One man show

Cultura e Spettacolo | di paco guarnaccia | 30 agosto 2018, 10:06

Dal mantello dell’investigatore Sherlock Holmes a quello del super eroe Doctor Strange dell’universo Marvel, incontro con il poliedrico attore inglese Benedict Cumberbatch

Qualunque bambino sogna di diventare un super eroe o un investigatore capace di risolvere misteri impossibili. Difficile che una volta diventati adulti questi desideri si possano avverare. A meno che non si scelga di fare l’attore. Benedict Cumberbatch è talmente talentuoso ed unico da essere stato selezionato per interpretare sia il Doctor Strange, l’eroe della Marvel, sia il mitico Sherlock Holmes. Nato a Londra nel 1976, Cumberbatch ha mosso i suoi primi passi sui palchi teatrali inglesi, fino ad arrivare in tv, scelto nel 2010 dalla Bbc per il ruolo da protagonista nella serie di grande successo Sherlock che ha attualizzato il mito del detective più famoso della storia. Da quel ruolo, una serie vertiginosa di parti importanti e riconoscimenti (inclusa una candidatura all’Oscar nel 2014 come migliore attore protagonista per The Imitation Game), fino a diventare il Doctor Strange nell’omonimo film del 2016 e poi nel super blockbuster Avengers: Infinity War. Attore di successo, impegnato nel sociale (supporta Unicef, Make a Wish, Geanco, Princess Trust, The National Society for the prevention of creulty to children e Princess Trust), Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla Regina Elisabetta II. Un profilo del genere non poteva non essere notato da una maison di orologi e, infatti, Jaeger-LeCoultre l’ha scelto per diventare il volto della nuova collezione Polaris.

@SteveSchofield

Quando ha capito che voleva fare l’attore?
Benedict Cumberbatch. Molto presto. I miei genitori sono entrambi attori. Ho capito che avrei fatto veramente questa professione quando mio padre mi ha dato la sua benedizione. Quello che mi ha detto mi ha talmente commosso da darmi la sicurezza necessaria per provare a ripagare la sua fiducia.

Gli attori inglesi sono molto richiesti dall’industria cinematografica. Esiste un metodo di recitazione che vi appartiene che è diverso da quelli degli altri paesi?
B.C. Non so se esista un metodo inglese… Sicuramente siamo legati, e addestrati, al teatro. Quindi il punto di partenza è Stanislavskij. Ma, mentre questo background mi è stato molto utile, ognuno di noi prova tecniche diverse, a prescindere dalla nazionalità. Alcuni lavorano a braccio, altri si adattano al ruolo.

E lei quale usa?
B.C. Preferisco quest’ultimo, a cui aggiungo alcune nozioni di base che mi tornano utili per interpretare la parte. In Inghilterra abbiamo scuole di recitazione fantastiche. Io sono molto orgoglioso di essere presidente della mia vecchia alma mater, la London Academy of Music & Dramatic Art, dove vengono sviluppate tante discipline, in modo che i giovani attori possano poi usare qualsiasi strumento per essere a proprio agio: che si tratti di un testo, di un’improvvisazione, di esprimere un accento particolare, di una coreografia di un combattimento o una acrobazia. Questo li fa immergere il più possibile nel personaggio che interpretano.

Nonostante sia uno degli attori più famosi al mondo, ha deciso di vivere a Londra, la sua città, e di non trasferirsi a Hollywood.
B.C. Sono stato fortunato. Ho deciso di aspettare che il lavoro venisse da me, in un momento in cui Hollywood lancia sempre meno attori. Nella mia città posso fare una gran varietà di lavori e questo è perfetto perché è a Londra che ho le mie radici più profonde: è casa mia, ci abitano la mia famiglia e i miei amici.

La fama mondiale è arrivata con Sherlock e il Doctor Strange della Marvel. Come ha affrontato questi iconici personaggi?
B.C. Affidandomi al gusto e alle conoscenze di altri esperti. Se penso a Sherlock, non è che sono stato proprio il primo attore a interpretarlo, forse il 76°! Per quanto riguarda il Dottor Strange… i Marvel Studios sono gestiti da alcuni incredibili produttori diretti dal presidente Kevin Feige che è un vero fan di Strange. Così, insieme al regista Scott Derrickson, mi sono sentito libero di dare la mia impronta al personaggio, facendomi anche aiutare da coloro che conoscevano i fumetti da cui è tratto meglio di me.

In The imitation Game ha dato il volto al matematico Turing, guadagnandosi una candidatura agli Oscar. Che differenza c’è nel preparare una parte destinata a un blockbuster e una per un film più di nicchia?
B.C. Il tempo che posso dedicare a un personaggio varia dal progetto. Spesso, purtroppo, è più legato alla logistica e meno alla ricerca e all’immersione nel lavoro. Ho appena iniziato una produzione su Brexit e probabilmente avrò solo una settimana e mezza di preparazione intensa e tre per leggere e imparare la sceneggiatura. È proprio il tempo a mancarmi. Se un film è storico o biografico posso fare delle ricerche. Se sei fortunato è il personaggio stesso che interpreti ad aiutarti… Turing e Strange sono due personaggi interessanti da paragonare: nonostante siano noti per la loro mente brillante, sono entrambi molto fisici. Turing è stato un atleta a ottimi livelli, mentre Strange non è solo un maestro delle arti mistiche, ma anche esperto di arti marziali.

Benedict Cumberbatch in una scena di Brexit

A proposito di arti mistiche: se potesse diventare per un giorno il Dr. Strange, quali dei suoi doni utilizzerebbe?
B.C. Sicuramente la capacità di andare da un posto all’altro in una dimensione atemporale. Batterei il pendolarismo, anche se utilizzo il tempo del viaggio per studiare e lavorare.

A proposito di tempo… che effetto le fa essere stato scelto da Jaeger-LeCoultre come rappresentante dei valori del vero gentleman per lanciare la collezione di orologio Polaris?
B.C. Da grande appassionato di orologeria ne sono molto felice. Gli orologi hanno un ruolo chiave nel film Doctor Strange. Quando è arrivato il momento di sceglierne uno per adattarsi a un personaggio con un certo status come Strange è stato un Jaeger-LeCoultre. Quest’anno, per alcuni mesi, ho indossato un Polaris: perfetto perché si incastra a precisione nella mia vita quotidiana, dalla passeggiata nel bosco alle incombenze casalinghe come lavare i piatti.

Benedict posa per la campagna della maison orologi Jaeger-LeCoultre: al suo polso, il Polaris Memovox, in soli mille esemplari.

Benedict posa per la campagna della maison orologi Jaeger-LeCoultre: al suo polso, il Polaris Memovox, in soli mille esemplari.

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