Locarno

Cultura e Spettacolo | di ilaria danieli | 11 settembre 2017, 09:32

I Pardi di Locarno senza sorprese

Prevedibile ma meritato, il Pardo da��oro del Festival di Locarno A? andato questa��anno al cinese Wang Bing e al suo Mrs. Fang, che documenta gli ultimi giorni di vita di una anziana del Fujan malata di Alzheimer, ormai in fase di disfacimento mentale e fisico. Lo spazio vitale della protagonista A? una cameretta in cui dorme anche la figlia e dove durante il giorno i familiari vanno e vengono svolgendo le faccende piA? ordinarie con quotidiana indifferenza e componendo nella��insieme un quadro a tratti commovente e a tratti agghiacciante. Anche se non A? risultato, a giudizio dei piA?, il film capolavoro del regista cinese, e non ha ottenuto applausi entusiastici, non si puA? non riconoscerne il valore artistico e la sensibilitA�; il Pardo va quindi a premiare un autore che da anni si segnalava come figura di rilievo.

Analogamente, A? un riconoscimento alla carriera, a prescindere dalla qualitA� del film in concorso (Madame Hyde di Serge Bozon), anche il premio come migliore interprete femminile a Isabelle Huppert, mentre ha sorpreso piA? di qualcuno il Pardo per la miglior regia a 9 Doigts di F.J.Ossang, una pellicola autorale che ha gratificato gli intellettuali e lasciato un poa�� fredde le platee. Interessante e a tratti sorprendente il Premio speciale della giuria, ovvero As boas Maneiras di Juliana Rojas e Marco Dutra, una sorta di Rosemarya��s baby che fonde favola e realtA� con grande umanitA� e un tocco di superstizione che contribuisce a disegnare la��ambiente. Il Pardo per la miglior interpretazione maschile A? andato infine a Elliott Crossett Hove per Winter Brothers-VinterbrA?dre, un film di Hlynur PA?lmason freddo come i paesi di produzione (Danimarca e Islanda) ma perfetto e rivelatore di almeno due talenti, la��attore e il regista. Grande escluso invece, tra gli altri, A? risultato Lucky di John Carroll Lynch, soltanto omonimo e non parente del piA? famoso David, un film di grande mestiere e astuzia tutto centrato sulla figura carismatica del 91enne misantropo protagonista, il grande attore Harry Dean Stanton. Una pellicola che ha sollevato emozione e commozione, ottenendo i favori del pubblico in sala e di gran parte della stampa che lo avrebbe voluto Pardo subito.

Al di lA� dei premi, comunque, il festival conserva il suo indiscusso valore esplorativo, che anche in questa edizione, nella grande varietA� delle proposte, ha segnalato piA? di un nome promettente. Oltre a Hlynur PA?lmason, in particolare, A? stato per molti una scoperta la��altro Bing della rassegna, ovvero Xu Bing, che ha firmato Dragonfly eyes, un lavoro coraggioso e linguisticamente trasgressivo.

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