Via col vento

Motori | di fabio petrone | 06 agosto 2018, 15:08

Scafi in alluminio che solcano gli oceani. Maestosi alberi in carbonio per issare maxi vele. Interni lussuosi per crociere dal massimo comfort. Perché andare a vela non significa più solo regatare, ma è puro piacere di navigare. Su superyacht bespoke. ClassLife ha selezionato cinque barche magnifiche, fra quelle varate negli ultimi tempi, che celebrano lo spirito degli yachtsman d’oggi.

A partire da Ngoni, superyacht in alluminio varato nel 2017 per il magnate del petrolio Tony Buckingham. «Costruisci una bestia. Non costruirmi un lupo travestito da pecora. Questa deve essere un’arma tagliente e innovativa, veloce e furiosa. Voglio mettermi al volante dopo una giornata di navigazione e sentirmi completamente stremato dall’eccitazione della navigazione veloce»: questa la richiesta dell’armatore al cantiere olandese che realizza solo barche su misura Royal Huisman. Oggetto di puro design grazie all’opera di Dubois Naval Architects, le sue linee moderne conciliano la prua ad ascia, affilata e con i bordi smussati, già di per sé marziale nell’aspetto, con una poppa invece slanciata, alla quale è unita da un profilo rettilineo che la fa sembrare una vera e propria lama, lunga 58 metri e larga 9,5. Il nome della barca proviene dagli Nguni, antica tribù dell’Africa meridionale che signofica «feroci guerrieri africani forti e astuti». Gli arredi sono firmati da Rick Baker Ltd, maison inglese che ha interpretato il lusso in un’accezione di stile moderno e colorato, che ben si armonizza con le caratteristiche che rendono l’imbarcazione diversa, a partire dalla tuga in vetro a doppia curvatura di cui dispone.

Il Southern Wind 96 Sorceress, disegnato da Nauta Design e Farr Yacht Design per un armatore canadese appassionato di vela (ha partecipato alla lunga veleggiata pre-delivery che separa Cape Town, sede del cantiere, dal Mediterraneo, dove il veliero gli è stato poi ufficialmente consegnato) è il primo esemplare (cui è già seguito un secondo, Seatius) rappresentativo di una miniserie di sailing yacht che il cantiere sudafricano sta proponendo con successo agli armatori che richiedono una barca sportiva, ma anche in grado di affrontare crociere bluewater e grandi navigazioni. Dai racer puri eredita la costruzione in carbonio, la poppa larga, le due pale del timone, l’ampia superficie velica, senza però perdere la prerogativa che fa parte del Dna di Suothern Wind, la marinità, ovvero la facilità di timonare una barca dal gran passo anche con condizioni impegnative. Il superyacht, lungo 31,4 metri, si caratterizza per avere una chiglia retrattile, grazie alla quale è possibile ridurre il pescaggio di 2 metri, passando da 5,40 a 3,40, in modo da favorire la navigazione su fondali poco profondi e l’accesso nei marina.

Il Baltic 175 Pink Gin VI, altro recente superyacht varato, ha già numeri da record: il suo scafo di 175 piedi, oltre 53 metri, è il più grande mai realizzato in carbonio. Primato che la fa diventare la nuova ammiraglia Baltic, brand punto di riferimento di molti yachtsman. Ancora una barca hi-tech dove il materiale utilizzato ha consentito di risparmiare circa un quarto del peso alla barca (un’ottantina di tonnellate), tutto a vantaggio delle prestazioni. L’armatore Hans Georg Näder, ceo del gruppo tedesco di tecnologie mediche Ottobock e azionista di riferimento di Baltic Yachts, per il progetto navale ha interpellato ancora una volta lo studio Judel/Vrolijk, lo stesso scelto per il suo precedente Pink Gin di 145 piedi, partecipando anche al design degli esterni assieme a Design Unlimited, che ha progettato gli interni del cruiser di lusso. Fra le complicazioni che rendono questo superyacht unico, da segnalare la presenza di due aperture a scafo: una a centro barca, sul lato sinistro, come via d’accesso per gli ospiti; la seconda a prua del lato opposto, in corrispondenza della suite armatoriale, in modo da creare un ingresso dedicato dal mare, capace di elevarne al massimo la privacy.


Vitters Shipyard ha recentemente consegnato al suo armatore Thomas Siebel (businessman dal patrimonio stimato di quasi 2 miliardi e mezzo creato nell’ambito del software) J-Class Svea, barca da corsa d’antan protagonista di tre America’s Cup (quelle degli anni 30), emblema dallo spirito sportivo dello yachtsman del tempo. The Universal Rules, le regole di stazza con le quali fu creata questa classe velica, l’hanno resa un’immagine iconica perché prevedono slanci a prua e a poppa, inconfondibili per eleganza e personalità. Barche ancora oggi in grado di lasciare a bocca aperta armatori, fotografi e appassionati durante le regate: perché a quasi novant’anni queste signore del mare ancora regatano. Lo fanno per lo più grazie a repliche come questa magnifica imbarcazione di 43,60 metri, che riprende un progetto del 1937, con l’architettura navale e l’exterior design di Hoek Design Naval Architects. È il primo J-Class realizzato dal cantiere olandese Vitters Shipyard, ma è anche il più lungo dei moderni J-Class: costruzione in alluminio, armato da un albero in carbonio di quasi 54 metri. Gli interni di Svea, disegnati da Pieter Beeldsnijder Designers & Naval Architects, sono in linea con il carattere classico ed elegante dello yacht.


Tango, Wallycento nato da un progetto Mills Design, è un cruiser racer di 30 metri flush deck, con interni disegnati da Pininfarina. Costruito presso il cantiere Persico Marine, una delle più accreditate factory al mondo per barche da corsa (sue il Moro di Venezia, Luna Rossa e l’intera flotta della Volvo Ocean Race…), è stato realizzato per l’armatore Ole Hansen, un gentleman driver spesso in regata. Tango offre chiari richiami al car design: dalle grosse griglie di poppa alle due timonerie che spuntano dallo spettacolare ponte totalmente sgombro. L’utilizzo da parte di Pininfarina per gli interni di fibra di carbonio, legno e pelle, oltre a quello di altri materiali pregiati, conferma quanto lo stile moderno sia gradito all’armatore, tanto da sceglierne richiami da fuoriserie anche per il suo buen retiro sotto coperta, dove andare a rifugiarsi dopo una giornata di corse con il vento.

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