On the road

Motori | di Emanuele Elli | 15 giugno 2018, 11:03

Moto Guzzi V7III Racer

Personalizzare la propria due ruote, per un motociclista, non è un vezzo. È una necessità, un modo per affermare l’identificazione che da sempre lega i più individualisti frequentatori dell’asfalto ai propri mezzi. Possedere, si potrebbe dire, significa customizzare. La tendenza non è nuova, ma oggi è diventata quasi una nicchia di mercato all’interno del settore motociclistico, che coinvolge case produttrici, produttori di accessori, designer indipendenti, meccanici. Se per qualcuno personalizzare significa magari semplicemente attingere, nel momento dell’acquisto, al ricco catalogo di accessori alternativi forniti dalla casa produttrice, per i più ambiziosi tra gli appassionati, il sogno è creare una moto unica, che non esisteva prima e non esisterà dopo, nata spesso da un mezzo usato, e ridisegnata dalla propria creatività.
In questi ultimi anni il trend in fatto di stile motociclistico, soprattutto in città, è proprio questo: trovare un mezzo storico, spogliarlo e ricostruirci intorno una bobber o una café racer. Si capisce dunque perché, fino a qualche anno fa, esempi ben conservati di Bmw R75, R80 o R100, o delle serie K degli anni Ottanta, si potevano acquistare per poche centinaia di euro anche online, mentre oggi occorre aggiungere quasi uno zero alla cifra finale e rivolgersi a canali specializzati. Le bivalvole di Monaco, in effetti, sono tra le più gettonate per compiere operazioni di customizzazione con metodo michelangiolesco, ovvero procedendo per sottrazione, eliminando dai modelli originali la carena, la strumentazione, i parafanghi… per valorizzare gli elementi cardine, come il telaio, il motore boxer, il serbatoio, qualche volta i cerchi.

Un lavoro da specialisti che ha portato alla ribalta internazionale carrozzieri, designer e meccanici, capaci di trasformare i propri garage in veri atelier di stile. In Italia ce ne sono di eccellenti: dalle Officine Sbrannetti di La Spezia (officinesbrannetti.com) allo Unit Garage di Rimini (unitgarage.it), da Luis Moto a Lucca (luismoto.com) ai tanti indirizzi milanesi (South Garage, southgarage.com; Mermaid, officinemermaid.com; Officine Metalliche, officinemetalliche.com; Moto Maggioni, solo per citarne alcune).
Per paradossale che possa sembrare, la stessa operazione è sempre più frequente anche su modelli nuovi, appena usciti dal concessionario, specialmente se si tratta di moto concepite quasi dalle stesse case per questo scopo. È il caso, per esempio, di quasi tutte le Harley-Davidson, del Ducati Scrambler, della Triumph Bonneville, della Bmw R Nine T. Quest’ultima, per esempio, nata nel 2014 come progetto del centenario di Bmw Motorrad, è già stata declinata dalla casa di Monaco in versione base, Pure, Racer, Urban G/S, Scrambler, con l’aggiunta di un catalogo di accessori Spezial che moltiplica le possibili personalizzazioni ex fabrica, ma nonostante questo è diventata rapidamente uno dei mezzi sui quali i preparatori di tutto il mondo si sono più esercitati, con esiti davvero incredibili.

Moto Guzzi V7 Garage

Un esempio ancora più eclatante, non fosse altro perché ha dalla sua oltre cinquant’anni di storia, è la Moto Guzzi V7, uno dei modelli più celebri della casa lariana e la più venduta della casa nell’ultimo decennio. Ogni motociclista urbano che sogna una Special, si è chiesto almeno una volta se non partire da una vecchia V7 e alcune elaborazioni ottenute su questa base sono nell’Olimpo delle più belle di tutti i tempi. Oggi la terza generazione, la V7III, si presenta già in partenza in sei versioni, le classiche Stone, Special e Racer e le tre nuove Rough, Milano e Carbon, che sono proprio un omaggio all’arte della customizzazione e per questo disponibili in versioni numerate e con accessori esclusivi.

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