Il fabbricante di danze

Cultura e Spettacolo | di ilaria danieli | 10 gennaio 2018, 17:34

Proseguono fino al 22 marzo, le Goldberg Variations su musiche di Johann Sebastian Bach. Un’occasione unica per vedere gli artisti del Balletto scaligero in un brano di linea astratta e cristallina

Certi artisti amano definirsi in modo atipico perché ritengono che le normali qualifiche non li rappresentino in modo corretto. È il caso di Heinz Spoerli, storico artista legato alle compagnie di balletto di Basilea, Zurigo e Düsseldorf, che si presenta come “fabbricante di danze” invece che come coreografo, forse per sottolineare la natura artigianale e non solo artistica del suo lavoro. Il risultato è una scrittura coreografica rispettosa dei canoni accademici ma non priva di modernità e contemporaneità, tant’è vero che un suo titolo del 1993, Goldberg Variations, ha debuttato per la prima volta alla Scala di Milano il 25 gennaio, per proseguire le repliche fino al 22 marzo, nell’ambito del ciclo di balletti su musica da camera inaugurato nel 2015 con Cello Suites. Per i danzatori scaligeri, e soprattutto per i primi ballerini, si tratta di una prova impegnativa, sia a livello tecnico sia a livello interpretativo, perchè sono tutti ancora immersi nelle atmosfere romantiche della Dame aux camélias, titolo ormai arrivato alle ultime repliche, nel quale la narrazione guida il movimento e ne anima il pathos. Nelle Goldberg variations, su musiche di Bach, non esiste “storia” ma solo energia e astrazione del movimento, che per avere senso deve essere perfetto. «In questo balletto – spiega Claudio Coviello – siamo noi artisti a diretto contatto con la musica a cercare di personalizzare e interpretare ogni movimento». «Non è la prima volta che ci confrontiamo con balletti su musica da camera-  sottolinea Nicoletta Manni – ma ogni volta c’è una connessione speciale tra noi e i musicisti, una magia in scena che sentiamo e proviamo da vicino.Io danzeró tra i vari brani due variazioni molto diverse tra loro, una molto briosa, veloce e frizzante e poi un passo a due che è un adagio molto lirico e di linee pulite. Sarà interessante poter cambiare stile così radicalmente all’interno di una stessa serata». «Ogni variazione – aggiunge Mario Agostino» pur seguendo una coerenza musicale chiara e riconoscibile ha sfumature e carattere che si fondono con i passi e i movimenti e che devono emergere attraverso il corpo. Non essendoci una trama il lavoro in sala è caratterizzato su questa ricerca che è sia ricerca del movimento il più pulito, sobrio e armonioso possibile e sia l’ essere in sintonia col carattere della musica».
Il fatto è che per Spoerli aggiungere qualsiasi cosa (una trama, per esempio) alla musica di Bach sarebbe un delitto, perciò le strutture della costruzione coreografica non possono che essere minimali. Spoerli – scrive il critico Alfio Agostini – ha sempre riconosciuto in Johann Sebastian Bach una fonte d’ispirazione essenziale: ispirazione di tempo e di spazio mentali, ideali, che prendono forma nel movimento di danza senza alcun riferimento narrativo o concettuale esterno alla coreografia stessa. Le Variazioni Goldberg, monumento della letteratura clavicembalistica e poi pianistica (saranno qui infatti eseguite al pianoforte, da Alexey Botvinov, che vanta un primato di esecuzione dal vivo di questo spartito, compreso il balletto di Spoerli sin dalla sua creazione), offrono alla danza, di base “classica” (accademica) una serie di 30 momenti di pura invenzione su un’Aria enunciata al principio e ripresa alla fine. Sono concepite e vanno viste come si concepisce e si ascolta la musica, quella musica che rivela l’invisibile, che ci fa passare dall’universo visibile a quello dello spirito».

Per informazioni: teatroallascala.org oppure biglietteria@fondazionelascala.it  

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