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Viaggi e Sapori | di Cesare Romanò | 30 agosto 2017, 16:16
  • 1. NATURA 
Isola di Kyushu

    1. NATURA
    Isola di Kyushu

  • 2. EX VOTO
Torii all\'ingresso di un tempio a Kyoto

    2. EX VOTO
    Torii all’ingresso di un tempio a Kyoto

  • 3. CUCINA 
Tempura di gamberi e verdure

    3. CUCINA
    Tempura di gamberi e verdure

  • 4. ZEN
La foresta di Jizo-in, noto come il tempio di bambù

    4. ZEN
    La foresta di Jizo-in, noto come il tempio di bambù

  • 5. GEISHA 
Una geisha nelle strade di Gion, Kyoto

    5. GEISHA
    Una geisha nelle strade di Gion, Kyoto

  • 6. SKY LINE 
I grattacieli di Tokyo

    6. SKY LINE
    I grattacieli di Tokyo

  • 7. ONSEN 
Yumomi, ossia raffreddare le acque termali, al Kusatsu Onsen

    7. ONSEN
    Yumomi, ossia raffreddare le acque termali, al Kusatsu Onsen

  • 8. PACHINKO
Giocatori di pachinko a Tokyo

    8. PACHINKO
    Giocatori di pachinko a Tokyo

  • 9. SUMO 
Lottatori durante le finali del torneo Ryogoku Kokugikan a Tokyo

    9. SUMO
    Lottatori durante le finali del torneo Ryogoku Kokugikan a Tokyo

  • 10. DESIDERI 
Ema, le tavolette dei desideri, al parco Ueno di Tokyo

    10. DESIDERI
    Ema, le tavolette dei desideri, al parco Ueno di Tokyo

Scoprire il Giappone in 10 parole

Dal kami, l’anima che pervade i luoghi, ai grattacieli delle metropoli su cui dimorano i templi scintoisti. Fino ai riti di purificazione di lotta e di amore.

1. Natura. C’è un termine che definisce il rapporto tra l’uomo e la natura in Giappone, ed è: kami. Ovvero lo spirito del luogo, il genius loci dei latini, civiltà con cui quella giapponese ha numerosi inspiegabili punti di contatto.

2. Ex voto. Si chiamano torii le porte in legno, in genere colorate in arancio, che introducono a un’area sacra. Gli ideogrammi che li decorano sono formule votive se non addirittura firme di grandi compagnie industriali e finanziarie che sperano fortuna dalla divinità a cui il santuario è dedicato.

3. Cucina. Nelle grandi città è abitudine mangiare fuori, per questo l’offerta è varia. Si tratta di piccoli locali tematici, dove si servono solo alcune categorie di cibo: sushi, tempura o yakytori. Fanno eccezione il riso e la onnipresente zuppa di miso.

4. Zen. In Occidente si pensa che in Giappone sia tutto Zen. Niente di più falso. La parola designa una scuola minoritaria buddista, dedita soprattutto alla meditazione (Zen, appunto). Praticata in passato da aristocratici e samurai, la filosofia ha dato origine a numerose arti marziali e a un’estetica minimalista che ne ha decretato il successo.

5. Geisha. Nelle stradine del quartiere di Gion, il più antico di Kyoto, ci si può ancora imbattere in donne con kimono e acconciature molto complesse. Il loro compito è di intrattenere in modo più culturale che fisico i facoltosi manager che frequentano le esclusive case da tè e i club del quartiere.

6. Skyline. Nelle città giapponesi a quartieri di casette basse si alternano avveniristici grattacieli in cui capita di scoprire, incastonato tra pareti di cemento e cristallo, un santuario shinto. A Tokyo se ne possono vedere alcuni perfino sulle terrazze all’ultimo piano dei grandi magazzini. I santuari, infatti, si trovavano in quel luogo da secoli ed era impossibile distruggerli per non contrariarne il kami.

7. Onsen. Il rito del bagno termale. Il Giappone è una terra vulcanica e le sorgenti d’acqua calda spuntano ovunque: nelle vasche in legno ci si immerge rigorosamente nudi, non prima di essersi accuratamente strofinati con acqua e sapone in un locale attiguo. Unica presenza ammessa: una salviettina fornita all’ingresso che serve per asciugarsi sommariamente.

8. Pachinko. Entrare per la prima volta in una sala da giochi in Giappone è  un’esperienza extrasensoriale. Luci forti, musica a tutto volume, scenografie pacchiane accolgono lunghe file di macchinette, simili a slot machine.

9. Sumo. Gli enormi lottatori vestiti solo da un perizoma, sono vere e proprie star, oggetto di culto e di ingaggi milionari, i rikishi vengono preparati al combattimento in scuole che hanno il rigore e la sacralità di un convento. Un tempo erano solo giapponesi, oggi possono provenire da tutto il mondo.

10. Desideri. Gli ema, piccole sagome di legno intagliate in forme diverse e ricoperte di scritte e disegni, sono i raccoglitori di desideri. Vengono raccolti dalle addette ai santuari, portati in bracieri sacri e bruciati. Il fumo generato dalla combustione porta in cielo il desiderio.

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