Divino Tuscany

Viaggi e Sapori di Tarsia Trevisan - Sapori e Profumi, ClassLife Tv
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Dal 17 al 21 maggio si è tenuto a Firenze il Divano Tuscany, l’evento show in onore di Bacco, organizzato da James Suckline e dedicato al top della Toscana del Vino. Quattro giorni così organizzati: giovedì, cena di benvenuto; venerdì, Grand Tasting con le aziende vitivinicole presenti all’evento, seminari di degustazione con James Suckling al Grand Hotel Villa Cora e Cena di gala a Palazzo Corsini; sabato, Grand Tasting con le aziende vitivinicole presenti all’evento e seminari di degustazione con James Suckling in location fiorentine; domenica, barbecue di chiusura a Il Palagio,la tenuta di Trudie Styler e Sting. La nostra giornalista di ClassLife Tv ed esperta di vini Tarsia Trevisan era presente (sopra il video) e ha stilato per noi a classifica dei migliori vini che ha avuto la fortuna di degustare.

  1. New entry biodinamica nel parterre de rois di Divino Tuscany. Un vino che racchiude in sé il territorio dal quale proviene, quello di Greve in Chianti. Da quando il proprietario, Sebastiano Cossia Castiglioni, è subentrato al padre, ha rivoluzionato la produzione, optando per il sistema biodinamico al 100%. Il risultato: vini di grande finezza e stile, con cui hanno brindato i fortunati 12 a Palazzo Capponi.

  2. Tra i molti Englishmen che popolano la campagna Toscana c’è anche lui, la popstar Sting, innamoratissimo - con la compagna Trudie Styler - dell’Italia, tanto da trascorrere tutte le estati alla tenuta Il Palagio, a Figline Valdarno, a 40 km da Firenze. L’ultimo nato in casa Sting è When we Dance, un suadente Chianti, 95% Sangiovese e il resto Canaiolo e Colorino. Abbiamo assaggiato il Sister Moon 2009, che fa eco al celebre brano del 1987. Un Supertuscan a base di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot.

  3. Non c’è Toscana senza Sassicaia, la stella dei vini di questa regione. Nell’annata 2006 il leggendario rosso stupisce per aver saputo sviluppare così precocemente quella grazia e raffinatezza che contraddistinguono soprattutto i vini più longevi. Un vino che merita un posto in cantina di ogni serio collezionista di vini, anche in virtù del suo straordinario pedigree.

  4. Al mio tavolo, alla cena di gala a Palazzo Corsini è stato servito Le Lucére 2007. Roberto Giannelli, il proprietario della tenuta San Filippo, ha acquistato l’azienda di Montalcino qualche anno fa e in poco tempo è riuscito a produrre dei Brunello distinti e che colpiscono. Al naso, in prima battuta, ma è dopo il primo sorso che quella ricchezza e consistenza impareggiabili, tipici dei vini della Borgogna ti conquistano appieno. E’ stato un onore assaggiare anche Le Lucére Riserva 2006, riserva che viene prodotta solo nelle annate migliori.

  5. Ad aprile, a Hong Kong, una bottiglia di Ornellaia 2009 Vendemmia d’Artista L’Equilibrio, creata dall’artista cinese Zhang Huan, è stata battuta all’asta a prezzi record assieme ad altri formati speciali, sempre di Ornellaia, per un totale di 144.500 euro. Non è un caso, perché questo vino è considerato una leggenda nel mondo.

  6. Tra i vini selezionati da James Suckling nella sua degustazione a Villa Cora intitolata Il sistema a 100 punti fai da te, c’era anche lui tra i vini prescelti, questo IGT che riesce sempre a catturare l’attenzione dei collezionisti di tutto il mondo, e che quel giorno ha raccolto enormi consensi. Sarà per quel suo carattere floreale, sarà per l’estrema freschezza, dal 2006 i Sodi sta rivivendo un Nuovo Rinascimento. Piace. Piace ai critici. Piace agli altri produttori. Piace ai neofiti. Insomma, è proprio il suo momento.

  7. Invitati a casa del Barone per la cena di gala del sabato sera, abbiamo potuto accertare di persona l’eccellente qualità dei vini del Barone, dai semplici Chianti ai Chianti Classici potenti e strutturati. Il suo Supertuscan rosso Casalferro possiede la forza di un cavallo di razza, che non ha nulla da invidiare a un prestigioso Bordeaux. Abbiamo assaggiato anche la riserva, che ci ha versato personalmente da un decanter di cristallo, accompagnandolo con la faraona e le patate arrosto. Una cena a 5 stelle.

  8. Sui colli toscani, a una cinquantina di chilometri a sud da Firenze, si trova la cantina di Luca Sanjust. Una tenuta zeppa di quadri e opere d’arte. Quando era a Roma, ci ha raccontato, infatti, faceva l’artista. Ma a metà degli anni Novanta ha voltato pagina, scegliendo un’altra vita. Oggi la sua miscela di Sangiovese e Merlot, il Torrione, e il Merlot puro, Galatrona, sono tra i vini più ricercati della regione. James Suckling suggerisce di provare il 2007. Noi siamo riusciti ad assaggiare il 2009, e ci è sembrato superlativo.

  9. Un successo mondiale, per i vini di Antonio Moretti. A prima vista sembra quasi di rivedere il mitico Onassis. Ma parlando con il magnate della moda viene fuori quella sua estrema e sincera passione per i grandi vini. I suoi vigneti sono a Sette Ponti, circa 30 km da Arezzo, e la sua casa è immersa in una riserva naturale di caccia. Oreno, Crognolo, Orma sono i vini che produce tra Sette Ponti e Bolgheri. Tutti vini incredibilmente pregiati. Ma forse il migliore di tutti è proprio l’Oreno 2008.

  10. Chiudiamo con una famiglia che solo il nome equivale a Toscana. Di recente siamo stati alla presentazione della bottiglia Luce 2009, alla fabbrica Richard Ginori a Sesto Fiorentino, e qui abbiamo potuto assaggiare per la prima volta questo straordinario Supertuscan originario di Montalcino. Assaggiarlo due volte nel giro di poche settimane forse una rarità. In realtà per noi, un assoluto privilegio.

Classifica elaborata 25 maggio 2012
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