CURA

Leader | di giada barbarani | 25 marzo 2020, 17:05

CURA, il progetto open source che trasforma i container in unità di terapia intensiva per l’emergenza Covid-19 realizzato da una task force internazionale composta da architetti, medici, esperti militari e ingegneri. Una soluzione pronta all’uso grazie alla velocità dei tempi di realizzazione e alla facilità del trasporto
In questo periodo di emergenza, molte persone, tra imprenditori, personaggi dello spettacolo e semplici cittadini, si stanno dando da fare per cercare di contribuire, ognuno a suo modo, chi con raccolte fonde, chi con donazioni, chi con concerti e intrattenimento sui social, per affrontare, combattere e superare la pandemia di Covid-19. Un gruppo di designer, ingegneri, medici ed esperti militari, del quale fanno parte lo studio CRA-Carlo Ratti Associati con Italo Rota e professionisti dei settori dell’ingegneria medica, della logistica e della medicina si è unito per lavorare a CURA (Connected Units for Respiratory Aliments), un progetto open-source per rendere più efficiente la costruzione di nuove unità di terapia intensiva.

Il sistema CURA punta a essere rapido da installare come una tenda ospedaliera, ma allo stesso tempo sicuro per le attività mediche quanto un reparto di isolamento di un ospedale grazie a dispositivi di biocontenimento. Alla base del progetto l’idea di utilizzare container riconvertiti per creare unità di terapia intensiva pronte all’uso e facilmente trasportabili nelle città in tutto il mondo grazie alla struttura modulare di CURA. Ogni container, infatti, può essere trasportato in diversi modi – nave, ferrovia, su gomma – ed essere riutilizzato in ogni parte del mondo, rispondendo alle esigenze e alla capacità dell’infrastruttura sanitaria locale. Il primo prototipo è in via di sviluppo a Milano, grazie al contributo di UniCredit.

Ma com’è strutturato? Ogni singola unità della struttura sarà dotata tutte le strumentazioni mediche necessarie per due pazienti affetti da Coronavirus in terapia intensiva, come ventilatori polmonari e supporti per fluidi endovenosi. I singoli elementi sono tra loro connessi tramite un corridoio gonfiabile, in modo tale da formare una unità compatta di terapia intensiva da installare e posizionare dove necessario. “L’obiettivo è che possano essere rapidamente implementati nelle città di tutto il mondo, rispondendo prontamente alla carenza di letti in terapia intensiva negli ospedali e alla diffusione della malattia”, spiegano dal  team Cura.

Hanno contribuito all’iniziativa fino ad oggi, in ordine cronologico:
CRA-Carlo Ratti Associati con Italo Rota (Design e innovazione), Istituto Clinico Humanitas (Ingegneria medica), Policlinico di Milano (Consulenza medica), Jacobs (Alberto Riva – Master Planning, design, costruzione e servizi di supporto logistico), studio FM milano (Identità visiva & graphic design), Squint/opera (Digital media), Alex Neame – Team Rubicon UK (Logistica), Ivan Pavanello per Projema (Ingegneria MEP), Dr. Maurizio Lanfranco – Ospedale Cottolengo (Consulenza medica)
CURA è supportato dal World Economic Forum, attraverso le piattaforme COVID-19 e Cities, Infrastructure and Urban Services
CURA è un progetto realizzato in modalità open source. Per più informazioni, o per condividere idee o suggerimenti: www.curapods.org

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