Gerusalemme

Arte e Design | di stefano cosenz | 14 aprile 2014, 08:44

La Galleria Canesso rende omaggio a Gerusalemme con una��esclusiva e inedita esposizione dal titolo Barocco dal Santo Sepolcro con opere eccezionali provenienti dal Santo Sepolcro di Gerusalemme che possono essere ammirate fino al primo giugno nei suoi spazi di Lugano, a piazza Riforma 2.

La mostra rientra in un ampio progetto, realizzato sotto il Patrocinio della CittA� di Lugano, ideato e promosso dal titolare della galleria, Maurizio Canesso, ben noto anche per la sua galleria a rue Lafitte a Parigi e per essere fondatore e presidente della��annuale prestigioso Salone parigino di pittura antica, Paris Tableau. Il cuore della manifestazione A? rappresentato da opere altamente simboliche, appartenenti al Tesoro da��arte di pertinenza della Custodia Francescana in Terra Santa, presenti a Lugano grazie a una��attivitA� di ricerca, recupero, restauro operato attraverso un lavoro concertato di studiosi e restauratori, sostenuto totalmente dal titolare della Galleria. La fiducia concessa dalla Custodia ha reso possibile alla Galleria di esporre sei maestose opere (cinque dipinti e un bassorilievo in argento), due delle quali provenienti direttamente dal Santo Sepolcro e per la prima volta esposte al pubblico in Occidente. Eccole.

Paolo De Matteis, Resurrezione di Cristo, olio su tela, 151,5 A� 142 cm

Paolo De Matteis: Resurrezione di Cristo.

1.
Inserito in una preziosa cornice da��argento, il dipinto A? stato concepito per una visione dal basso verso la��alto: infatti si trova normalmente issato sul fronte della��Edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme. A Lugano viene eccezionalmente esposto al pubblico, in Occidente per la prima volta. Grazie anche al restauro, che la��ha resa nuovamente leggibile, la tela A? stata ricondotta con certezza dallo studioso Nicola Spinosa alla mano di uno dei protagonisti della pittura napoletana tardo barocca: Paolo De Matteis, databile tra fine Sei e inizio Settecento.

Manifattura De Blasio (attr.), Resurrezione di Cristo, 1736, argento, 160 A� 197 cm

Manifattura De Blasio (attr): Resurrezione di Cristo.

Opera unica nel suo genere, questo bassorilievo non trova termini di confronto nella��argenteria coeva. La composizione A? ispirata a modelli pittorici in linea con la tradizione di Luca Giordano e vicina alle soluzioni proposte da Paolo De Matteis e da Francesco Solimena nel corso del terzo e quarto decennio del XVIII secolo.

Maestro della��Annuncio ai pastori, Adorazione dei pastori, olio su tela, 127 A� 148 cm

Maestro dell'annuncio ai Pastori - Adorazione dei pastori.

Dono della Spagna nel 1849 e a lungo conservato nel monastero di San Giovanni ad Ain Karem, il dipinto testimonia il momento di massima adesione del Maestro della��Annuncio ai pastori al vigoroso e asciutto naturalismo di matrice caravaggesca sulla��esempio di Jusepe de Ribera. La��opera A? databile intorno al 1630.

Francesco De Mura, Elevazione della croce, olio su tela, 127 A� 180 cm

Francesco De Mura: Elevazione della croce.



Francesco De Mura, Cristo nel Giardino degli Ulivi, olio su tela, 126 A� 179 cm

Francesco De Mura:Cristo al giardino degli ulivi.



Francesco De Mura e aiuti, PietA�, olio su tela, 125,5 A� 179 cm

Francesco De Mura: PietA�.


I tre dipinti esposti in mostra fanno parte di una serie di tele, di cui solo 8 sono giunte fino a noi, commissionata nel 1730 a Francesco De Mura, illustre allievo di Francesco Solimena, allora alla��apice del suo successo. Per la maggior parte di mano del maestro e, in alcuni casi, realizzate con la collaborazione di allievi, le opere raffigurano le storie della vita e della passione di Cristo e della vita della Vergine. La��Elevazione della Croce, come la Resurrezione di Cristo di Paolo De Matteis, A? qui esposto per la prima volta al pubblico in Occidente.

La��iniziativa Barocco dal Santo Sepolcro implica un legame diretto con le terre prealpine: Lugano, infatti, possiede in Santa Maria degli Angioli un raro documento costituito da due vedute topo-mimetiche, affrescate attorno al 1530, che testimoniano il legame tra Europa e Terra Santa. La mostra oltre i propri spazi dA� vita a un percorso ideale: il visitatore potrA� partire dalla Chiesa di Santa Maria degli Angioli, ospitante le due testimonianze cartografiche; risale Via Nassa per giungere al cuore della mostra presso la Galleria Canesso. Subito accanto, nel Patio del Municipio, un allestimento di gigantografie fotografiche evocano Gerusalemme oggi nei suoi legami con il passato descritto nelle Lunette, e proseguendo sul filo della testimonianza fotografica si potrA� ammirare al Museo Cantonale da��Arte la mostra, organizzata autonomamente dalla��istituto, Gerusalemme. Immagini di una cittA� con immagini selezionate dal Fondo della A�cole Biblique et archA�ologique franA�aise di Gerusalemme. In uno spirito di collaborazione, questa iniziativa espositiva viene presentata assieme alla��importante mostra dedicata a Jan Arp a�� Osvaldo Licini e il contesto internazionale che si tiene nello stesso periodo al Museo da��Arte di Lugano.

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