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Arte e Design | di Di claudio costa - illustrazione di chris burke | 24 febbraio 2020, 17:38

Una suorina quasi sconosciuta, vissuta cinquant’anni dopo Leonardo da Vinci, smentisce un antico pregiudizio. Di cui anche il mercato dell’arte, nei prossimi anni, si dovrà liberare

Si chiamava Plautilla Nelli ed era nata a Firenze intorno al 1524. Entrata in convento a 14 anni, cominciò a dipingere da autodidatta copiando e ispirandosi ai dipinti dei grandi maestri. La sua Ultima cena, esposta di recente al Museo di Santa Maria Novella a Firenze dopo quattro anni di restauro, ha stupito non solo il grande pubblico, ma anche parecchi storici dell’arte. Perché questa tela, lunga quasi 7 metri, con figure a grandezza naturale, è un capolavoro stupefacente, non certo all’altezza di Leonardo, ma degno di affiancarsi alle opere di quelle pochissime grandi pittrici (come Sofonisba Anguissola o Artemisia Gentileschi) che gli esperti e i mercanti si degnano di qualificare come Old Masters. Ma lo stupore destato da questa suorina semisconsciuta ha una ragione molto più profonda: un radicatissimo quanto assurdo pregiudizio nei confronti dell’arte creata da mani femminili. Insomma, non ci si aspettava che una donna (suora per giunta) possedesse tanto talento.
Pregiudizio confermato da una ricerca scientifica dell’Università del Lussemburgo condotta su quasi 2 milioni di transazioni d’asta e un vasto campione di acquirenti. La firma maschile spunta oltre il 40% rispetto a quella femminile (anche in test alla cieca in cui sono state scambiate le attribuzioni…). «E questo spiega», racconta un esperto di Christie’s, «perché nel settore dell’Espressionismo Astratto un raro e splendido dipinto di Joan Mitchell è venduto a 16 milioni di dollari, mentre uno dei tantissimi De Kooning, e non fra i migliori, si aggiudica tra i 40 e i 100». Ma attenzione: il trend sta cambiando e in fretta. Uno studio recentissimo mostra che negli ultimi sei-sette anni il valore delle artiste è aumentato del 70% rispetto all’8% degli artisti. Certo, partendo da quotazioni molto inferiori, c’è ancora molta strada da percorrere. Ma anche molto margine su cui investire…

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