Who gives a funk

Cultura e Spettacolo | di Gian Marco Giura | 27 novembre 2018, 17:55

Il 13 dicembre a Milano torna WHO GIVES A FUNK, l’appuntamento che unisce charity e musica: il ricavato dell’evento sarà, infatti, devoluto al progetto di clown terapia Laboratorio Teatrale della Fondazione Dottor Sorriso.

Quando la musica sposa la sensibilità verso chi si trova in una situazione di disagio nascono eventi che fanno bene a chi vi partecipa e a chi ne trae beneficio. E’ il caso di WHO GIVES A FUNK, il progetto nato dall’impegno di Scilla Ruffo di Calabria, Alessia Officio e Carolina Salvati, che unisce charity e musica in location intime, dove si esibiscono artisti indipendenti tendenzialmente di blues, rock e folk.

Il secondo appuntamento di WHO GIVES A FUNK è il 13 dicembre a Milano (i biglietti sono in vendita su Clappit), nella suggestiva e accogliente cornice del N’Ombra de Vin, in cui si esibirà CW Stoneking, cantante e polistrumentista australiano dalle sonorità blues e country blues.

Com’è nata quest’idea?

Siamo tutte coinvolte in attività di volontariato (come, per esempio, accompagnamento di malati e supporto durante situazioni di emergenza territoriale) e ciò ci consente di conoscere direttamente le persone e i progetti che scegliamo di supportare, il che ci permette di scegliere con consapevolezza le cause che sposiamo”, ha raccontato Scilla Ruffo. “Inoltre tutte noi abbiamo anche una grande passione per la musica, per cui ci è venuto naturale trovare un punto di contatto che ci facesse sentire bene e ci consentisse al contempo di esprimere questo nostro lato creativo ”, aggiunge Alessia Officio.

Chi trarrà beneficio dalla buona riuscita di questo concerto?

I fondi saranno dedicati al Progetto Laboratorio Teatrale della Fondazione Dottor Sorriso, che agisce nei reparti pediatrici degli ospedali e anche negli istituti di riabilitazione. L’biettivo? Portare leggerezza a questi bambini che hanno gravi disabilità, condurli in una dimensione diversa da quella del dolore che stanno provando e fargli venire un sorriso che allevi le pene del momento. Il tutto attraverso un percorso multi sensoriale di clown terapia che, attraverso la ripetitività di piccoli gesti e momenti quotidiani, generi nei bambini un senso di sicurezza e aumenti la loro capacità di interazione. “Il percorso è utile anche ai genitori, creando dei momenti di incontro costruttivo, quasi di team building, fra i genitori che sono coinvolti”, ha concluso Carolina Salvati.


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