Monza forever

Expo2015 | di Nicola d. bonetti | 05 febbraio 2015, 16:04
  • Attrazione in controluce della Formula 1.

    Attrazione in controluce della Formula 1.

  • 1924 l\'alfa Romeo si classifica ai primi 4 posti.

    1924 l’alfa Romeo si classifica ai primi 4 posti.

  • 1934 rifornimento per Luigi Fagioli su Mercedes.

    1934 rifornimento per Luigi Fagioli su Mercedes.

  • 1936 Nuvolari all\'arrivo su Alfa Romeo 8C.

    1936 Nuvolari all’arrivo su Alfa Romeo 8C.

  • 1963 Jim Clark vincitore su Lotus 25, con Colin Chapman.

    1963 Jim Clark vincitore su Lotus 25, con Colin Chapman.

  • 1968 Jean-Pierre Beltoise su Matra.

    1968 Jean-Pierre Beltoise su Matra.

  • Manifesti che hanno fatto la storia di Monza.

    Manifesti che hanno fatto la storia di Monza.

  • Manifesti che hanno fatto la storia di Monza.

    Manifesti che hanno fatto la storia di Monza.

  • Manifesti che hanno fatto la storia di Monza.

    Manifesti che hanno fatto la storia di Monza.

  • Manifesti che hanno fatto la storia di Monza.

    Manifesti che hanno fatto la storia di Monza.

La sua storia A? lunga come i suoi rettilinei. Nato nel 1922, A? il piA? veloce e antico circuito che ospiti un Gran Premio. E conserva un fascino ineguagliabile.
Il primo record A? del 1922, con il piA? lungo tempo sul giro: la costruzione avviene in soli centodieci giorni, per un circuito di 10 chilometri, comprendente la��anello per alta velocitA� di 4,5 km con due curve sopraelevate su terrapieno raccordate da rettilinei da 1,07 km. Percorso innovativo (allora si sarebbe scritto A�arditoA�), che pone meno attenzione alla pista di 5,5 km chiamata stradale, con curve dal diverso raggio e lunghi rettilinei. Nata per sostituire il tracciato semi-permanente di Brescia-Montichiari, dove si corse il 1A� Gp da��Italia la��anno precedente,e per contrastare la grandeur francese, la pista brianzola A? denominata Autodromo nazionale di Monza. La��aggettivo A? un rafforzativo, che non ammette concorrenza per le gare titolate. Oggi strappa un sorriso rispetto alla fama planetaria, assunta rapidamente e conservata meglio di qualsiasi altro autodromo.
Fra i primi tre circuiti al mondo, con Indianapolis e lo scomparso Brooklands, Monza rivaleggia per fascino con poche altre realtA�, specie dopo la riduzione del NA?rburgring a seguito della��incidente di Niki Lauda.
Un passo indietro: alla scelta del parco attorno alla Villa Reale di Monza si arrivA? preferendolo alle zone di Malpensa e della Cagnola. La��opera fu voluta dalla��Automobile club di Milano, finanziata con fondi privati della SocietA� incremento automobilismo e sport, oggi federata Aci. Per la costruzione impiegA? 3.500 operai, 200 carri, 30 autocarri, una ferrovia di 5 km con due locomotori e 80 vagoni. Inaugurazione il 3 settembre 1922, con gara di vetturette vinta da Pietro Bordino su Fiat 501 Corsa; la��8 si corse il Gp delle Nazioni di moto, con vittoria di Amedeo Ruggieri su Harley-Davidson, e il 10 il 2A� Gp da��Italia, vinto sempre da Bordino su Fiat 804. IniziA? cosA� una��epopea che A? giunta fino a oggi, con le sole quattro eccezioni dei Gp a Livorno, Milano, Torino e infine Imola nel 1980.
La pista di Monza non A? rimasta immutata nel tempo, con una lunga teoria di modifiche, evoluzioni, raccordi tra circuiti diversi (ca��A? anche la Junior). Le possibilitA� sono molte, adottate anche a seguito di incidenti, medesima ragione che indusse, tra il 1972 e il a��78, alla realizzazione delle varianti, per ridurre la velocitA�. Nessun intervento ha snaturato la pista, semmai resa ancor piA? difficile, e i grandi passi della tecnologia conservano il fascino delle prestazioni assolute.

Per correre a Monza ci vogliono coraggio, particolare finezza ed estrema sensibilitA�: per chi non avesse mai calcato quella��asfalto, dagli appassionati ritenuto quasi sacro, il suggerimento A? di andare a visitare la��autodromo. Con 5 euro si entra nei giorni feriali (auto e parcheggio compresi), e una buona passeggiata nel parco consente di scoprirlo da vicino: dalle vestigia storiche della sopraelevata al tracciato attuale, assaporando la lunghezza dei rettilinei e la difficoltA� di ogni curva, anche leggendo i segni neri che firmano staccate, percorrenze al limite della��aderenza e qualche uscita verso le vie di fuga. Per capire quanto chiuda la Prima variante, o sia arduo trovare il punto di corda alla prima di Lesmo per non rovinare la seconda, come la��inutile ricerca del Serraglio, e la��infinita progressione per abbandonare la Parabolica; ci si rende conto di come siano rilevati i cordoli, e non sembra possibile che le Formula 1 impieghino pochi attimi per chilometrici allunghi. Altra possibilitA�, almeno una volta nella vita, A? accedere al tracciato con la propria auto, 45 euro per mezza��ora nelle date riservate. Anche senza correre, assaporando il gusto di guidare nel tempo, risparmiando freni e gomme: perchA� Monza, soprattutto sui primi, non perdona.

www.monzanet.it

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