Rifugio sui monti

Case di lusso | di di franca cornelli a�? Foto di adriano bacchella a�? case&country | 26 novembre 2013, 11:35
  • La baita affacciata sui boschi selvaggi della Valle Argentera.

    La baita affacciata sui boschi selvaggi della Valle Argentera.

  • Panorama notturno sulle baite di Rollières.

    Panorama notturno sulle baite di Rollières.

  • Il soggiorno, caratterizzato da ampia vetrata con cista sui Monti della Luna.

    Il soggiorno, caratterizzato da ampia vetrata con cista sui Monti della Luna.

  • Scultura lignea sul tavolo che riproduce un cervo.

    Scultura lignea sul tavolo che riproduce un cervo.

  • La cucina, arredata con mobili di larice fatti su misura.

    La cucina, arredata con mobili di larice fatti su misura.

  • La zona pranzo affrescata da Fabio Pietrantonio, con lampadario realizzato con palchi di cervo da un antiquario.

    La zona pranzo affrescata da Fabio Pietrantonio, con lampadario realizzato con palchi di cervo da un antiquario.

  • Una stanza matrimoniale con parete-armadio.

    Una stanza matrimoniale con parete-armadio.

  • La camera con quattro letti a castello.

    La camera con quattro letti a castello.

  • La stanza da bagno con vasca incassata nel legno di larice.

    La stanza da bagno con vasca incassata nel legno di larice.

A quota 1.480 metri, una baita affacciata sui boschi selvaggi della Valle Argentera con una vista che spazia dal Sises al Monte Chaberton. Territorio valdese, nel Medioevo, era una comunitA� a sA� stante con diritto di autogestione. E ancora oggi A? un rifugio incontaminato nel silenzio delle cime innevate

Scavalcato il colle del Sestriere, scendendo verso Sauze di Cesana, sa��incontra, a quota 1.480 metri, la piccola, antica borgata di RolliA?res, un gruppo di baite e rifugi costruiti in mezzo ai pascoli da��alta montagna e affacciati sui boschi selvaggi della Valle Argentera. Nel Medioevo, questo era territorio dei valdesi, che proprio a Sauze di Cesana avevano il loro avamposto. A quel tempo, nel XIV secolo, i comuni della zona, e altri della��alta Val di Susa, facevano parte del Delfinato e proprio dal Delfino di Francia avevano ottenuto la Carta delle libertA�, che concedeva alle valli alpine il diritto alla��autogestione. Era nata cosA� la Repubblica degli Escartons, un nome che, piA? o meno, indicava chi godeva di agevolazioni fiscali. Gli Escartons parlavano la��occitano e le loro case avevano una��architettura formalmente omogenea, costruzioni a due o tre piani che, seguendo la pendenza della montagna, avevano accesso indipendente a ogni piano, lunghe balconate e ripidi tetti in legno di larice, durevoli nel tempo e inarrivabili nel sostenere il peso delle grandi nevicate. Quando la Repubblica venne abolita e il territorio diviso tra Francia e Italia, gli Escartons continuarono a mantenere lingua e tradizioni anche se, col passare dei secoli, le piccole frazioni vennero a poco a poco abbandonate. Come il borgo di RolliA?res, con le sue belle baite di larice costruite fra i prati alti dove cervi e caprioli passano silenziosi e indisturbati, rimasto in disparte fino a che non A? stato riscoperto dagli appassionati di mountain bike e di sci alpinismo.

E proprio quassA?, in una minuscola comunitA� di cinque baite costruite in pieno sole, con una vista che spazia dal Sises al Monte Chaberton, A? capitata un giorno una famiglia milanese appassionata di queste montagne, che frequentava da anni ma al di lA� del Sises, dove la��occitano si stempera nella mondanitA� del Sestriere. A? stato amore a prima vista, e ce na��A? voluto parecchio per affrontare un acquisto cosA� complicato. Succede in questi centri sperduti dove i terreni, spesso abbandonati dai contadini che emigravano in Australia o America, venivano divisi fra una quantitA� di figli, nipoti e pronipoti. In questo caso, per firmare la��atto di vendita, sono stati consultati ben 45 eredi. La casa, di 250 mq, si sviluppa su tre piani, ognuno, secondo tradizione, con ingresso indipendente, molto comodo in occasione delle grandi nevicate. Al primo piano, al quale si accede direttamente dal garage sotterraneo, che A? stato costruito di recente e serve anche le altre case, A? sistemata la zona notte con le camere dei due figli e altre per gli ospiti. Una scala di legno porta al piano superiore dove, oltre a una��altra stanza da letto e un bagno, tutto il resto dello spazio A? occupato dalla bella cucina-pranzo in cui padroni di casa e ospiti si radunano intorno al lungo tavolo di larice. In omaggio agli animali del bosco, veri padroni del territorio, una��intera parete A? occupata da una��opera della��artista Fabio Pietrantonio: un gruppo di cervi sullo sfondo di un bosco disegnato a carboncino. E sempre a loro sono dedicati gli acquarelli di Titti Boero e le ceramiche di Cristiana Bravetta. Il punto focale della casa A? il soggiorno della��ultimo piano con la grande vetrata con vista spettacolare dei Monti della Luna. Interamente foderato in legno di larice con il soffitto a capriate, il soggiorno A? arredato con divani e poltrone di cuoio recuperate dalla casa di famiglia, mobili antichi acquistati sul posto, le sculture in terracotta della madre della proprietaria e, soprattutto, con opere da��arte contemporanea, di cui i padroni di casa sono appassionati collezionisti: dal disco di metacrilato di Jacopo Foggini al calco di legno servito a Pietrantonio per realizzare la parete affrescata coi cervi della zona pranzo.

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