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Cultura e Spettacolo | di angela puchetti | 24 settembre 2020, 11:29

Storie di campioni, tra gloria e abisso, e quelle di uomini sul tema della felicitò. Saghe familiari e false biografie tratteggiate con humour e arguzia. In cinque libri

«Quello che la gente ama di più dell’eroe è vederlo cadere». Citazione dal film Spider-Man di Sam Raimi, capostipite della trilogia cinematografica, che torna in mente leggendo la raccolta La caduta dei campioni, Storie di sport tra la gloria e l’abisso, a cura della rivista web L’Ultimo Uomo e pubblicata da Einaudi. Dieci talentuose e fulgide promesse, tra cui Adriano, Marco Pantani, George Best, Antonio Cassano, Paul Gascoigne, che non hanno raccolto, consolidato o conservato l’invidiabile successo a cui parevano destinati. Fra tratti caratteriali difficili da maneggiare, pressioni insostenibili, sete di perdizione e circostanze avverse, sfilano le loro storie, ricostruite nei dettagli, tra pubblico e privato, tra grandezza e spreco.
Ancor più ci porta nei labirinti di chi si è perso e di chi resiste nella prigione di Montréal, il romanzo Non stiano tutti al mondo nello stesso modo di Jean-Paul Dubois, edito da Ponte alle Grazie e vincitore del Premio Goncourt 2019. Come un fiume scorre la vita quotidiana tra le sbarre e, a ritroso, la vita di Paul Hansen, un cittadino inappuntabile, messo alla prova dal destino e finito in cella, dove convive con i suoi fantasmi. Scrittura mirabile, coinvolgente e capace di offrire letture a diverse profondità, facendo la spola tra bene, male, umanità e disumanità, fanno il resto.
Difficile non divorare le pagine di La casa sul lago, di David James Poissant, già apprezzato autore della raccolta di racconti Il paradiso degli animali, entrambi dati alle stampe da NN5. Si parte da una casa delle vacanze sul lago, in North Carolina, messa in vendita a sorpresa, per svelare rapporti familiari tra madri, padri, figli e coniugi e il logorio della vita e del non detto che lavora come implacabile salsedine sulle relazioni e su quello che col passare del tempo ne resta. A far da catalizzatore si aggiunge, fin dalle prime pagine, un evento stressante: un bambino cade nel lago. Per chi ama gli scherzi raffinati, imperdibile Nat Tate: un artista americano, 1928-1960 di William Boyd, edito da Neri Pozza. Si tratta di una biografia fake, promossa all’epoca addirittura da David Bowie, costruita abilmente a tavolino sul mai esistito Nat Tate, pittore espressionista astratto. La trovata riuscì a ingannare fior di critici d’arte negli Anni 90 e ancora, se provate a leggerla, funziona a meraviglia.
Infine, dal «Borges svedese», Lars Gustafsson, da recuperare se l’avete perso Storia di gente felice, racconti inediti dello scrittore, scomparso nel 2016, pubblicati da Iperborea. Una carrellata di storie ambientate tra Svezia e Cina, Texas e Italia, in cui ai protagonisti, finemente tratteggiati con arguzia viene fatta intravedere una chance, una via d’uscita rispetto al passato o al futuro, che apre la porta a una (ancor) possibile felicità.

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