Slow trip

Viaggi e Sapori | di Roberto Copello | 20 ottobre 2016, 15:52

Autunno, tempo di mete alternative e di buona tavola. Da questi punti di vista, poche terre italiane possono battere l’Emilia Romagna, troppo spesso limitata, per chi abita altrove, a regione di passaggio o di vacanze al mare.

Un filo d’Arianna ideale da seguire, sulle tracce del gusto e del piacere di vivere, sono gli indirizzi inseriti nel portfolio della Chateaux & Hotels Collection, la prestigiosa collana di circa 500 alberghi di charme nata in Francia 40 anni fa e presieduta, niente meno, che dallo chef piA? stellato del mondo, il leggendario Alain Ducasse, convintissimo propugnatore, come ammette egli stesso, della necessitA� di coltivareA�A�l’arte di viaggiare assieme a quella del mangiare bene e del ben dormireA�. In genere si tratta di piccoli alberghi di grande personalitA�, collocati off the beaten track, fuori dei sentieri piA? battuti. Quelli emiliani romagnoli non sono da meno e non deludono chi li sceglie per una sosta. Ecco tre mete indimenticabili.
Borgo CondA�, il wine resort-villaggio a Predappio
Predappio A? la culla del Sangiovese, l’angolo di Romagna dove giA� dal 1383 gli Statuti della podesteria di Predappio disciplinavano la tenuta delle vigne e le vendemmie. Che qui i vitigni di Sangiovese diano il meglio lo ha compreso bene un travolgente imprenditore come Francesco Condello, che sommerge il visitatore con il suo entusiasmo. Ne ha ben ragione, perchA� la sua storia A? una storia che ha dell’esemplare. Mostra infatti come nella vita non si debba mai smettere di inseguire il proprio sogno di felicitA�, a costo anche di cambiare totalmente strada. Emigrato dalla Calabria, Condello a Bologna aveva saputo diventare un broker finanziario di primissimo livello.

A�Ero diventato il quarto maggior contribuente di Bologna, mica poco. Ma lavoravo come un pazzo e facevo 150mila km all’anno in auto. Una sera, tornando da Genova a Bologna in autostrada, salendo la Cisa mi si A? rotta la macchina. Ho scorso l’agenda telefonica per avere aiuto: era piena di nomi importanti, il Gotha della finanza, delle banche e della politica, ma nessuno che si poteva chiamare. Allora iniziai a farmi delle domande. Cosa volevo dalla vita? La mente andA? a quando da bambino, in Calabria, annaffiavo i mandarini dei miei nonni o li aiutavo a vendemmiare. CosA� ho mollato tutto e ho comprato questi terreni sulle colline forlivesi, ho iniziato a girare la Borgogna per capire come si facevano i grandi vini, mi sono rivolto a un grande enologo come Federico Curtaz… Oggi posso dire che il Sangiovese dell’azienda CondA� A? un grande vino, il migliore della RomagnaA�.

In piA?, accanto all’azienda vinicola con 77 ettari vitati e una cantina ultra tecnologica, A? sorto Borgo CondA�, dove Condello ha voluto che ci fosse persino una torre con l’orologio. L’elegante wine resort in forma di villaggio conta 38 camere, Spa, piscine, ville private e ben tre ottimi ristoranti. Che A? una realtA� altamente ecosostenibile, alla cui guida, oltre che l’onnipresente Condello, c’A? pure la sua dinamica figlia Chiara, giovane ex bocconiana alla grande passione per i viaggi ha imparato ad affiancare in tutto e per tutto quella del babbo per il vigneto e la cantina.

Il tocco gourmet: oltre a ottimi Sangiovese e a uno Chardonnay, CondA� produce un grandissimo Merlot in purezza: il Massera, vino di punta dell’azienda, ottenuto raccogliendo gli acini uno a uno e poi, dopo 20 giorni in acciaio, lasciandolo invecchiare 24 mesi in barriques di rovere e affinare in bottiglia altri 12 mesi. Esce dalla cantina a 120 euro a bottiglia.

L’albergo piA? antico d’Italia: Hotel Posta, Reggio Emilia
Il tetto merlato e i finestroni gotici dichiarano da subito la storia nobile e antica del palazzo sotto il quale, nei weekend, passeggiano frotte di giovani e di signore dedite allo shopping. Il centro della ricca Reggio Emilia A? anche questo, e l’Hotel Posta pare una sintesi delle anime della cittA�. Il palazzo che lo ospita sorse nel 1280 come dimora dei capitani del popolo. Poi, nel 1515 divenne una hostaria per i viaggiatori, tanto che l’anno scorso ha potuto celebrare 500 anni di ospitalitA� a Reggio, un vero record nazionale. Nel Settecento ribattezzato Albergo Posta (vi avveniva il cambio dei cavalli), fu poi rilevato nel 1919 dalla famiglia Terrachini Sidoli, che da allora ha fatto del suo meglio per recuperarne le bellezze architettoniche, l’aspetto medievale delle facciate come gli arredi liberty degli interni.

Oggi l’hotel A? un quattro stelle con 38 camere e suite arredate con mobili in stile. E se sono suggestivi gli arredi ottocenteschi del bar e della hall, provenienti dalla storica pasticceria Nazzani, A? assolutamente unica l’imponente sala riunioni dell’albergo: niente meno che lo storico e maestoso Salone del capitano, l’antico salone delle adunanze con le pareti ricoperte da affreschi medievali. Nelle mani appassionate del direttore Umberto Sidoli Terrachini, orgoglioso di governare e conservare una delle strutture ricettive in attivitA� piA? antiche d’Europa.

Fra le sue mura A? passata la storia della cittA�, come si comprende sfogliando il ricco e documentatissimo a�?L’Hotel Posta a Reggio Emiliaa�?, volume realizzato lo scorso anno per celebrare mezzo millennio esatto di ospitalitA�.

Il tocco gourmet: il balsamico del Cavazzone, prodotto nell’omonima azienda agricola e agrituristica sulle dolci colline reggiane, A? un estasi per il palato, nonchA� l’orgoglio numero due di Umberto Sidoli. Prodotto in 250 barili di legni pregiati della��Antica Acetaia, A? ideale quando lo si degusta spargendone alcune gocce sopra una scaglia di Parmigiano Reggiano. La bottiglia Gran Riserva da 100 ml costa 95 euro ed A? in vendita anche nell’Hotel Posta.

Antica Corte Pallavicina, Polesine Parmense

Massimo Spigaroli A? molto di piA? di uno chef: coltivatore, allevatore, norcino, oste, albergatore, anfitrione. Massimo e l’azienda di famiglia a Polesine Parmense sono ormai A�un simbolo della cultura agricola italianaA�, come giustamente ha detto Paolo Massobrio nel suo Golosario. Suo regno A? l’Antica Corte Pallavicina, una corte-castello di origini medievali sorta lungo le rive del Po per intascare i pedaggi di chi passava.

Acquistata e restaurata dalla famiglia Spigaroli negli anni 90, A? oggi un suggestivo relais, il primo indirizzo in Italia a entrare nella Chateaux & Hotels Collection. Le camere garantiscono una tranquillitA� padana d’altri tempi, ma qui si viene soprattutto per degustare la cucina gastro-fluviale di Massimo, su un lato del cortile, e le prelibatezze in vendita nell’osteria, sull’altro lato. Le possibilitA� sono davvero tante. Oltre alla sportivissima osteria e al vicino Cavallino Bianco (lo storico ristorante della famiglia), l’asso nella manica A? ovviamente il ristorante stellato: ci si accomoda davanti a un grande affresco, nel quale i fratelli Spigaroli bambini imparano a fare tortelli nella cucina della mamma, e poi si rallegra il palato partendo, ovviamente, con il podio dei tre culatelli (quello di maiale nero parmense A? invecchiato 37 mesi!).

L’emozione piA? forte la sia ha perA? scendendo nel caveau del culatello, le immense cantine voltate della corte dove finiscono di stagionare centinaia e centinaia di favolosi culatelli da 4 kg l’uno. Fra i quali ci sono persino quelli privati del principe Carlo da�� Inghilterra, per i quali si utilizza la carne di maiali che arrivano dalla fattoria reale nel Galles. Poi c’A? tutto un territorio da scoprire, magari in bicicletta, fra mucche bianche, maiali neri, oche, orti, vigne. SA�, questo, come ha detto Gerard Depardieu, puA? davvero essere il A�tempio padano dello slow tripA�.
Il tocco gourmet. Fiocco di culatello, strolghino, mariola, prete, coppa, crespone… Il negozio, dove Massimo Spigaroli tiene anche corsi di cucina, A? un paradiso dei salumi, tutti buonssimi. L’Oscar assoluto perA? va al Culatello di Zibello DOP Platinum Spigaroli, prodotto solo d’inverno e dal sapore intensissimo: forse il miglior salume d’Italia. Con oltre 36 mesi di stagionatura, A? presidio Slow Food. Da riservare in anticipo perchA�, nonostante il prezzo superiore ai 100 euro al chilo, va esaurito subito.

Per prenotare nelle tre strutture: www.chateauxhotels.it

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