Buona la prima!

Moda e Tendenze | di luisa ciuni | 18 dicembre 2019, 17:17

Ispirandosi al design e ai dettagli delle sue giacche, Giorgio Armani creò la Prima, una borsa diventata icona degli anni 90, che oggi ripropone in versione rivisitata tra passato e futuro

Si chiama «la Prima» ed è nata nel 1995 da una serie di domande e risposte che il suo creatore, Giorgio Armani, si era fatto cercando di mettere a punto una nuova borsa per rispondere alle necessità di una donna raffinata e dinamica. Moderna. Un accessorio ideato per diventare un’icona, resistere al tempo, venire amato. E, in più, essere immediatamente riconoscibile come esponente di punta del mondo Armani. «La Prima è stata, lo dice il nome stesso, la mia prima, vera incursione nel complesso e affascinante mondo degli accessori», ha spiegato Re Giorgio, «concepita non solo come borsa d’eccellenza, ma anche come modo di porgersi e di essere. L’ho studiata a lungo perché fosse funzionale e sofisticata, femminile ma senza eccessi romantici. Per ottenere il risultato ho puntato sull’artigianalità italiana. La linea di questa borsa segue la silhouette liquida e precisa dei miei abiti; la forma essenziale, addolcita dalle pinces agli angoli, la rende perfetta per ogni occasione d’uso».
Per volontà del suo ideatore, da dicembre, «la Prima» torna nelle boutique in sei nuove diverse declinazioni che rispettano l’idea originale ma sono anche il risultato di recenti tecniche di fabbricazione sommate ad un’attenta lavorazione manuale e alla precisione millimetrica delle cuciture sartoriali. In sintesi: l’evoluzione del Made in Italy sotto forma di borsa dove nulla è lasciato al caso e la qualità viene esaltata ai massimi livelli per contentare esigenze di eleganza, bellezza e stile. Cioè quel quid senza il quale una cosa resta una semplice cosa senza trasformarsi in un indispensabile biglietto da visita per chi la acquista e la indossa per il piacere di averla sempre con sé.

@Dominique Issermann

Edonismo, dunque. Una nuova coccola per una signora sicura di sé, molto elegante ma capace di incidere nel presente, di scalare i vertici di aziende o di professioni, di decidere. Una donna che sceglie e vuole il meglio facendone stile di vita e realizzazione personale. Una donna vestita Armani. «La coerenza è da sempre un tratto distintivo della mia ricerca stilistica. La borsa da giorno che disegnai nei primi anni 90 era una naturale prosecuzione di quanto stavo facendo con gli abiti», ha concluso lo stilista. «Il fulcro della ricerca, allora come adesso, è l’unione di forma e funzione in un segno preciso ed elegante nel quale i dettagli, discreti e curati con attenzione maniacale, sono fondamentali».


Le nuove versioni della Prima sono disponibili nel delicatissimo vitello vegetale mantenuto nelle tinte naturali e nel morbido vitello palmellato, ottenuto con un procedimento manuale che ne esalta le qualità. Al modello classico con fianco montato a doppio soffietto si sono aggiunti la sua versione contemporanea rettangolare e più grande, due bauletti e due cluthc a guscio. Ampia la palette che varia su 11 tonalità di colore: dal bianco al ghiaccio, dal rosso al carta da zucchero. La donna Armani apprezzerà per la sera la variante in coccodrillo lucido o di lucertola. E, se la cerca, troverà la Prima anche in un’interpretazione più eccentrica: in vernice stampata effetto tartaruga.

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