Tris di Lugana

Viaggi e Sapori | di cesare pillon - foto di roberto sorrentino | 06 aprile 2018, 09:37

Il Lugana è, col Prosecco, il vino italiano più amato nel mondo. Ma la sua Doc, la Riviera Sud del Garda, è così ristretta che lo rende un prodotto di nicchia

Chi conosce un vino bianco chiamato Lugana alzi la mano. Eppure il Lugana, insieme al Prosecco, è attualmente il vino italiano di maggior successo nel mondo: la richiesta è tale che per soddisfarla la superfice dei vigneti in cui nasce è più che raddoppiata negli ultimi dieci anni. Però la sua zona d’origine, la riviera meridionale del lago di Garda, è di piccola estensione, per cui le bottiglie prodotte, pur moltiplicate dal successo, non superano i 15 milioni: il Lugana è quindi fatalmente un prodotto di nicchia. Il vitigno autoctono da cui è ricavato, il Turbiana, in simbiosi con le argille moreniche del territorio gardesano gli conferisce una longevità straordinaria per un vino bianco: anche a dieci anni dalla vendemmia il Lugana Riserva Sergio Zenato regge il confronto a tavola con pesci, formaggi, perfino carni bianche, senza che la sua particolarissima vena aromatica venga sopraffatta. Non c’è da stupirsi: il Lugana Riserva è diventato Doc nel 2011, ma la Riserva a cui Sergio Zenato aveva dato il suo nome era nata 18 anni prima, con la vendemmia 1993. Colpisce che questo bianco, capace di durare nel tempo migliorando le caratteristiche organolettiche, sia tratto da un vitigno della famiglia dei Trebbiano, varietà apprezzata per la quantità d’uva che produce più che per la qualità. Sarà la magia del Garda, ma il bianco generato dal Trebbiano di Lugana è di tale classe che viene spumantizzato col metodo Classico, come fosse uno Chardonnay. Se ne ricavano così dei Blanc de Blancs di alto profilo, come il Brut Metodo Classico di Ca’ Maiol, un’azienda appena acquisita dal gruppo Santa Margherita: è uno spumante maturato per 36 mesi sui lieviti, che conquista con un profumo dolcemente fruttato di pera Williams cui una nota speziata di maggiorana conferisce un piccante risvolto birichino.

Ma la versatilità del Turbiana va anche oltre lo spumante: lasciando sovramaturare i suoi grappoli sulle viti se ne può trarre un originale vino dolce. Non è detto però che il Lugana Vendemmia Tardiva sia necessariamente da bere al dessert: con il suo sapore pieno, armonico e vellutato, ma soltanto amabile sul versante della dolcezza, Il Filo di Arianna della Tenuta Roveglia è dotato di una personalità così incisiva che gli permette di accompagnare meglio il risotto o la carne alla griglia che il tiramisù o la crostata alle mele.

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