Once upon a dream

Cultura e Spettacolo | di ilaria danieli | 12 settembre 2018, 11:21

Fa tappa a Milano The Kennedy years, la mostra dedicata all’indimenticabile coppia presidenziale che ha fatto sognare il mondo
Lui comodamente seduto in poltrona, lei ai suoi piedi con un drink, un binocolo e alcune mappe: sembra un momento di relax per la coppia presidenziale d’America che nel 1961 segue l’America’s Cup dal ponte del cacciatorpediniere USS Joseph Patrick Kennedy Jr, ma, in realtà, John Fitzgerald Kennedy e sua moglie Jacqueline non conoscono relax, se non forse tra le mura iperprotette della Casa Bianca, lontano dai fotografi e all’ombra dei loro bodyguard.

Al loro amore e alla loro straordinaria notorietà, rimasta insuperata nonostante i più di 50 anni trascorsi dalla tragica morte di lui, è dedicata The Kennedy years, la mostra che, grazie al supporto di Tiffany & Co., viene allestita dal 13 settembre al 13 ottobre all’Institut Français di Milano, Palazzo delle Stelline.

JakJohn e Jakie Kennedy con il principe Ranieri di Monaco e Grace Kelly. Jakie indossa i bracciali di Jean Schlumberger, ancora oggi best seller di Tiffany & Co. @Abbie Rowe, White House/John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston

C’è, infatti, un legame affettivo reciproco che lega la maison americana alla celebre coppia, perché molti dei gioielli preferiti di Jackie, alcuni dei quali dono del marito, come la Berry Brooch, erano appunto firmati Tiffany e nessuno più di lei diede fama ai bracciali rigidi colorati a smalto di Jean Schlumberger, uno dei più talentuosi designer del marchio. La chiave di lettura che il curatore Frédéric Lecomte-Dieu, biografo dei Kennedy e amico di Pierre Salinger (portavoce di JFK), ha voluto dare all’esposizione il contatto con l’Italia del Presidente. Tra le foto esposte a Milano, infatti, Lecomte-Dieu ha recuperato anche una serie di scatti che raccontano i viaggi della famiglia nel Belpaese tra il 1935 e il 1963, oltre alla sedia a dondolo di John e all’unica riproduzione esistente dell’abito da sposa di Jacqueline.
Momenti privati, dettagli sconosciuti, che non appartengono al culto mainstream della coppia, emergono dalla mostra: «Ammiro da sempre JFK»,   spiega il curatore, «perché ha sofferto molto a causa di ferite riportate in guerra e, nonostante ciò, non si è risparmiato nessuna fatica nel suo impegno politico. Degna compagna, Jackie seppe fronteggiare con dignità e polso fermo momenti di tragedia e difese sempre i valori dell’arte anche di fronte agli ostacoli posti dai poteri forti».

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