Philadelphia – Parigi

Arte e Design | di Giuliana Di Paola | 18 aprile 2018, 12:33

A fine Ottocento Parigi e Philadelphia erano piA? vicine di quanto non lo siano oggi in tempi di voli intercontinentali e connessioni super veloci. Sembra paradossale, ma A? l’impressione che si ha dopo aver visitato Impressionismo e avanguardie a Palazzo Reale di Milano, fino al 2 settembre. In esposizione una selezione di 50 capolavori (e in questo caso la definizione A? quasi un eufemismo) concessi in prestito per l’eccezionale periodo di nove mesiA�dalA�Philadelphia Museum of art, una delle istituzioni piA? antiche e illustri d’Oltreoceano, fondata nel 1876 in seguito alla prima Esposizione Universale. Un’occasione unica per ammirare condensati in nove sale opere dei piA? grandi interpreti dell’arte moderna al massimo della loro maturitA� artistica, da Monet a CA�zanne, da Gauguin a van Gogh, da Chagal a Picasso.

Edgar Degas, La classe di danza, 1880 circa (olio su tela, 82.2 x 76.8 cm).

Tra i facilitatori della liaison Parigi-Philadelphia c’A? Mary Cassatt (in mostra c’A? il suoA�Donna con collana di perle in un palchetto, 1879). Figlia di un influente agente di cambio e allieva-amica di Degas, la pittrice statunitenseA�ha messo in relazione i grandi interpreti dell’impressionismo francese con gli ingenti capitali della East Coast americana. Da qui nascono le importanti collezioni, che poi confluiranno nella fondazione del museo di Philadelphia, appunto, prima tra tutte proprio quella di suo fratello: andato a trovare Mary stabilitasi a Parigi cinque anni prima, Alexander Cassatt torna infatti a casa, nel 1882, portando con sA� tele acquistate dagli amici-colleghi della sorella: opere inestimabili come laA�Marina in OlandaA�di Manet oA�La classe di danzaA�di Degas.

Claude Monet, Il sentiero riparato, 1873 (olio su tela, 54,1 x 65,7 cm).

Altro appassionato collezionista affascinato dal vecchio mondo A?A�Samuel Stockton White. Pioniere del culturismo ed erede di una azienda di famiglia di prodotti per la��odontoiatria, durante una vacanza studio a Parigi incontra Rodin che, impressionato dal fisico possente gli chiede di posare per una sua statua. Da quelle sedute nasce la sua passione per l’arte: White sposa una pittrice, Vera, e con lei dA� vita a una prestigiosa collezione di oltre 400 opere che va dalla��epoca del postimpressionismo fino alle avanguardie, A? tra i primi a cogliere il genio diA�CA�zanne e a scommettere sugli esordi del cubismo, con alcune nature morte di Braque.

Pablo Picasso, Donna e bambine, 1961 (olio su tela, 146 x 113,7 cm)

Altro personaggio chiave A? stato Albert Eugene Gallatin che negli Stati Uniti ha fondato della prima collezione pubblica d’arte moderna degli Stati Uniti poi donata al Philadelphia Museum of Art, nel 1943. Lo stesso hanno fatto Louise e Walter Arensberg, con le opere acquistate con la consulenza del loro amico Duchamp. Ancora diverso A? stato il percorso dell’avvocato Louis Stern, a lungo amministratore del Philadelphia Museum of Art e che, nel 1963, all’istituzione ha lasciato in ereditA� circa 300 opere da��arte, fra cui i dipinti di CA�zanne e Renoir, Bonnard e Matisse.

Marc Chagall, Nella notte, 1943 (olio su tela, 47 x 52,4 cm).

Originario di Balta, in Ucraina, e trasferitosi negli Stati Uniti da ragazzo, Stern ha mantenuto con un legame speciale con l’Europa e con le sue espressioni artistiche. Con Marc Chagall, arrivato nell’East Coast nel Secondo Dopoguerra, poi, il legame A?A�stato ancora piA? forte grazie alle comuni origini e radici, per non dire della lingua: Chagall non conosceva l’inglese, ma con Stern potevano parlare sia in russo sia in yiddish. Lo testimonia il dipinto in mostra, lo struggenteA�Nella notteA�dedicato dal pittore alla moglie e alla loro prima notte di nozze.

Constantin Brancusi, Il bacio, 1916 (pietra calcarea, 58,4 x 33,7 x 25,4 cm).

Ma i capolavori che varrebbero da soli il biglietto sono tanti. Nella stanza dei ritratti, per esempio, ci sono laA�Donna seduta in poltrona (1920) di Matisse, ilA�Ritratto di bambinaA�(1894) di Berthe Morisot e laA�Ragazza che fa il merlettoA�(1906) di Renoir. Sempre ritratti, ma nella sala dedicata a Gauguin e Van Gogh, invece, si possono ammirare i due dei dipinti fatti dal pittore olandese alla famiglia del postino Roulin, per uno strano caso riunificatasi oltreoceano. CosA� en passant si possono citare ancheA�Simbolo agnosticoA�(1932) di DalA�,A�Cerchi in un cerchioA�(1923) di Kandinsky e Il bacio di Brancusi, in questa versione ancora piA? stilizzata e potente della scultura del 1907 l’abbraccio di pietra diventa una vera fusione.

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