Sul Canal Grande

Moda e Tendenze | di Angela Croce | 13 luglio 2017, 16:10

Fino al 26 novembre 2017, a Venezia, si può visitare la mostra “Beauty and the Beast” curata da Didier Guillon, Luca Berta e Francesca Giubilei e patrocinata dalla Fondation Valmont, la fondazione di arte contemporanea del Gruppo Valmont, marchio svizzero famoso nel mondo soprattutto per i trattamenti di bellezza esclusivi e top di gamma.
Nella prestigiosa location di Palazzo Tiepolo Passi (entrata libera tutti i giorni dalle 10 alle 18, salvo il lunedì), “Beauty and the Beast” racconta la speranza di poter ritrovare l’antica sintonia tra l’uomo/la Bestia e le api/la Bellezza naturale.

Beauty and the Beast

Nelle antiche sale, s’incontrano prima le opere drammatiche e vigorose di Quentin Garel (disegni e sculture in legno o bronzo di animali preistorici e scheletri fossili) che rappresentano il lato più bestiale degli uomini e concettualmente la perdita di umanità della nostra razza che vuole dominare la natura, poi si possono ammirare le opere delicate e sentimentali di Judi Harvest ispirate alle api, insetti operosi e utili, oggi sempre più fragili e vulnerabili, minacciati giorno dopo giorno da un ecosistema ostile.

Red Room Seeds, 2017, Judi Harvest

Le api sono le “antenne” dell’ambiente, dalla loro vita dipendono l’esistenza e la diffusione di un numero enorme di piante che, a loro volta, sono fondamentali per la nostra sopravvivenza quotidiana. L’esempio armonioso delle api riuscirà a trasmettere un messaggio positivo all’umanità che, come in un malefico incantesimo, sembra aver imboccato già da tempo la strada dell’autositruzione?

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