Asia da gustare

Viaggi e Sapori di Massimo Morello
Asia da gustare

Ci sarà un motivo se una delle più forti squadre di raid-avventura, anziché barrette energetiche e pasti preparati da esperti di dietologia sportiva, si portava dietro sacchetti di tom yum goong, la classica zuppa thailandese. «Anche se hai la nausea per la stanchezza, il suo profumo ti rimette in sesto», spiegava il capitano. Così è la cucina del Sud-est asiatico: leggera, sana, saporita, piccante (a volte troppo), profumata. Nei ristoranti di questa classifica è proposta in versione contemporary, con un pizzico in più di ricercatezza, presentazione perfetta, scelta attenta degli ingredienti. Secondo tradizione, ma con un tocco occidentale.

  1. Nham, Bangkok, Thailandia

    Ha creato un caso culturale: un farang, uno straniero, che osa proporre cucina thai a Bangkok. Ma anche i puristi della kwampenthai, la thailandesità, hanno dovuto ammettere che David Thompson (famoso per il suo ristorante thai a Londra), ha saputo miscelare i diversi gusti della gastronomia nazionale.

  2. Xu, Ho Chi Minh City, Vietnam

    Aperto da un viet kieu (i vietnamiti rifugiati all’estero dopo la guerra e poi rientrati in patria) d’ultima generazione, è un ristorante-lounge frequentato dalla Saigon dei nuovi imprenditori. Ma è anche il migliore di tutti quelli sulla Hai Ba Trung la nuova via di tendenza. Il menù degustazione è sorprendente per presentazione e gusto.

  3. Sarong, Bali, Indonesia

    Uno dei venti migliori ristoranti di tutta l’Asia (secondo la guida Miele), creazione dell’australiano Will Meyrick. Propone cucina panasiatica, ma ispirata soprattutto allo street food del sud-est, la nuova tendenza del food globale. In un’atmosfera raccolta, quasi da club privato, in una delle zone più cool di Bali.

  4. Malis, Phnom Penh, Cambogia

    «Un tempo in Cambogia non c’era il problema di cucinare, ma solo di avere cibo» dice Luu Meng, chef del ristorante, divenuto uno dei personaggi più noti di questo paese in sorprendente sviluppo. Con un’opera di vera ricerca etnologica ha riscoperto antiche ricette e le ha rivitalizzate.

  5. Baan Rim Pa, Phuket, Thailandia

    La posizione, innanzitutto, a picco sul mare, con vista sulla chilometrica spiaggia di Patong (che da qui è solo un panorama, lontano da traffico e folle di turisti). Il luogo, poi: una serie di gazebo in teak tra alberi e fiori. Cucina thai ultratradizionale, quella un tempo preparata per la casa reale.

  6. La Verticale, Hanoi, Vietnam

    Il centro della nuova cucina vietnamita, così come è stata rinnovata e concepita dallo chef francese Didier Corlou, ormai un’icona nazionale. E' stato lui il primo a studiare davvero la tradizione gastronomica locale in tutte le sue coniugazioni, esaltata da materie prime freschissime e da un tocco di cultura occidentale.

  7. Le Planteur Restaurante, Yangon, Myanmar

    Per i visitatori e i businessmen che accorrono nella Birmania del nuovo corso, questo è il ristorante di riferimento. Aperto 13 anni fa, vanta uno chef stellato nella nativa svizzera, Felix Episser, che ha arricchito la tradizione con un’influenza di nouvelle cuisine.

  8. Meric, Siem Reap, Cambogia

    A sette chilometri dal sito di Angkor Wat, nel contesto del moderno design Hotel de la Paix è probabilmente il miglior locale di quella che è divenuta la seconda città cambogiana. Propone un puro menù khmer o, in alternativa, una lista di piatti d’ispirazione francese curati dall’executive chef Bryan Gardner.

  9. Restaurant André,  Singapore

    Nella parte bassa della classifica per l’unico motivo che è il meno sud-est-asiatico di questa classifica. In compenso è considerato uno dei migliori ristoranti panasiatici del pianeta. Lo chef taiwanese André Chiang ha creato qui un luogo di culto gastronomico basato su una nouvelle cuisine franco-asiatica e sulla sua “octaphilosophy”, le otto caratteristiche da scoprire nel cibo.

  10. Silk Road Café, Luang Prabang, Laos

    Ultimo, ma solo perché aperto sino alle 6 pomeridiane. Perfetto per colazione, pranzo, spuntino. E’ l’ennesima creazione di Jo Smith, ex fotografa inglese che ha aperto un atelier di tessuti tradizionali rivisitati: Ock Pop Tok, ossia Est incontra Ovest. La cucina, eccellente, è improntata sullo stesso principio. Luogo incantevole in riva al Mekong.

Classifica elaborata 30 aprile 2013

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