Arte a Corte

Arte e Design | di cristina cimato - Foto di Veronica Mecchia | 18 marzo 2015, 10:38

C’è un luogo un po’ magico nel parmense, a un tiro di schioppo da Busseto, ed è l’Antica Corte Pallavicina, un tempio per gli amanti del culatello di Zibello, ma non solo. Affacciata sul fiume Po, questa antica dimora è il regno della famiglia Spigaroli e si compone di ristorante, relais ma anche in una fruttuosa azienda agricola e di un altro ristorante, Al Cavallino Bianco.

Qui, fino alla fine di settembre trovano la loro cornice le opere scultoree di Armando Riva che ha esplorato dal 1965 a oggi le potenzialità espressive e comunicative del cinema, della pittura e dell’arte plastica.

«Questa è la mia terra. Qui o poco più in là ho trascorso i miei anni 50», commenta Riva nell’introduzione alla mostra, il cui catalogo è curato dalla galleria d’arte milanese Studiolo, «avevo una bicicletta scassata, nelle estati più calde e arse pedalavo sugli argini del fiume…Anni sono trascorsi, il fiume separa ancora due aspri territori di poetiche minestrine serali e di languidi culatelli. Questa terra mi è rimasta nel cuore e nella carne».

E le sue grandi sculture in bronzo sono così, sembrano intagli profondi nella materia, ferite talvolta, strappi o squarci, e raccontano mondi magici, visionari, onirici. Ci sono i cavalli stremati dopo il Palio e l’estasi di un corpo sinuoso ornato di un cappello a tesa larga, il poetico suono di una chitarra abbracciata a un animo sensibile, ma anche la magia di un tuffo, interpretato con astrazione quasi a diventare un fulmine, e di una bambina in posa, alle prese con un cerchio.

La mostra di opere di Armando Riva accompagnerà la primavera e l’estate della Corte, per poi lasciare dietro di sé una tangibile testimonianza dell’amore dell’artista per il prodotto più tipico di questa zona, il culatello, che diventerà anch’esso una scultura, fra le sue abili mani.
Info:

www.anticacortepallavicinarelais.it

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