Affinità elettive

Motori | di Gioia Carozzi | 27 luglio 2020, 12:19

UNA PARTNERSHIP TRA COLOSSI PRE- VEDE che alla base ci siano delle affinità elettive. Passione, pazienza, condivisione degli stessi valori. Per questo, quando
Tag Heuer e Porsche hanno sottoscritto, lo scorso anno, un accordo a lungo termine sancendo il loro impegno con la Formula E, è sembrata un’evoluzione naturale. Da una parte, il marchio orologiero svizzero, nell’immaginario collettivo nel mondo degli sport motoristici sin dagli inizi del XX secolo, già founding partner e official timekeeper di Formula E sin dal 2014, anno del suo lancio; dall’altra, l’iconica casa automobilisti- ca tedesca, dopo oltre 30 anni di assenza dalle competizioni monoposto, nel 2019, aveva scritto un nuovo capitolo della sua storia entrando nella prestigiosa competizione mondiale di auto da corsa alimentate elettricamente. Da quest’unione, basata sull’amore condiviso per il mo- tor racing, l’avanguardia e la sostenibilità, è nato il Tag Heuer Porsche Formula E Team. «Una tradizione radicata, la massima precisione e l’innovazione tecnica sono sempre stati valori comuni per Porsche e Tag Heuer», ha spiega- to Detlev von Platen, member of the executive
board for sales and marketing di Porsche Ag. In questi mesi, chiaramente, anche la Formula E ha dovuto sospendere le sue mirabolanti gare sui circuiti cittadini causa Covid. Saltato l’E-Prix di Berlino il 21 giugno, s’ipotizza una ripresa a luglio, almeno questo si augura Alejandro Agag, fondatore e presidente della Formula E. A far- gli da eco, anche Andreas Albeck, marketing director Tag Heuer Italia, che ha raccontato a Gentleman questo momento e i programmi per il futuro: «Lo spirito condiviso è quello di non fermarsi mai, tuttavia il periodo ha costretto a una pausa. In futuro vedremo una Formula E ancora più spettacolare, ancora più green e vi- cina al pubblico. Forse non fisicamente, ma at- traverso gli schermi e i device. Innovare è nel Dna della Formula E e di Tag Heuer». Nel frattempo, infatti, gli electric-fan si sono diver- titi assistendo all’ABB Formula E Race at Home Challenge, una serie di gare virtuali in soste- gno dell’Unicef, che, dal 15 aprile, per nove settimane, ha visto sfidarsi team, piloti e una selezione dei gamer migliori sulle piattaforme social della Formula E. Ma non è tutto, perché Alejandro Agag ha appena annunciato un’altra
grande novità per il 2021: «L’Extreme E, che vedrà correre Suv elettrici al 100% in luoghi re- moti del pianeta, i più a rischio da un punto di vista climatico (dai ghiacciai della Groenlandia alle foreste dell’Amazzonia). L’obiettivo sarà di proporre la mobilità sostenibile come una del- le possibili soluzioni», ha rivelato il presidente della Formula E.
Aspettando quest’appuntamento, André Lotterer e Neel JaniI, piloti del team Tag Heuer Porsche Formula E, si sono raccontati in esclusiva a Gentleman in una doppia intervista.
Gentleman. Perché la Formula E è diventata così popolare in così poco tempo?
André Lotterer. Rappresentiamo le gare del presente e del futuro. Siamo efficienti. Abbiamo le tecnologie e le piattaforme migliori. Facciamo spettacolo e diamo il buon esempio.
Neel Jani. Il dibattito sulle emissioni di anidride carbonica era già molto attuale prima del Covid. Questo ci ha reso popolari prima e ci sta aiutan- do anche nel dopo. E poi noi gareggiamo nei centri delle città più famose di tutto il mondo.

G. Che cosa sarà la prima cosa che farete una volta tornati in pista?
A.L. Andrò al ristorante.
N.J. Guiderò il più velocemente possibile senza dovermi preoccupare della polizia!
G. Come vi relazionate con il motto del brand Tag Heuer #dontcrackunderpressure?
A.L. Il tempo scorre e le corse e gli orologi vivono in simbiosi. Ogni secondo perso è un secondo che non tornerà più indietro. Come piloti, il cracking non è contemplato.
N.J. Rappresenta una filosofia di vita che mi ha sempre contraddistinto.
G. È cambiato il vostro rapporto con il tempo? A.L. Pensavo che il lockdown lo avrebbe rallentato e in certo senso è stato così. Mi ha reso più consapevole del suo valore.
N.J. Il tempo è sempre stato un prezioso alleato. Più invecchio, più lo apprezzo.
G. Che cos’è per voi la sostenibilità?
A.L. Non avere smania di ciò che è nuovo. N.J. Qualsiasi cosa si possa riutilizzare e che non abbia bisogno di essere bruciata.
G. Quando pensate al significato di respirare, lo associate più con l’atto fisico o con la terra che dopo il Covid sembrava aver ripreso aria? A.L. Respirare significa attrarre energia, ma an-
che rilassarsi. Qualcosa di simile all’essere so- spesi nel tempo.
N.J. Quando scalo una montagna la sensazione di riempirmi i polmoni di aria è impagabile, ma ha un significato più profondo: libertà.
G. Come contribuite a salvare il pianeta nella vostra vita quotidiana?
A.L. Gareggiare in Formula E è già un grande passo, perché è uno sport a emissioni zero. Nel mio privato sto lavorando a dei progetti sostenibili. E, quando ho ristrutturato casa, l’80% del materiale era riciclato, mobili compresi.
N.J. In Svizzera sono cresciuto facendo la raccolta differenziata. A scuola ci dicevano: se puoi raggiungere un posto camminando, cammina. Se è troppo lontano, usa la bicicletta. A casa, ho i pannelli solari.
G. Il segreto del vostro successo.
A.L. Non permettermi mai di sentirmi arrivato. E cercare di essere umile. Provengo da una fa- miglia normale, ho puntato tutto sulla mia car- riera: correre era tutto quello che avevo.
N.J. Una rigorosa disciplina e una grandissima attenzione ai dettagli.
G. Quali sono le analogie tra Porsche e Tag?
A.L. Tantissime. Vanno d’accordo come il caffè con il latte. Mi vengono in mente l’orologio Carrera e la macchina Porsche con lo stesso no- me. Ma anche un’icona come Steve McQueen sulla sua 917.
N.J. Essendo svizzero, mi permetto di incarnar- le in un mio conterraneo: Jo Siffert, il grande campione automobilistico e motociclistico. Era un asso della scuderia della Porsche (storica la sua vittoria della Targa Florio del 1970 al volante di una Porsche 908/03, ndr). Siffert fu anche uno dei primi piloti a ricevere la sponso- rizzazione di Tag Heuer. Diciamo che già allora quando, si citava Porsche, era sottinteso che si parlasse anche di Tag. E viceversa.
G. Che cosa vi riserva il futuro?
A.L. Tante vittorie.
N.J. Credo veramente che il mondo in generale, e quindi anche quello della Formula E, cambierà molto dopo questa pandemia. Dobbiamo fare tutti una riflessione su ciò che ci serve veramente e quello al quale possiamo rinunciare. Metto sul mio podio prima il pensiero comune e la speranza di una vita migliore per tutti. Poi passerò a coltivare il mio orticello.

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