Amore e desiderio

Cultura e Spettacolo | di ilaria danieli | 22 luglio 2019, 14:42

In esposizione a Milano i dipinti più famosi degli artisti inglesi che si ispiravano al Medioevo letterario italiano e proponevano un modello femminile alternativo a quello vittoriano

Se qualcuno, interessato all’arte, si è chiesto quale sia il segreto della pittura preraffaellita, con quei volti femminili inquieti, permeati di bellezza vegetale, vagamente androgini e proprio per questa ambiguità a loro modo angelici? Una risposta a questa curiosità si può trovare a Palazzo Reale, dove è in corso (fino al 6 ottobre) una mostra unica nel suo genere perché composta da una selezione di opere che la Tate Modern di Londra raramente presta a Istituzioni estere. Si tratta di Preraffaelliti. Amore e Desiderio, una rassegna che racconta il mondo e l’immaginario di un gruppo di artisti usciti dalla Royal Academy della capitale britannica ma determinati a contestarne e sovvertirne i principi.

Attivi nel cuore dell’Ottocento, influenzati dalla sensibilità romantica e dallo storicismo inglese che riscopriva il Medioevo italiano, pittorico ma soprattutto letterario, e si ispirava agli eroi e antieroi shakespeariani con i loro tragici conflitti, i membri della Confraternita dei Preraffaelliti miravano a introdurre nell’arte e nella poesia un nuovo realismo. Il nome che si erano dati esprimeva la loro ammirazione per gli artisti italiani attivi prima che Raffaello, Leonardo e Michelangelo, durante il Rinascimento, dettassero i criteri della bellezza classica. Pur osservando i canoni accademici del disegno, l’amore tutto inglese per la natura e l’ossessione per il dettaglio simbolico, i Preraffaelliti seppero, anche inconsapevolmente, anticipare alcuni dei movimenti artistici più significativi di fine secolo XIX, dall’Impressionismo (i Preraffaelliti furono i primi a dipingere en plein air) al Simbolismo, dall’Art Nouveau all’Arts & Crafts, fino al realismo del primo Novecento.
Ma tornando all’interrogativo iniziale e all’enigma dei volti femminili, nella mostra milanese si trova risposta in un nome particolare, quello Elizabeth Siddal, che fu modella per alcuni dei Preraffaelliti e musa, poi moglie, di uno dei più noti, Dante Gabriel Rossetti, figlio di un immigrato italiano. Una bellezza particolare, ma soprattutto una donna molto particolare e libera rispetto ai costumi dell’epoca vittoriana, con lineamenti privi di quella grazia leziosa e svenevole delle donne di buona famiglia inglese tutte votate al cura dei figli e al rispetto dell’autorità maschile (padre o marito che fosse). Zigomi alti, mento sottile e geometrico, occhi allungati e distanti, proporzioni da ragazzo, espressività spiccata, fecero di lei il modello femminile alternativo, anticonvenzionale, che la Confraternita stava cercando. Non aveva ottima salute però, anche perché la lunga posa immersa in una vasca da bagno, riscaldata solo da alcune candele, per diventare l’Ofelia di Millais (fanciulla morta annegata nell’Amleto di Shakespeare) le aveva minato i bronchi, e faceva largo uso di droghe come il laudano (un antidolorifico e sonnifero della famiglia degli oppiacei) che la uccise per overdose. È suo il profilo dei volti più famosi di Dante G.Rossetti, sua la massa di capelli rossi nei quali il marito, alla morte di lei, infilò le lettere d’amore che le aveva scritto.
La segreta inquietudine dei Preraffaelliti non è solo nel volto di Lizzie (come la chiamavano) ma sicuramente ha contribuito a rappresentarla e a renderla un passaggio fondamentale, spesso poco e male studiato, della storia dell’arte europea. Dopo una vita spesso complicata dalle difficoltà economiche e dagli scarsi riconoscimenti, alla loro morte i membri della confraternita dei preraffaelliti erano ormai famosi nel mondo intero. Millais fu nominato cavaliere dalla regina Vittoria nel 1885 e quando morì, nel 1896, era Presidente della Royal Academy. Viceversa, Rossetti non fu mai accettato dall’establishment, ma all’epoca della sua morte, nel 1882, all’età di cinquantadue anni, il Preraffaellitismo estetico e il movimento Arts and Crafts erano diventati un fenomeno internazionale con proseliti in gran parte delle nazioni europee e anche oltre. «I Preraffaelliti », conclude la curatrice della mostra Carol Jacobi nel saggio pubblicato nel catalogo Preraffaelliti. Amore e Desiderio, 24 Ore Cultura ed, «dipinsero grandi eventi della storia, della letteratura e della religione, ma anche privati conflitti tra genitori e figli, fratelli e sorelle, amici e amanti. Le loro sofisticate narrazioni trasformano lo spettatore in detective; indizi e simboli convogliano quei significati e quelle emozioni che in seguito sarebbero stati esplorati dal cinema».
Per informazioni e biglietti: www.mostrapreraffaelliti.com

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