Beni preziosi

Orologi e Gioielli | di Paco Guarnaccia | 18 aprile 2018, 15:45

La gioia che si specchia negli occhi di chi riceve una scatola turchese griffata Tiffany & Co. A? il biglietto da visita migliore, quello che ha fatto entrare nel mito la maison di gioielli. Per non parlare del contenuto delle box: meraviglie preziose da tramandare di generazione in generazione. Una grande soddisfazione per la storica azienda americana del lusso, ma anche una responsabilitA�. Le nuove generazioni rappresentano il futuro e per questa ragione la sostenibilitA� per Tiffany A? diventata un asset cruciale, tanto da avere una struttura dedicata e dedita a diverse iniziative per la sal-vaguardia del pianeta. Come racconta Anisa Kamadoli Costa, chief sustainability officer of Tiffany & Co. e presidente di The Tiffany & Co. Founda-tion. Come leader nel settore del lusso sappiamo che possiamo influenzare la cultura e stabilire standard di eccellenza,non solo nella gioielleria e nell’artigianato, ma anche per tutto quello che significa essere dei cittadini responsabili. Per molto tempo, il nostro focus per la sostenibilitA� si A? concentrato sull’estrazione e l’approvvigionamento responsabile delle nostre materie prime, dai diamanti all’oro, fino alla carta delle nostre iconiche scatole e borse turchesi. Con gli anni, l’impegno dell’azienda in questo campo si A? ampliato notevolmente, con l’obiettivo di supportare attivamente molti degli obiettivi dichiarati dalle Nazioni Unite in tema di salvaguardia ambientale. Le nostre aree di programma ambientale riguardano l’estrazione mineraria responsabile e la conservazione dei coralli e dei mari”, racconta Kamadoli. Nel corso degli anni, infatti, il brand si A? opposto attivamente allo sviluppo di nuove miniere in aree di elevato valore ecologico o culturale in cui non dovrebbero mai svolgersi attivitA� minerarie, come il Parco Nazionale di Yellowstone e Bristol Bay, in Alaska. E poi iniziative mirate, come la collezione Save The Wild, ” il cui 100% dei profitti viene destinato alla conservazione della fauna selvatica”, conclude Anisa Kamadoli Costa.

  • email
  • Print
  • Facebook
  • Twitter

Comments are closed.