Classici ai piedi

Moda e Tendenze | di Enrico Dal Buono | 13 febbraio 2018, 11:58

Una nuova generazione d’imprenditori italiani, creativi e concreti. Con i piedi ben poggiati per terra, ma infilati in scarpe con cucitura Goodyear. Le calzature, da sempre fondamenta del guardaroba del gentiluomo, sembrano diventate il prodotto di culto per un’imprenditoria under 40 che sa coniugare la tradizione artigianale con il presente digitale. Ecco i nomi su cui punta Gentleman.
«Se sei super cool come cuoco di avocado toast a Londra, e magari vivi in un buco in zona 3, non si capisce perché tu non possa esserlo confezionando scarpe artigianali a Bologna», racconta sorridendo Bruno Riffeser Monti, fondatore di Fanga (scarpa in bolognese). Da sempre Bruno coltiva la passione per le calzature, ma l’illuminazione è venuta dall’incontro con la cucitura Goodyear, nata in Inghilterra e perfezionata in Italia. «Quando ho capito l’arte che stava dietro questa lavorazione ho deciso di riprodurla anch’io. Ho girato l’Italia alla ricerca di un laboratorio adatto. Ora la prima fase della costruzione avviene in Veneto, poi si passa in Toscana per la tamponatura». Che cos’è? Si parte dal vitello bianco e poi si applicano a mano strati su strati di colore, per dare profondità, sfumature, unicità. «È la firma estetica di Fanga. Per il resto, le forme delle nostre calzature, anche in alligatore o razza, sono classiche». La personalità di Fanga sta tutta nei dettagli. «Come gli inserti dei tacchi in oro bianco, realizzati ad hoc da maestri orafi di Arezzo».

«Non salvo il mondo, non faccio interventi a cuore aperto, né progetti alla Renzo Piano. Faccio scarpe», spiega invece il palermitano Sebastiano Guardì, proprietario, insieme al fratello Sergio (direttore creativo) e ad Alessandro Pagliacci, del marchio per gentleman bucanieri Barbanera. «Se lo faccio meglio di altri è perché ho avuto la fortuna di crescere in un mondo di bellezza». Il padre era collezionista d’arte. «Lo stile non si insegna. Lo impari per osmosi». Secondo Sebastiano si può essere allo stesso tempo «secchioni e pirati». Fin dall’adolescenza i Guardì vanno pazzi per completi e tatuaggi, per la letteratura e il rock’n’roll. «Io ho lavorato per anni nella comunicazione, mentre mio fratello, bassista, apriva i concerti dei Motörhead». Il nome del brand è un tributo al celebre pirata britannico. «Uno che guidava gli arrembaggi ben truccato, con la bandoliera colorata, e tutta la ciurma dietro di lui a scimitarre sguainate». Per i fondatori, un nome inglese e altisonante sarebbe stato ridicolo per delle scarpe prodotte in Toscana. Però i nomi dei singoli modelli, tutti con lavorazione Goodyear, prendono spunto dai miti dei Guardì. «I camperos, con cerniera posteriore da cowboy, si chiamano Corman in onore di McCarthy, supremo cantore della Frontiera. Le pantofole, Huysmans: l’autore di Controcorrente usciva di rado». E poi, ancora, i mocassini scamosciati Hemingway e gli stivaletti blues Voodoo Child (dalla canzone di Jimi Hendrix). Barbanera ha di recente lanciato una collezione donna e altre categorie merceologiche, come camicie e calzascarpe con pomello a forma di teschio. «La nostra clientela è sfaccettata come noi e spazia dai tatuatori agli amministratori delegati». Ma il dogma per Guardì resta non prendersi troppo sul serio.
L’amicizia s’è fatta impresa anche nel caso di Enrico Casati e Jacopo Sebastio, fondatori di Velasca. «A 23 anni lavoravo a Singapore per HSBC. Lì non trovavo mocassini di livello a un prezzo accessibile», racconta Casati che, per calzarli, ha dovuto aspettare che Jacopo, il suo miglior amico, gliene portasse un paio dall’Italia. Allora si sono detti: perché non rifornire chi ha quel bisogno, in Asia e nel resto del mondo, grazie alla potenza del web? Poco dopo è nata Velasca: scarpe fatte a mano nelle Marche, al 100% made in Italy, ordinabili con pochi tocchi di tastiera in tutto il pianeta. «Il nostro spirito non è quello del lusso irraggiungibile. Siamo partiti pensando prima al cliente che al prodotto. Cioè al professionista trentacinquenne che deve indossare dei capi belli e resistenti in ufficio, tutti i giorni». Nel giro di pochi anni si sono però spinti fuori dai luoghi di lavoro, verso il tempo libero. «Tra i prodotti che vanno di più sul nostro sito, infatti, ci sono le sneakers eleganti in pelle».

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