Estate alla Scala

Cultura e Spettacolo | di ilaria danieli | 20 giugno 2017, 16:32

Dopo l’Estate alla Scala, la prossima stagione di balletti si concentra sui grandi classici, con interessanti novità come il Bolero interpretato per la prima volta da Roberto Bolle

Principi e maghi, fate, elfi, folletti, fanciulle-cigno: con un plotone di personaggi fantastici per due titoli di sicuro richiamo come il Sogno di una notte di mezza estate e Il lago dei cigni, l’Estate alla Scala (dal 28 giugno al 22 luglio) ribadisce un concetto molto chiaramente emerso alla presentazione della prossima Stagione di Balletti (da dicembre 2017 a settembre 2018) al teatro scaligero, ovvero il focus sui grandi classici della danza. Si tratta dei titoli che richiedono un organico complesso e un elevato livello tecnico, punti di forza che ormai in Italia solo la Scala di Milano può vantare. Il riposizionamento sul repertorio, dopo diverse evasioni nella coreografia contemporanea, è opera di Frédéric Olivieri, ridiventato recentemente direttore del Corpo di Ballo per i prossimi tre anni dopo esserlo già stato dal 2002 al 2007.


Il Sogno, dunque, apre la maratona estiva (28 giugno, 4, 7, 12 e 22 luglio) con la storica coreografia di George Balanchine ripresa da Patricia Neary e arricchita da scene e costumi di Luisa Spinatelli, un allestimento diviso in due atti che racconta nel primo la vicenda shakespeariana ed esalta nel secondo la perfezione geometrica del disegno coreografico. Sarà poi la volta del celebre Lago nella messa in scena di Alexei Ratmansky, il più accreditato e stimato “ricostruttore” contemporaneo dei classici ottocenteschi. Il balletto (8,11,13, 15, 18, 19, 20 e 21 luglio) vedrà la partecipazione degli allievi della Scuola di Ballo della Scala e sarà una nuova, preziosa occasione per assistere a una vicenda di grande suggestione, drammaticità e umanità, pur nella cornice immaginaria del mondo rurale di epoca romantica.

Nel frattempo si concentrano le attese sulla prossima stagione, che riserva al pubblico ballettofilo novità, sorprese e alcune rassicuranti conferme. Tra le novità, un Corsaire prodotto dall’Ente scaligero, una prova di virtuosismo per il Corpo di Ballo; tra le sorprese, un Boléro con coreografia di Bejart interpretata per la prima volta da Roberto Bolle, solo al centro del tavolo rotondo in cui dal ritmo della musica e del corpo del ballerino si scatena una danza orgiastica; tra le conferme, una Histoire de Manon ricca di dramma e passione, una coreografia di Kenneth MacMillan sulla quale Roberto Bolle e l’étoile ospite Svetlana Zakharova, così come tutto l’organico del Ballo, offrono sicure emozioni.

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