La storia

Cultura e Spettacolo | di nanni delbecchi | 05 giugno 2015, 09:22

Nel nuovo romanzo di Antonio Scurati, ambientato durante la resistenza, le vite di uomini illustri, come Leone Ginzburg, scorrono a fianco di quelle delle persone comuni

Il 9 novembre 1989, giorno in cui cadde il muro di Berlino, Antonio Scurati era a una festa a Venezia; un amico gli indica la Tv e gli chiede A�Ma cosa fa quel mona col piccone?A�, poi, senza sapersi rispondere, i due riprendono tranquillamente a bere il loro spritz. Questo episodio narrato in Il tempo migliore della nostra vita (Bompiani, 270 pagine, 18 euro) descrive alla perfezione ciA? che la��autore definisce A�il tirocinio della��irrealtA�A� cui A? stata sottoposta la generazione di chi A? divenuto adulto negli anni Ottanta. Il vento della Storia, anche nei suoi momenti piA? fatali, che arriva mediato, depotenziato e quasi ridicolizzato. Come antidoto ideale alla condanna a vivere A�il tempo della cronacaA� di oggi, Scurati rende omaggio nel suo nuovo romanzo a Leone Ginzburg, il giovanissimo professore di letteratura russa che nel 1934, a 25 anni, fu tra i pochissimi a dire no al fascismo, rinunciando alla cattedra e alla carriera universitaria.

A? incredibile quante cose Ginzburg riuscA� a fare nel breve tempo che gli fu concesso. Arrestato per aver cercato di riorganizzare Giustizia e LibertA�, condannato per motivi politici e, dopo le leggi razziali, anche come ebreo, riesce a fondare la Casa Editrice Einaudi, che continuerA� a guidare fino alla morte per percosse nel carcere di Regina Coeli. La sopravvivenza, tema di fondo della��opera di Scurati, trova in Ginzburg un modello indistruttibile nella memoria, la��ordito su cui tessere la saga dei suoi avi durante quegli stessi, terribili anni. Il narratore e la��intellettuale sa��incontrano a metA� strada in questo romanzo-saggio dai toni dolorosi ma pacati, dove A�il tempo migliore della nostra vitaA� A? come il rumore sordo della battaglia: qualcosa che forse siamo destinati a sperare invano per noi stessi, ma che sarA� la��ereditA� piA? preziosa per quelli che verranno dopo di noi.

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