Stravinskij

Cultura e Spettacolo | di ilaria danieli | 06 febbraio 2017, 13:22

Quando andò in scena per la prima volta al Théâtre du Châtelet nel 1913, il balletto di Stravinskij Le Sacre du Printemps, con coreografia di Nijinsky, fu uno scandalo di grande risonanza. C’era il Tout-Paris in platea e nelle gallerie: Paul Poiret e Coco Chanel, le cortigiane e le contesse, D’Annunzio e Jean Cocteau, i pittori della bohème e naturalmente musicisti come Maurice Ravel curiosi di ascoltare l’ultima trovata del talentuoso emigrato russo che sembrava destinato a rivoluzionare la musica. L’impresario dei Ballets Russes, Serge Diaghilev, era stato fino all’ultimo momento sul punto di annullare lo spettacolo a causa di mancanza di fondi, ma i prestiti di alcune care amiche avevano salvato la situazione. Tuttavia la messa in scena così forte e poco edulcorata di un barbarico rito pagano, tradotto da ritmi violenti e movimenti che nulla avevano a che vedere con il codice accademico, fece svenire le dame e fischiare i gentiluomini, svuotando il teatro ben prima della fine. Un fiasco fenomenale che però aprì gli orizzonti della musica e della danza contemporanee, tanto da essere soggetto a diverse, famose, riletture coreografiche e ad essere rappresentato ancora oggi con grande successo.


Ecco perché c’è molta attesa per la Serata Stravinskij che debutta l’11 febbraio e resta in scena fino al 1 marzo alla Scala di Milano. Le Sacre du printemps e Petruška sono i titoli in programma, cui darà il suo tocco la direzione del maestro Zubin Metha. Petruška tornerà in scena nella versione storica, con la coreografia di Fokin e l’allestimento di Aleksandr Benois. Rappresentata alla Scala nel 1981, ma creata nel 1974, Le Sacre du printemps del coreografo Glen Tetley si sgancia invece dai riferimenti storici per concentrarsi sulla potenza quasi tellurica e sulle emozioni suggerite dalla musica, evocando con costumi astratti e senza tempo il ciclo della vita e della morte, secondo l’alternarsi delle stagioni, e affidando a un ballerino il ruolo dell’Eletto. Con questa versione il grande coreografo fece il suo primo ingresso nel repertorio scaligero, e con questa versione tornerà ora, nel 2017, a dieci anni dalla sua scomparsa.

Le 11 recite daranno agli artisti scaligeri una occasione preziosa per mostrare i loro talenti: Petruška vedrà sul palco nei ruoli principali Claudio Coviello, nelle recite dell’11, 14, 16 febbraio, poi Maurizio Licitra (18, 22) e Antonino Sutera (23 febbraio e 1 marzo);  Nicoletta Manni (La ballerina), in alternanza con Vittoria Valerio (in scena nelle recite del 18 e 22 febbraio) e Mick Zeni (il moro), in alternanza (nelle recite del 23 febbraio e 1 marzo) con Gabriele Corrado; Alessandro Grillo sarà Il ciarlatano. In Le Sacre du printemps apriranno le rappresentazioni nei ruoli principali Antonino Sutera, Virna Toppi e Gabriele Corrado accanto a  Chiara Fiandra, Marco Agostino, Lusymay Di Stefano e Gioacchino Starace, per poi proseguire, il 23 febbraio e il 1 marzo, con Claudio Coviello, Maria Celeste Losa e Nicola Del Freo  accanto a Denise Gazzo, Christian Fagetti, Agnese Di Clemente e Walter Madau.

Per biglietti e informazioni: teatroallascala.org

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