Viaggio e cultura

Viaggi e Sapori | di Stefania Cubello | 08 giugno 2018, 10:55

Top destination secondo il mensile Usa Forbes, lo Yucatan è il place to be del 2018. Con le sue spiagge tra le più belle di tutto il Caribe e le suggestive testimonianze di antiche civiltà, infatti, la penisola è la regione più prospera dell’impero maya che si sta facendo scoprire e riscoprire non solo per la sua splendida Riviera. Ora anche per il suo patrimonio storico e naturale, che appaga e sta dirottando nella penisola a sud-est del paese, tra Mar dei Caraibi e Golfo del Messico, sempre più turisti d’élite da tutto il mondo e soprattutto dall’Italia. Dall’aeroporto di Cancun, appena inaugurato, la Carretera 307 punta verso sud, percorrendo i 135 km della Riviera maya, tra la natura selvaggia, a destra, e il mare, a sinistra, dove sfilano i resort delle più lussuose catene, mimetizzati dalla vegetazione ma anticipati dagli imponenti portali d’ingresso.
Superata Playa del Carmen, a 130 km da Cancun, si raggiunge una delle principali attrazioni della Riviera, Tulum. La città maya, con gli oltre 3 milioni di turisti all’anno, è tra i siti più visitati e fotografati al mondo. È l’unica a essere stata costruita, verso la fine del XIII secolo, a picco sul mare. E la prima a essere stata avvistata nel 1517 dalle navi dei conquistadores spagnoli, quando approdarono nella penisola. Le rovine dell’antica città fortificata, su cui si vedono oziare al sole placide iguana, sono state oggetto, negli ultimi anni, di un accurato restauro da parte dell’Istituto nazionale storico e antropologico messicano per liberare edifici e templi dagli effetti dell’erosione causata dall’azione di mare, vento e sole. Così sono tornate a risplendere meraviglie come il Tempio degli affreschi, uno dei meglio conservati del sito, o El Castillo, l’edificio più importante della cittadella. Dalla sua posizione a strapiombo, i Maya potevano dominare la vista sul mare e sulla vicina Isola Cozumel. La spiaggia sottostante, di sabbia soffice e bianca e orlata di palme, è un invito a tuffarsi nelle acque caraibiche dal colore che va dall’azzurro allo smeraldo, richiamo irrinunciabile per i tanti visitatori che cercano una sosta di relax e refrigerio dopo la visita al sito archeologico e alla città che conquistò anche Federico Fellini. La magia del popolo maya, infatti, aveva ispirato al maestro il film mai realizzato Viaggio a Tulum. Molti anni dopo, nel 2006, ha rimediato Mel Gibson con Apocalypto, candidato a tre Oscar.
Chichen Itza merita le due ore di tragitto che, in auto, servono per arrivare da Tulum a quest’esempio colossale della civiltà maya. L’area di tre chilometri, patrimonio Unesco, si raccoglie intorno alla piramide di Kukulkan nota anche come El Castillo, considerata una delle sette meraviglie del mondo. A pochi km dai resort della Riviera, l’area archeologica di Cobá, immersa nella giungla e abitata fin dal XV secolo, custodisce la piramide più alta (40 metri) dello Yucatan, Nohoch Mul, l’unica che sia consentito scalare, ancora per poco. A quattro ore, invece, si trova Merida, la città della penisola dello Yucatan che esprime lo zenit della cultura e architettura del Messico coloniale. Ma se non si riesce a ritagliare il tempo per una tappa, si può puntare su Valladolid, a un’ora e mezzo d’auto da Playa del Carmen. Le prime fondamenta risalgono al 1545 e sono state costruite sull’antico centro cerimoniale maya Zaci-Val (Aquila bianca). Conserva lo stile della città coloniale, con gli edifici a due e tre piani dai colori che vanno dall’ocra al giallo zafferano. Da visitare, l’ex convento di San Bernardino da Siena con gli interni dall’inusuale color rosa e la piazza centrale su cui si affaccia la cattedrale di San Gervasio.
Si gira a piedi, perché il centro di Valladolid è a dimensione d’uomo. Anche per questo attira un turismo d’élite, che trova rifugio in boutique hotel ben integrati all’interno di edifici storici sulla Calzada de los Frailes, via chic di botteghe d’artigianato locale, concept store di moda, ristoranti e negozi gastronomici. È un lusso che sposa il gusto degli europei anche il cinque stelle costituito da sole suite TRS Yucatan Hotel del Gruppo Palladium, da poco inaugurato a Playa del Carmen. Il resort adults only si distingue per l’innovativo concetto di ospitalità di lusso all inclusive: le 432 tra suite junior, ambassador, private pool, e i 22 romance bungalow sono dotati di domotica, che permette di personalizzare illuminazione e temperatura degli ambienti, aprire la porta con microchip foderato in un bracciale da portare al polso, prenotare tramite app un carretero elettrico per spostarsi da un punto all’altro del resort, dall’infinity pool ai molti ristoranti interni, all’esclusiva spa Zentropia. A pochi minuti d’auto ci s’immerge in un’area protetta ad accesso limitato: nel fitto della foresta tropicale si scoprono alcuni fra i più spettacolari cenotes della penisola, Rio Secreto. Per i Maya, il complesso di fiumi e grotte sotterranei che hanno prodotto questi bacini d’acqua dolce e pura erano sacri. L’acqua serviva per irrigare i campi e dissetare città come Cobá e Tulum, ma erano usati anche per sacrifici umani agli dei per scongiurare siccità e inondazioni. Oggi sono un paradiso per snorkeling e scuba diving. Immergersi, sempre e solo scortati da guide autorizzate del parco, in uno dei cenotes è un’esperienza quasi religiosa.

  • email
  • Print
  • Facebook
  • Twitter

Lascia un commento