Arte asiatica

Arte e Design | di stefano cosenz | 08 gennaio 2014, 14:33


Quello che A? probabilmente il piA? antico mandala tibetano, oltre a essere un capolavoro della��arte mongola e tra le opere piA? importanti della��arte asiatica, sarA� proposto al prossimo Tefaf, la prestigiosa fiera della��antiquariato che si terrA� a Maastricht dal 14 al 23 marzo, dalla galleria Rossi & Rossi di Londra, fondata nel 1985 da Anna Maria Rossi e specializzata in arte indiana ed himalayana, con particolare attenzione alla��arte tibetana classica e contemporanea.

Il mandala Vajradhatu risalente alla��XI secolo non A? solo uno dei primi e piA? rari esempi di arte tibetana, ma A? anche di dimensioni monumentali (125×125 cm). Offerto a un prezzo di 2,2 milioni di dollari, A? stato custodito in una collezione privata europea dagli anni 80 ed A? stato esposto nel 2003 e 2004 in occasione della retrospettiva Himalayas: An Aesthetic Adventure al The Art Institute of Chicago e allo Smithsonian Institute di Washington.

Un mandala, in senso letterale un cerchio, A? un simbolo spirituale nelle religioni Induista e buddista che rappresenta la��Universo ed A? usato come mezzo di meditazione ed insegnamento. La��opera rappresenta la Sfera Adamantina (Vajradhatu) che racchiude i Buddha cosmici in accordo alle scuole tantriche indiane. La raffigurazione ruota attorno a un palazzo centrale con ornamenti e simboli, occupato da un Signore con il suo cerchio e protetto da una cinta di vajras (fulmini) e da un canale di fuoco che protegge anche le dimore dei tre principali Buddha cosmici. Ciascun Buddha, eccetto quello centrale, A? circondato da quattro dei sedici Vajra Bodhisattvas. Gli angoli del palazzo piA? interno sono occupati da quattro dee, fra le pareti dei palazzi interni e di quelli esterni vi sono altri quattro gruppi di quattro, mentre quattro guardiani occupano le porte esterne. Il mandala rappresenta la piA? antica interpretazione dipinta del simbolismo buddista e dei concetti indiani custoditi nei testi Sanscriti tradotti in tibetano nei secoli VIII-IX e XI-XIV.

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