La vita nana

Cultura e Spettacolo | 15 dicembre 2015, 18:15

La vita nana, il romanzo di Enrico Dal Buono, una controstoria del mondo vista dal basso che piA? basso non si puA?: perchA� dietro a un grande uomo ca��A? sempre un grande Nano.

A�Tra un ti amo sussurrato e il boato di una��atomica non ca��A? che una differenza di tonoA�. Questa citazione da La vita nana (Baldini & Castoldi) sintetizza tutto il primo romanzo di Enrico Dal Buono. PerchA�, nel libro, una stessa forza anima la Storia universale dei Napoleone e degli Hitler e le storie da��amore della provincia italiana. A�Chiamiamola volontA� di potenza, di autoaffermazione o di replicazione o come preferiamoA�, commenta la��autore, che A? anche giornalista e docente di scrittura creativa alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. A�Quel che conta A? che bellezza e orrore, creazione e distruzione siano impossibili da scindere. Sia nella Storia, sia nelle nostre quotidianitA�A�. Il racconto comincia durante le guerre napoleoniche. Il fatto A? che Bonaparte, il 7 settembre 1812, non era solo a comandare le truppe verso la disfatta di Borodino. E non era solo neanche nel giorno della sua incoronazione. E nemmeno durante la battaglia di Jena. Ad assisterlo e a consigliarlo, durante ogni momento della propria epopea, ha avuto al fianco Orestino, emissario della genia dei nani presso il glorioso condottiero. Senza di lui la Storia non sarebbe stata la stessa. Fu invece Robertuccio a fomentare Hitler nel suo delirio di onnipotenza, guidandolo nel tentativo di distruzione del popolo da��Israele e nelle sue voluttA� pangermaniche.
I nani hanno sempre segretamente retto e indirizzato le sorti del genere umano, spinti dalla loro stessa voracitA�. Hanno ispirato la��inventore della ruota, MosA?, Giulio Cesare, fino a Mary Quant e Steve Jobs. A�PerchA� ciA? fosse possibileA�, spiega Dal Buono, A�hanno fatto leva sulle ambizioni piA? meschine dei grandi uomini (e delle grandi donne). Sui loro complessi da��inferioritA�, sul loro spirito di rivalsa, sul loro bisogno di essere accettati, imitati, idolatrati, amatiA�. Quando, contravvenendo a ogni regola, un nano si accoppia con una��umana, dA� origine alla Stirpe Bastarda. E la��Infimo Nano che, da questa deriva, avrA� la possibilitA� di portare la Storia alla sua conclusione definitiva. PerA?, apparentemente, non si tratta che di un apatico trentenne come tanti, alto 1,76, che si chiama Francesco e che passa le sue giornate sui social network. Coma��A? possibile? La risposta A? nel libro. Basti sapere che, per non trasformarsi nella��Infimo Nano, Francesco dovrA� ubbidire a un divieto: A�Mai innamorarti!A�. Ce la farA�?

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