Gli immortali

di Claudio Costa | 22 marzo 2018, 12:04

Nella��autunno del 1983 Nell Potts si fidanza con James Cox, studente dello stesso college. La��estate successiva Nell lo presenta ai genitori nella grande casa di famiglia a Westport dove passano una settimana tutti insieme. A�Un bel giornoA�, ricorda Nell, A�papA� chiese a James che ora fosse perchA�A� si era scordato di ricaricare la��orologio. James rispose di non averne mai posseduto uno. E allora papA� si slacciA? dal polso il suo e glielo regalA?A�. Quella��orologio, un Rolex Daytona del a��78, A? stato venduto pochi mesi fa alla��asta per 17,8 milioni di dollari. Dieci volte il valore normale di collezionisti. PerchA� il vero cognome di Nell (Potts serviva a tenere alla larga i giornalisti) era Newman. E quel generoso papA� era il mitico Paul.
Non si sa quanto varrebbe oggi la��orologio Tag Heuer Monaco indossato nel 1971 da Steve McQueen nelle 24 Ore di Les Mans, ma la Porsche 917 K da lui guidata nello stesso film A? stata aggiudicata per 11 milioni di dollari: la Porsche piA? costosa di sempre. Certo, in casi del genere scatta qualcosa di simile al culto delle reliquie che circonda le cose appartenute alle celebritA�. Ma per Newman, McQueen e molte altre star del passato, affiora anche la��ammirazione verso stili di vita e relativi oggetti considerati invidiabili. Come non tutti i romanzi di successo diventano dei classici, non tutti i grandi divi di Hollywood scomparsi sono diventati icone. Tutti ricordano Ava Gardner e Rita Hayworth. Ma solo Audrey Hepburn, Grace Kelly e Marilyn Monroe continuano a proiettare il loro charme su Tiffany, HermA?s e Chanel.
Carisma? Fascino? Nostalgia? Difficile rispondere. Una celebre foto di Slim Aarons del a��57, che ritrae Clark Gable, Gary Cooper, James Stewart e Van Heflin, sprizzanti eleganza e virilitA� nei loro frac impeccabili, spiega piA? di un saggio sociologico. Resta da chiedersi: chi saranno gli evergreen del futuro? Robert Armstrong, studioso di moda e costume, A? pessimista: A�I grandi del passato non mi sembrano rimpiazzabili. Oggi, nel mondo anglosassone, ca��A? chi guarda a personaggi tipo Jay-Z. Ma A? come paragonare coccodrilli a tirannosauri. Francamente, chi vorrebbe una vita alla maniera di Jay-Z piuttosto che alla Steve McQueen? Non solo: la modernitA� liquida fluidifica anche i divi. La continua mutevolezza delle mode impedisce di fissare a lungo dei punti fermi. Senza contare il gusto iconoclasta di distruggere i nuovi idoli senza lasciar loro il tempo di diventare icone permanentiA�. Troppo pessimista. Malgrado fluiditA� dei gusti e iconoclastia, un attore come George Clooney sembra predestinato ad essere assunto nella��Olimpo degli evergreen. Rischia invece la��usura da eccessiva esposizione, Leonardo DiCaprio, testimonial compulsivo dagli orologi sino alle compagnie telefoniche cinesi. Quanto a Brad Pitt (ancora Chanel), lo scettico Armstrong direbbe che prima di eguagliare la magia di Marilyn in fatto di profumi ha ancora molto, moltissimo da imparare…

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