Preppy look

Moda e Tendenze | di Samantha Primati - Gentleman&Lei | 19 marzo 2018, 13:23

IL RITORNO DI ALCUNI LOOOK preppy nelle collezioni della primavera estate 2018 ha evocato immediatamente nella mente il famoso libro Preppy Handbook, manuale satirico di Lisa Birnbach del 1980 dedicato all’arte di vestire blazer blu, camicie rosa, polo, button down, chinos e penny loafer. Perché si dice preppy? Il termine lo ha pronunciato per Ali McGraw nel film Love Story (1970). Dramma romantico ambientato nel più tradizionale scenario dei campus americani. (in alto un look Daks, www.daks.com)

Ali, alias Jennifer Cavalleri, studentessa di origini italiane e povere, bolla il suo boyfriend Ryan O’Neil, alias Oliver Barret IV, come «un dannatissimo e stupido preppy». La parola preppy, infatti, è una contrazione dei sostantivi preparatory e school e la vera origine di questo stile risale proprio in quelle prestigiosissime scuole secondarie, come la Roxbury Latin School a Boston nel Massachusetts o la St. Paul’s School a Concorde nel New Hampshire, per prepararsi ad accedere alle autorevoli università di Yale, Princeton, Harvard, Brown, Columbia, Cornell e Dartmouth College. (in basso una polo di Gucci, www.gucci.com)

Quelle che compongono la famosa Ivy League (la federazione atletica delle otto storiche università private fondata nel 1954 negli Stati Uniti). Luoghi in cui gli studenti erano obbligati a indossare una divisa uguale e ad avere un certo comportamento etico e morale. Succedeva che negli anni Venti del ’900, nei salotti di questi illustri campus gli studenti inventarono un nuovo modo di abbigliarsi. Rilassato. Mixando capi rubati alle uniformi sportive con classici del guardaroba maschile. (in basso zaino con bottiglia di champagne Berluti e Krug, www.berluti.com)

Accessoriandolo con cravatte, cappellini di paglia, enormi cappotti di pelliccia e stemmi. Per un risultato un po’ freak e ironico ma elegante con nonchalance. Protetti in un paradiso per pochi, questi studenti hanno dettato le linee guida dello stile preppy: blazer blu, scarpe stringate (le classiche Oxford di foggia sportiva, prese dal mondo del golf), pullover e mocassini penny loafer. Ma la rivoluzione è arrivata con Ralph Lauren negli anni 80, quando lo stilista ha disegnato l’intero guardaroba del perfetto preppy, sdoganando la divisa a stile di vita. (sotto camicia Xacus, www.xacus.com)

Una tendenza che non passa mai di moda il preppy. Perché è caratterizzata da pezzi senza tempo che, più invecchiano e sono vissuti, più diventano belli. E il fascino è sopratutto nel mondo che evoca. Fatto di vacanze con gli amici a Martha’s Vineard, partite di golf, tornei di polo, picnic e regate in barca a vela a Nantucket, gite a cavallo e ville piene di luce negli Hamptons. I Kennedy insegnano. Una combinazione ideale di intelletto, grazia e gioia di vivere. (in basso chinos Dockers, www.dockers.com)

Oggi è uno stile che torna sulle scene, esclusivo e democratico allo stesso tempo. Con la polo rivisitata di Gucci,  i penny loafer bicolor di Church’s, il completo bianco con tamburello di paglia di Daks, i chinos di Dockers, lo spezzato con i Nantucket pants di Brooks Brothers e il blazer rigato di Salvatore Ferragamo. Tratti distintivi facilmente identificabili, ma understatement al punto giusto da far emergere, non tanto i capi quanto il modo in cui si indossano. (in basso loook di Tod’s, www.tods.com)

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