Lighthouse accomodation

Viaggi e Sapori | di giada barbarani | 12 novembre 2017, 15:09

Dall’alto di un faro, come ospite in un albergo o come imprenditore. Il modello lighthouse accomodation è ormai una realtà. Anche in Italia. Grazie al progetto Valore Paesi Fari

Faro Capo Spartivento, nel Sud della Sardegna, oggi trasformato in guest house esclusiva.

«Il faro torreggiava, nudo e diritto, scintillando, bianco e nero e si vedevano già le onde che si frangevano in bianche schegge come frammenti di vetro sugli scogli». Possente, misterioso, difficile da raggiungere… ma una presenza costante, un punto fermo, un porto sicuro dove approdare e trovare rifugio. Il faro, protagonista insieme alla famiglia Ramsay nel romanzo To the lighthouse di Virginia Woolf (1927), da sempre ha un valore simbolico legato alla speranza e al cambiamento, alla sicurezza e alla protezione. Per questo, negli ultimi anni è stato oggetto di grande interesse e, da semplice casa del guardiano, è diventata una meta cult per trascorrere alcuni giorni all’insegna della pace e del silenzio, lontani dalla frenesia quotidiana. Un interesse che ha coinvolto non solo turisti in cerca di posti d’élite, ma anche imprenditori e società immobiliari che hanno fiutato l’affare e sono riusciti a trasformare antiche e spesso fatiscenti strutture in alberghi a cinque stelle, e semplici proprietari che mettono la loro abitazione in affitto.

La piscina di Faro Capo Spartivento.

Dall’Inghilterra alla Scozia, dalla Francia alla Croazia, dai Paesi Bassi all’Irlanda, dalla California all’Australia, è boom di offerte e di richieste: basta guardare su siti come Airbnb per rendersene conto. E l’Italia non è rimasta a guardare. Uno dei primi progetti sul recupero di antichi fari, ideato dall’imprenditore cagliaritano Alessio Raggi, è ormai un esempio da manuale di recupero di un’architettura militare, premiato dai vertici della Marina, nonché uno degli indirizzi top per una vacanza all’insegna del lusso. Si tratta di Faro Capo Spartivento, sull’omonimo promontorio, nell’estremo Sud della Sardegna: costruito nel 1854 per volontà di Vittorio Emanuele di Savoia, attivo fino agli anni 80, è stato trasformato nel 2006 dall’imprenditore in una luxury guesthouse. Il primo faro in Italia destinato all’accoglienza (sei stanze, più altre cinque ottenute dal restauro della residenza semaforisti, da 300 a mille euro a notte, farocapospartivento.com), è anche l’esempio di una forma di turismo sostenibile, legato alla cultura dell’ambiente e del mare, base della filosofia che accompagna l’importante progetto Valore Paese – Fari, l’iniziativa promossa per la prima volta nel 2015 dall’Agenzia del demanio e dal ministero della Difesa per proporre al mercato fari di proprietà dello Stato e beni della Difesa attraverso una concessione di valorizzazione secondo il modello di lighthouse accommodation.

Faro Colle dei Cappuccini ad Ancona.

«Il progetto (arrivato oggi al terzo bando) dedicato al recupero e riuso dei fari e degli edifici costieri italiani si inserisce nel circuito Valore Paese che racchiude molte delle iniziative messe in campo dall’Agenzia del demanio per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico italiano attraverso la sinergia tra i settori del turismo, dell’arte e della cultura», racconta Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del demanio. «In particolare, dal 2105 l’Agenzia, insieme al ministero della Difesa, ha proposto al mercato la rete dei fari, beni di proprietà dello Stato situati in contesti di assoluta bellezza e carichi di suggestione, per sottrarli al degrado, attraverso progetti di riuso capaci di interpretare la loro identità di veri e propri gioielli del mare».

Isola di San Secondo, venezia.

La terza edizione, che prevede l’affitto delle strutture fino a un massimo di 50 anni, coinvolge per la prima volta nuove regioni, come Liguria e Marche, e piccole isole nella Laguna veneta, oltre Toscana, Calabria, Sicilia e Puglia, per un totale di 17 strutture. «L’obiettivo è quello di recuperare questi edifici partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile, come avviene già in Europa, ma anche negli Usa, in Canada e in Australia, paesi che da tempo hanno sperimentato il modello del lighthouse accommodation: una formula turistica in chiave green a sostegno della conoscenza, dello sviluppo e della salvaguardia del territorio», spiega Reggi. «Questi immobili possono, infatti, essere recuperati e riutilizzati, nel rispetto degli ecosistemi nei quali sono inseriti».

Faro di Punta Stilo, Monastarace, Calabria.

Ma chi volesse partecipare al bando, su che cosa dovrebbe puntare? «I fattori che determinano il punteggio di una candidatura sono tre: l’offerta economica, la durata della concessione e la proposta progettuale. Gli aspetti economici, però, nel punteggio complessivo pesano meno di quelli qualitativi, con cui, invece, si procede a una valutazione specifica sulla tipologia del progetto presentato e sulla sua coerenza rispetto all’immobile e al contesto in cui è inserito. Nell’edizione 2017 abbiamo voluto portare al 70% il peso del punteggio sulla qualità del progetto, proprio in un’ottica di far prevalere le idee di recupero più connesse con il territorio e capaci di generare economia, sviluppo e occupazione. Con il Progetto Fari abbiamo già assegnato 24 strutture ed è un ottimo risultato, considerando che fino a pochi anni fa la maggior parte delle gare pubbliche che coinvolgevano immobili dello Stato andavano regolarmente deserte. Abbiamo lavorato intensamente sulle attività di regolarizzazione urbanistica e amministrativa dei beni che mettiamo a gara, preparando il terreno per evitare che eventuali lungaggini burocratiche disincentivino gli investitori. E la risposta c’è, ed è molto positiva».

Corsewall Lighthouse, regno Unito.

Hotel, ristoranti, musei, strutture multifunzionali, punti d’incontro, piccoli teatri, fishing lodge: ormai i fari vivono una second life grazie a imprenditori coraggiosi e al progetto Valore Paese  – Fari. «Un progetto molto suggestivo e affascinante», conclude Reggi. «Tutte le iniziative a cui stiamo lavorando mettono al centro il recupero e il riuso di edifici per farli divenire contenitori di nuovi spazi utili alla pubblica amministrazione e ai cittadini. Sono orgoglioso del fatto che, grazie alla nostra piattaforma online OpenDemanio, i cittadini possano essere costantemente aggiornati sulle nostre attività in un regime di completa trasparenza e possano partecipare a questo processo di rigenerazione facendosi portatori, anche in prima persona, di idee e proposte». Per chi volesse realizzare il sogno di diventare un guardiano del faro, il bando è aperto fino al 29 dicembre: tutte le info su www.agenziademanio.it

Maisons du Phare de l'Île Verte, faro convertito in B&B in Canada.

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