Il regno della Luna

Moda e Tendenze | di enrico dal buono | 08 agosto 2019, 11:38

…quell’attimo che precede il sonno, dove tutto è possibile e dove l’uomo innamorato spera di trasformare il sogno in realtà

Charlotte Rampling, protagonista del film scandalo Il portiere di notte. @gettyimages

Per John Fante, tra le massime espressioni di felicità c’è «l’ipnosi tipica degli attimi che precedono immediatamente il sonno». È questo il regno della luna: dalla notte dei tempi, una delle ultime immagini su cui si posano gli occhi prima del tempo della notte, il tempo del sonno. È questo anche il regno della donna: da innamorato, l’uomo vive in quello stesso calmo delirio. Tutto perde di peso, tutto è possibile: i tratti di una donna diventano la mappa dei futuri giorni di pienezza. Perché, come diceva Stendhal, «la bellezza è una promessa di felicità».

Virna Lisi, a voce (e il volto) più sensuale del cinema italiano. (Photo by Silver Screen Collection/Getty Images)

L’innamorato spera, quindi, di trasformare il sogno in realtà, la bellezza in felicità. Nel corteggiamento va alla scoperta della faccia nascosta della donna: là dietro ci saranno i vulcani della passione, i deserti dell’indifferenza o le sabbie mobili dell’amicizia? Il problema è che anche la faccia visibile della luna non è mai uguale a se stessa. È falce spietata, è ciglia timida, è spicchio goloso. È gialla, bianca, blu. Ci appare enorme e vicina quando si riposa sulla linea dell’orizzonte. Piena, ispira il terrore per i licantropi e per i sabba delle streghe. E quando si alza nel cielo, è così piccola che sembrerebbe di poterla afferrare con due dita… se non fosse così terribilmente lontana.

Marilyn Monroe. Grazie a lei, gli uomini preferiscono le bionde... (Photo by Archive Photos/Getty Images)

Detto altrimenti: spesso l’uomo non ci capisce un bel nulla. Allora la verità si confonde con la superstizione. L’uomo se ne sta con la faccia in su, e cerca di stabilire i ritmi delle maree e delle semine, della vinificazione e di tutto ciò che rifiorisce ciclicamente. E cioè l’uomo se ne sta con la faccia in giù e cerca di interpretare i segni sul cellulare: le emoticon sono lune di pixel, altrettanto criptiche e misteriose di quel tondo giallo a 384mila chilometri dal nostro pianeta. E come decifrare le eclissi e i silenzi improvvisi, le lune rosse e le rabbie nere, i crateri appena accennati e le espressioni impalpabili?

Romy Schneider, spensierata e romantica agli esordi nei panni della principessa Sissi, drammatica, sensuale e passionale nei ruoli successivi.

Eppure, chiunque abbia passato una notte all’aria aperta nell’oscurità più fitta, chiunque si sia rigirato nel letto tormentato dal pensiero del buio infinito, sa quanto la presenza di un corpo luminoso e solido resti l’unica speranza di salvezza. Abbracciarla, stringerla, chiederle di farsi più grande, di illuminare i boschi e gli abissi, di cominciare a sussurrare, una buona volta, perché solo la sua voce potrebbe riempire i silenzi siderali: ecco cosa vogliono gli uomini dalla luna. Non a caso la parola ha la stessa radice di luce: da qua giù ci appare come il più splendente fortino dell’universo durante il quotidiano assedio delle tenebre.

Brigitte Bardot, nell’immaginario maschile, e femminile, come icona sexy: scalza, con i capelli al vento, sulle spiagge di St. Tropez. (Photo by Silver Screen Collection/Getty Images)

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