Wonder cars

Motori | di Maurizio Toma - Gentleman | 19 ottobre 2016, 10:24
  • Ferrari Hypercar con 963 cv ottenuti dagli 800 del V12 termico uniti ai 163 di un propulsore elettrico.

    Ferrari Hypercar con 963 cv ottenuti dagli 800 del V12 termico uniti ai 163 di un propulsore elettrico.

  • Ferrari Hypercar con 963 cv ottenuti dagli 800 del V12 termico uniti ai 163 di un propulsore elettrico.

    Ferrari Hypercar con 963 cv ottenuti dagli 800 del V12 termico uniti ai 163 di un propulsore elettrico.

  • Mercedes-Maybach Coupés lunga 6 metri con motorizzazione elettrica da 750 cv per raggiungere i 250km/h autolimitati.

    Mercedes-Maybach Coupés lunga 6 metri con motorizzazione elettrica da 750 cv per raggiungere i 250km/h autolimitati.

  • Mercedes-Maybach Coupés lunga 6 metri con motorizzazione elettrica da 750 cv per raggiungere i 250km/h autolimitati.

    Mercedes-Maybach Coupés lunga 6 metri con motorizzazione elettrica da 750 cv per raggiungere i 250km/h autolimitati.

  • Lamborghini Centenario 770cv, concepita per celebrare i 100 anni dalla nascita del fondatore della casa del Toro

    Lamborghini Centenario 770cv, concepita per celebrare i 100 anni dalla nascita del fondatore della casa del Toro

  • Lamborghini Centenario 770cv, concepita per celebrare i 100 anni dalla nascita del fondatore della casa del Toro

    Lamborghini Centenario 770cv, concepita per celebrare i 100 anni dalla nascita del fondatore della casa del Toro

Ci sono le auto: berline, suv, station, coupé… Poi ci sono le supercar, quelle che di solito accendono sogni e bramosia di quanti amano le vetture più sportive e prestazionali. Più avanti, verso l’esoterismo a quattro ruote, si trova un manipolo di Hypercar, dove l’esagerazione diventa la regola e lo stupore è normalità. In questo ultimo periodo, a dispetto di ogni segnale di crisi o di presunti black-out di passione per l’auto, le Hypercar stanno nascendo in numero sorprendente e con schede tecniche quasi astronautiche. L’Italia, in questo esclusivo segmento, si è ricavata uno spazio di tutto rispetto. Protagonisti i soliti noti:  i ragazzi terribili dell’Eldorado nazionale dei motori fra Modena e Bologna, Ferrari e Lamborghini.  Da Maranello si scopre la più hi-tech delle auto del Cavallino viste finora. La Ferrari iperveloce e potente ibrida diventa anche spider e, anche se al momento di chiudere questo pezzo mancano alcune informazioni sul nome definitivo, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere Scoperta, sul prezzo, comunque superiore al milione di euro più tasse della coupé, e sulla tiratura, che sarà necessariamente limitata come quella della versione chiusa, quello che è certo è che confermerà i numeri di quest’ultima e che quindi disporrà di 963 cv ottenuti dagli 800 del V12 termico uniti ai 163 di un propulsore elettrico.
A pochi chilometri e minuti di distanza, a Sant’Agata Bolognese, nascono invece le Lamborghini Centenario, 20 coupé e 20 Roadster, concepite come espressione dello stato dell’arte della casa del Toro per celebrare degnamente i 100 anni dalla nascita del fondatore Ferruccio Lamborghini. Qui l’esagerazione nasce da un miracoloso matrimonio tra forza bruta e raffinatissima tecnologia. Se i 770 cv della Centenario possono sembrare pochi dopo la potenza monstre della top di Maranello, i dati delle prestazioni di queste Hyper-sportive bolognesi da oltre 2 milioni di euro più tasse (tiratura già esaurita) sono più che sufficienti a rimettere in pari la partita. La Centenario può raggiungere e superare la velocità massima di 350 km/h, ma forse è l’accelerazione di questa brutale sportiva a lasciare basiti: sono solo 2,8” quelli necessari per passare da 0 a 100 km/h, che diventano 8,6” per arrivare a 200 e solo 24” per arrivare a 300. La super-Lambo lascia senza respiro anche per la capacità davvero fulminea con la quale sa affrontare le curve, grazie alla consueta trazione integrale permanente che è una costante sulle vetture di Sant’Agata ma che, in questo caso, viene supportata anche dall’inedito sistema RWS, Rear Wheels Stering, che consente alle ruote posteriori, appunto, di sterzare in modo da renderla stabilissima sui curvoni veloci e velocissimi ma anche molto agile nel misto più stretto. Al di fuori dei confini italiani, questa fioritura di Hypercar trova terreno molto fertile. Ha fatto certamente scalpore l’annuncio della collaborazione tra il raffinatissimo brand britannico Aston Martin e il Red Bull F1 Racing Team. Da questa inedita unione nascerà, infatti, la Aston Martin RB 01, una sportiva assolutamente estrema che verrà sin dall’inizio concepita sia come vettura da competizione sia stradale. Quello che per ora è solo un concept, nasce comunque con ambizioni davvero da primato, visto che il riferimento adottato per gli esemplari da corsa è quello delle performance delle LMP1 che corrono nel WEC, il World Endurance Championship che comprende anche la mitica 24 Ore di Le Mans. A mettere una sorta di sigillo di qualità al progetto è la firma di Adrian Newey, formidabile ingegnere britannico, padre di tutti i successi del Team Red Bull in F1, che, da più di 30 anni, esprime eccellenza e vittorie nella massima Formula delle quattro ruote. La RB 01 sarà figlia della inestimabile competenza, soprattutto aerodinamica, di Newey, e dello stile sempre più convincente del chief designer di Aston Martin Marek Reichman, lo stesso che ha creato la nuovissima DB11 e, ancor prima, le One-77 e Vulcan, alcune delle migliori vetture uscite recentemente dalla fabbrica di Gaydon. Del motore, per ora, si sa solo che sarà un V12 e non è stata comunicata una eventuale presenza di un’unità elettrica per rendere ibrida questa siderale sportiva. È ben evidente, comunque, che, viste le premesse, la paternità, il pedigree e la missione, la RB 01 dovrà nascere per potersela giocare alla pari con le più accreditate concorrenti. Il mondo dell’auto sta cambiando a grande velocità e quindi, anche fra le più estreme hypercar, non è detto che debbano trovare spazio solo quelle che fanno delle prestazioni monstre la propria bandiera. Ne è un interessantissimo esempio anche il prototipo presentato da Mercedes con il marchio Maybach, il più lussuoso del gruppo Daimler-Benz, la Maybach 6. In questo caso l’esagerazione deriva da una ricerca veramente estrema nella direzione della tecnologia più futuribile e il lusso più sibaritico. La Maybach 6 è un’imponente coupé di 6 metri abbondanti disegnata per esaltare l’eleganza, il prestigio e la raffinatezza. Ogni dettaglio estetico, oltre che alla ricerca del bello, infatti, è stato pensato per rendere efficiente l’aerodinamica di questa inconsueta vettura. I motivi di stupore sono infiniti, a partire dalla motorizzazione totalmente elettrica che sviluppa 550 kw, 750 cv che consentono di raggiungere facilmente i 250 km/h autolimitati e di percorrere oltre 500 km con le batterie totalmente cariche. Ma le sorprese della Maybach 6 non si esauriscono al solo powertrain. La vettura viene definita come una elegantissima lounge a quattro ruote che reca numerose citazioni nautiche di grande raffinatezza come le finiture interne in legno d’olmo. Impressionanti tanto le sottili luci a led quanto i cerchi da ben 24”, che danno l’impressione di essere trasparenti. Assolutamente irresistibile, poi, la finitura capitonné dei sedili in pelle dove, al posto dei consueti bottoni, si trovano dei sensori che possono fare cose davvero strabilianti come analizzare le funzioni vitali dei passeggeri, regolare la climatizzazione dei sedili, attivare la funzione di massaggio e adattare la conformazione della seduta secondo la corporatura e la posizione di ciascun occupante. Ipertecnologica, super confortevole, veloce, elegante, ricca di ogni lusso, anche il più inconsueto, anche la Maybach 6 ha pieno titolo per far parte dell’elite delle Hypercar. L’importante, comunque, è pensare esagerato.

Lascia un commento