Family affair

Viaggi e Sapori | di Cristina Cimato | 21 ottobre 2020, 16:06

Massimiliano Musso ha ereditato la passione, e il posto in cucina nonché la stella, dalla sua famiglia. Alla guida del Ristorante Ca’ Vittoria di Tigliole d’Asti, racconta a Gentleman come immagina il suo futuro


G. La sua è una storia di famiglia. La nonna Gemma ha preso la stella più di 20 anni fa e lei sta portando avanti un legame e un lascito. Quanto è difficile e/o stimolante avere un costante confronto con la propria famiglia quando ci si deve esprimere in cucina?
M.M. Sono nato in una famiglia di ristoratori. Ho fatto i miei percorsi senza pressioni a livello familiare. Ho fatto economia e commercio, ma il mio percorso umano e professionale mi ha ricondotto lì, in famiglia.

G. Come si vede un domani, sempre tra i fornelli?
M.M. Non necessariamente. Potrei anche fare il manager della società di famiglia. Ho in mente alcuni progetti internazionali, ho già avviato una consulenza negli States, a Long Island, e aperto il ristorante Artbrosia con Ldc hotel (già proprietari del Relais Sant’Uffizio e del Glam a Venezia, ndr). È un ristorante di cucina piemontese e italiana. Sto cercando quindi di trovare contatti a livello internazionale.

G. Vorrebbe vivere all’estero?
M.M. No. Il nostro headquarter è e resterà in Piemonte. Qui ricarico le pile. Ho la mia casa e la famiglia. Ma mi piace l’idea di avere asset e progetti che mi portino a stare via alcuni periodi all’anno. Muoversi fornisce stimoli e permette di conoscere nuove culture.

G. In quale posto le piacerebbe andare?
M.M. In Asia. Oppure la Nuova Zelanda, a livello di business. Lì la qualità di vita è altissima ed è un posto ancora arido dal punto di vista culinario. E poi il Giappone.

G. In che modo valorizza o interpreta le materie prime della sua terra, come per esempio il tartufo? Ha una sua personale lettura di questo ingrediente complesso ma dalla natura “povera”?
M.M. Cerco di fare una cucina legata al territorio come materie prime di altissima qualità per avere un menu più libero. Mi svincolo spesso dalla tradizione. Vicino a casa ci sono quattro o cinque riserve di tartufai. Mi sveglio la mattina con i trifolai che vanno in giro. Mio nonno è stato uno dei più grandi commercianti di tartufi degli anni 80 e 90. Sono cresciuto con questo profumo, fa parte della mia vita. Tra le mie ricette a base di tartufo, c’è il «Truffle sandwich». È un piatto dolce invece che salato. Un biscotto con ganache di cioccolato al latte e Tartufo Bianco.

G. Sogna la seconda stella?
M.M. Dal 2010 con mia moglie ho fatto molte cose e la mia mente non sta mai ferma. Ho mantenuto la prima ed è un buon risultato. Bisogna Sempre vedere il contesto economico in cui si fanno certi pensieri. Il lato sentimentale e lato contabile sono due facce della stessa medaglia.

  • email
  • Print
  • Facebook
  • Twitter

Lascia un commento

  • blog