Forza della natura

Cultura e Spettacolo | di andrea bertuzzi | 06 maggio 2019, 14:26

Madre Natura è più potente di qualsiasi motore. Ne sono convinti Jamie Lee, virtuoso del parapendio, il kite surfer Liam Whaley, una vita a farsi trascinare dal vento, e Zane Schweitzer, specialista in stand up paddle, che sfida le onde degli oceani su una tavola da surf con una pagaia fra le mani. Sono alcuni degli atleti protagonisti del quarto capitolo della saga cinematografica Nuit de la Glisse intitolata Magnetic.

Il kite surfer Liam Whaley.

Venti estremi, onde gigantesche, cime innevate. Dalla Nuova Zelanda al Pakistan, passando per l’isola di Tahiti, il regista Thierry Donard ha raccontato le storie di uomini e donne eccezionali, incredibilmente attratti dalla forza degli elementi. «Solo una manciata di persone nel mondo vorrebbe trovarsi al mio posto. Sento il vento, i vuoti che si alzano. Ma questo è quello che mi fa sentire vivo», spiega Liam Whaley. Kitesurf, snowboard, mountain bike, parapendio: tutti sport estremi, ma a impatto zero. E in questo docufilm gli atleti, superando ancora una volta i propri limiti, andando oltre i confini della forza e della resistenza, raccontano l’importanza di diffondere la cultura green. La natura è il loro campo da gioco: chi meglio di questi sportivi può allora testimoniare quanto sia necessario trattarla con rispetto?

«Con il parapendio e lo speed flying ho realmente compreso che cosa significhi volare», racconta Jamie Lee. Lui che raggiunge i 120 chilometri all’ora sospeso per aria. «è un grande privilegio per un uomo poter provare l’emozione del volo, è come sentirsi in osmosi con la natura». Andrey Karr è invece il surfista russo trentunenne che ha saputo domare nel 2018 una delle «Big Wave» più impegnative del mondo, quella di Nazaré, in Portogallo, registrando il record mondiale dell’onda più alta mai surfata, praticamente come un edificio di sette piani alto 30 metri.

«Tutto ciò che è importante nella vita vissuta nelle grandi città diventa superfluo quando si è immersi nella natura», rivela. «Questo sport ti mette a contatto realmente con il qui e ora. Quando sei in acqua non pensi a nient’altro che al momento stesso che stai vivendo. è ciò che io definisco “meditazione”, privando però questo termine dall’universo di significati main stream che ha assunto negli ultimi anni. Per me significa semplicemente: non esiste passato né futuro, solo il presente».

Al polso degli atleti e del regista Thierry Donard c’è l’orologio sportivo per eccellenza, il Tag Heuer Aquaracer 300m Calibre 5, testato per performance eccezionali, resistente a una pressione pari a quella che si sviluppa a 300 metri di profondità, #dontcrackunderpressure per definizione, come recita lo slogan lanciato dal brand. Tag Heuer sostiene da quattro anni il progetto di docufilm Nuit de la Glisse per il suo autentico messaggio di rispetto e armonia con la natura. Il marchio, infatti, è impegnato da anni nei confronti dello sviluppo sostenibile, anche con azioni concrete a livello aziendale: un esempio tra questi è l’installazione di pannelli solari che alimentano i suoi stabilimenti in Svizzera, uno degli impianti più estesi di tutto lo Stato. Inoltre, sono stati creati giardini pensili sui tetti della manifattura con proprietà specifiche di filtraggio di acqua e isolamento. è stato adottato un nuovo processo di incisione al laser in grado di assicurare un risparmio di 900 litri d’acqua all’ora (e il consumo di acqua è stato ridotto infatti del 70%, mentre quello di carburante dell’11%).

L’azienda ha in previsione anche di diminuire il consumo di energia elettrica del 12%, aumentando allo stesso tempo la produzione. Non mancano regole green, ça va sans dire: raccolta differenziata nei laboratori di produzione e negli uffici, costruzione di edifici eco-compatibili, limitazione dell’utilizzo dell’aria condizionata e istituzione di un green specialist con il compito di ideare nuove iniziative di sostenibilità per l’azienda. Come quella portata a termine nel 2010, in occasione dei 150 anni del brand, quando Tag Heuer ha organizzato con Tesla il primo giro del mondo a bordo di una Gt Car 100% elettrica.

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