Tipi&Stereotipi

Moda e Tendenze | di claudio costa - illustrazione di chris burke | 28 maggio 2015, 09:34

Italiani, australiani, inglesi. Secondo un’indagine tra le donne americane, sono i più ambiti del mondo. Luoghi comuni? Forse. Ma a ben vedere c’è qualcosa di più…

Stando a un’indagine effettuata su 60mila donne americane (un enorme campione statistico raccolto dal sito MissTravel.com) sono questi gli uomini più attraenti del mondo, Anzi, decisamente i più sexy secondo il loro luogo di appartenenza.
Sin troppo facile spiegarne le motivazioni: sportivo, avventuroso e muscolare l’australiano (tipo Crocodile Dundee); edonista, suadente e playboy l’italiano (modello La dolce vita); impeccabile, cosmopolita e vagamente aristocratico l’inglese (alla Downton Abbey). Cliché, luoghi comuni, stereotipi? Solo in parte.

O meglio: bisognerebbe chiedersi come e perché nascono gli stereotipi. Attribuire un insieme di caratteristiche particolari a un gruppo nazionale, etnico, sociale, politico, religioso e così via è certo una semplificazione e spesso un’esagerazione. Ma, stando agli psicologi cognitivi, serve a coagulare un eccesso di informazioni (mediare fra troppi dati) o, al contrario, a supplire a una loro insufficienza (farsi un’idea di massima, insomma, qualcosa di analogo a un’ipotesi di lavoro…).  I problemi nascono, ovviamente, quando si tratta di stereotipi negativi, i cosiddetti pregiudizi, che sono fonte di diffidenze, antipatie e conflittualità.  Eppure, anche in questi casi, a un esame più attento, il difetto attribuito agli altri potrebbe celare una virtù. Pregiudizi, insomma, come distorsione di giudizi accettabili. Per esempio, l’odiosa avarizia, anziché l’encomiabile parsimonia, attribuita agli scozzesi. Gli italiani tutti pizza e mandolino, invidiati per la buona cucina e il talento musicale. Sino all’infida scaltrezza orientale, sinonimo ostile per abilità negli affari.
Ed è curioso come, ironizzando sui luoghi comuni, persino il più rigoroso cultore del politicamente corretto riesce a sorridere della vecchia storiella secondo cui «in paradiso i poliziotti sono inglesi, gli amanti sono francesi, il cibo è italiano, le automobili sono tedesche e il tutto è gestito dagli svizzeri; mentre all’inferno i poliziotti sono tedeschi, gli amanti svizzeri, il cibo è inglese, le macchine francesi e il tutto è gestito dagli italiani». A volte non è semplice stabilire dove finisce un pregiudizio e inizia un’identità culturale. Anche l’immagine (un tempo chiamata reputazione) nasce quasi sempre da una qualche realtà.
Strumenti usa e getta, da abbandonare quando se ne trovano di migliori o quando vengono smentiti dall’esperienza diretta, di stereotipi si vive e sopravvive. I più duri a morire? Forse proprio quelli fra i sessi, come sembrerebbe dimostrare l’indagine di MissTravel.com… 

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