Streetstyle

Moda e Tendenze | di angelo ruggeri | 02 dicembre 2019, 11:47

La creatività eclettica di Virgil Albloh conquista i Millennials con le nuove collezioni del menswear firmate per Louis Vuitton. Con streetwear di lusso e design più che contemporaneo

Dimenticatevi le tute sportive in ciniglia e le calze di spugna anni Ottanta. Non pensate a bomber, berretti e felpe comode da indossare il weekend. E nemmeno a marsupi per le fughe dalla città o a zaini per il tempo libero. Lo streetstyle del 2019 è vero e proprio lusso: i prodotti, infatti, sono realizzati in materiali di altissima qualità, tutti creati in Italia. Solo lo stile si rifà al mondo del casual, del comfort e soprattutto della coolness; a quelle tendenze indimenticabili nate nelle strade delle metropoli (tra tutte, Londra e New York), alla fine degli anni Settanta, come contro-tendenza e rottura nei confronti della moda dell’epoca.

Una delle maison che ha capito subito l’importanza dello streetstyle 2.0 è Louis Vuitton. La griffe ammiraglia del gruppo Lvmh, nel marzo del 2018, ha nominato Virgil Abloh direttore artistico delle sue collezioni uomo. Il creativo eclettico, già fondatore del marchio Off-White (che fa capo al gruppo italiano New Guards, recentemente acquisito dal colosso dello shopping online Farfetch per 675 milioni di dollari), braccio destro del famoso rapper Kanye West (marito di Kim Kardashian), deejay di fama internazionale e artista (ha firmato anche una collezione di interior design per Ikea), è riuscito a tradurre il mondo della maison francese in una vera e propria «calamita» contemporanea per il mondo dei Millennials, specialmente quelli orientali.

L’ultima sua creazione è Louis Vuitton 2054 (il nome deriva dall’incontro tra il 2000 e il 1854, anno di fondazione della griffe), la nuova linea ispirata alla performance e alla tecnologia: un trionfo di estetica e innovazione, creata utilizzando materiali tecnici e idrorepellenti, come il cuoio trattato. Ed è declinata in 14 pezzi esclusivi di ultima generazione, come le T-shirt dalle molteplici cerniere che si comprimono nella propria tasca e si trasformano in cuscini da trekking o le giacche a vento che diventano marsupi. O ancora i pantaloni a paracadute con la fantasia Monogram in rilievo che presentano tasche removibili, celebrando così l’«accessomorfosi» (l’integrazione delle borse nei capi), tanto cara ad Abloh.

Non mancano, poi, i loghi tridimensionali di Louis Vuitton che evocano gli stemmi delle auto e il monogramma che diventa motivo arcobaleno e cita l’effetto trompe l’oeil e il tie-dye. Anche in Italia, lo streetstyle 2.0 sta diventando sempre più protagonista di passerelle e concept store. Grazie al marchio Palm Angels (sempre del gruppo New Guards), guidato da Francesco Ragazzi, per esempio, l’attitudine di Los Angeles e la cultura skate del Sud della California hanno incontrato nuove decadi di stile, nuovi consumatori e, soprattutto, la visione creativa «de Milan». Gcds, aka God Can’t Destroy Streetwear, marchio diretto dal trentenne Giuliano Calza, continua a fare impazzire il pubblico della generazione Z, tra ispirazioni manga, toy bag e richiami al mondo cinematografico di fine anni Ottanta, tutto rigorosamente made in Italy. Last but not least, Prada e l’ultimissimo progetto di Prada Linea Rossa. La griffe, guidata da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, ha collaborato con la musicista e artista Willow Smith per una live performance unica, allestita in una stazione lungo la Central Line (rossa, appunto) della metropolitana di Londra. A tutti gli effetti, underground.

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