostra

Cultura e Spettacolo | di Cristina Cimato - Ladies | 30 agosto 2012, 11:10
  • Marylin Monroe ritratta sulla spiaggia in una posa che ricorda... (vedi foto 2)

    Marylin Monroe ritratta sulla spiaggia in una posa che ricorda… (vedi foto 2)

  • ...La nascita di Venere (1484-85) di Botticelli.

    …La nascita di Venere (1484-85) di Botticelli.

  • Marilyn sul set del film incompiuto Something\'s got to give. L\'immagine è accostata a... (vedi foto successiva)

    Marilyn sul set del film incompiuto Something’s got to give. L’immagine è accostata a… (vedi foto successiva)

  • ...Vénus bleue (1962), di Yves Klein.

    …Vénus bleue (1962), di Yves Klein.

  • La sensualità dell\'attrice ritratta qui da Bert Stern evoca (vedi immagine successiva)...

    La sensualità dell’attrice ritratta qui da Bert Stern evoca (vedi immagine successiva)…

  • ...il Nudo di donna distesa (metà XVIII secolo) di Jean-Francosi Clermont.

    …il Nudo di donna distesa (metà XVIII secolo) di Jean-Francosi Clermont.

A 50 anni dalla scomparsa, il Museo Salvatore Ferragamo omaggia la Monroe, accostandone la bellezza a opere del passato. Una mostra che completa la trilogia iniziata con Audrey Hepburn e Greta e Greta Garbo. 


«In fotografia la sua carne era vera, sembrava possibile avvicinarsi e toccarla». Billy Wilder la vedeva così, una moderna Venere di Milo, e lei era riusciva a incarnare, nelle sue pose abbandonate, anche l’Ermafrodito restaurato da Bernini, così come la Ninfa dormiente di Canova o una Maddalena penitente. Merito dei suoi mille volti, della sua bellezza abbagliante e fragilissima, come sanno avere solo coloro che hanno il mondo ai piedi e sono al tempo stesso terrorizzati di cadere. Marilyn Monroe, voluttuosa, maniacale ed esuberante diva di Hollywood, anima inquieta e sola, è la protagonista della mostra Marilyn, curata da Stefania Ricci e Sergio Risaliti, ospitata fino al prossimo 28 gennaio al Museo Salvatore Ferragamo, presso Palazzo Spini Feroni a Firenze.

L’omaggio a una delle figure più ammalianti della storia del cinema arriva a 50 anni dalla sua morte, avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, quando l’attrice aveva solo 36 anni, e rappresenta l’ultimo capitolo di una trilogia espositiva iniziata nel 1999. Dopo l’eleganza di Audrey Hepburn e la misteriosa bellezza di Greta Garbo, il Museo Salvatore Ferragamo racconta, per immagini fotografiche e accostamenti con le opere d’arte che suggeriscono un parallelismo con l’affascinante Marilyn, la storia della diva, che lo stesso Salvatore ammirava. Nel suo libro Il calzolaio dei sogni, edito nel 1957, egli stesso aveva realizzato un ritratto psicologico delle tre donne, tutte sue clienti. La bionda icona femminile che ha turbato sogni e immaginario di intere generazioni di uomini sceglieva sempre lo stesso modello di scarpe, semplice, a tacco alto ed era così affezionata ai suoi accessori di bellezza tanto da fissare nella sua agenda personale l’appuntamento al negozio di Park Avenue, a New York, con mesi di anticipo.


La mostra raduna alcuni celebri ritratti di Cecil Beaton, George Barris o Bert Stern, fotografie scattate sui set, tra le più intense quelle di Inge Morath durante le riprese de Gli spostati, e immagini intime, come quelle con il terzo marito e grande amore Arthur Miller. Nemmeno lui, però, riuscì a renderla una donna felice. Lei, che nelle veglie notturne scriveva: «A volte mi chiedo a cosa serva la notte. Per me quasi non esiste, sembra tutta una lunga, lunghissima giornata orribile». Lei, che anche nella notte, baluginava con la sua bellezza lunare e intensa.

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