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Expo2015 di cesare pillon
  • La maestosa scala elicoidale che porta dalle terrazze alle cantine di Antinori, nel Chianti  Classico, a San Casciano Val di Pesa (Fi).

    La maestosa scala elicoidale che porta dalle terrazze alle cantine di Antinori, nel Chianti Classico, a San Casciano Val di Pesa (Fi).

  • La cantina è stata inserita dalla Cnn nelle trasmissiona Elite Escapes come uno dei cinque viaggi imperdibili del mondo, per \

    La cantina è stata inserita dalla Cnn nelle trasmissiona Elite Escapes come uno dei cinque viaggi imperdibili del mondo, per ”esperienze mozzafiato”.

  • Dotata delle tecnologie più avanzate, ma l\'affinamento del vino nelle botti si svolge senza impianti di refrigerazione.

    Dotata delle tecnologie più avanzate, ma l’affinamento del vino nelle botti si svolge senza impianti di refrigerazione.

  • Il vino bandiera è il Tignanello, capostipite dei SuperTuscan, entusiasmante per nobiltà.

    Il vino bandiera è il Tignanello, capostipite dei SuperTuscan, entusiasmante per nobiltà.

  • Rocca di Frassinello, in Maremma, è frutto dell\'insolita joint venture fra il produttore chiatigiano, il giornalista-editore Paolo Panerai, e uno bordolese, il finanziere Eric de Rothschild.

    Rocca di Frassinello, in Maremma, è frutto dell’insolita joint venture fra il produttore chiatigiano, il giornalista-editore Paolo Panerai, e uno bordolese, il finanziere Eric de Rothschild.

  • La cantina è stata progettata da Renzo Piano. Cuore dell\'edificio, il sotterraneo in cui il vino matura nelle barriques: un anfiteatro che digrada nella penombra verso un quadrato illuminato dalla luce catturata da un insieme di specchi sulla torre rosse che si erge sulla cantina.

    La cantina è stata progettata da Renzo Piano. Cuore dell’edificio, il sotterraneo in cui il vino matura nelle barriques: un anfiteatro che digrada nella penombra verso un quadrato illuminato dalla luce catturata da un insieme di specchi sulla torre rosse che si erge sulla cantina.

  • Sopra, una grande terrazza, da cui il mare di vigneti appare lontano, al di la del parapetto.

    Sopra, una grande terrazza, da cui il mare di vigneti appare lontano, al di la del parapetto.

  • Il vino bandiera è il Baffonero, un Merlot in purezza dal sorprendente bagaglio aromatico.

    Il vino bandiera è il Baffonero, un Merlot in purezza dal sorprendente bagaglio aromatico.

  • La distesa di viti della tenuta Regaleali, tra Palermo e Caltanisetta, dei conti Tasca d\'Almerita.

    La distesa di viti della tenuta Regaleali, tra Palermo e Caltanisetta, dei conti Tasca d’Almerita.

  • Scandagliando con un\'accurata zonazione la vocazionalità di tutte le parcelle, hanno potuto impiantare ogni varietà d\'uva nel territorio ove si esprime meglio.

    Scandagliando con un’accurata zonazione la vocazionalità di tutte le parcelle, hanno potuto impiantare ogni varietà d’uva nel territorio ove si esprime meglio.

  • La cantina, ristrutturata negli anni 60, è costantemente aggiornata dal conte Lucio e dai suoi figli Alberto e Giuseppe.

    La cantina, ristrutturata negli anni 60, è costantemente aggiornata dal conte Lucio e dai suoi figli Alberto e Giuseppe.

  • Il vino bandierà è Rosso del Conte, il grande rosso che ha fatto scoprire nel 1970 il Nero d\'Avola.

    Il vino bandierà è Rosso del Conte, il grande rosso che ha fatto scoprire nel 1970 il Nero d’Avola.

  • L\'ingresso delle cantine di Ca\' del Bosco, in Franciacorta, che sono anche una galleria d\'arte a cielo aperto.

    L’ingresso delle cantine di Ca’ del Bosco, in Franciacorta, che sono anche una galleria d’arte a cielo aperto.

  • Nella tenuta si entra attraverso una scultura, il cancello in bronzo di Arnaldo Pomodoro, Inno al Sole.

    Nella tenuta si entra attraverso una scultura, il cancello in bronzo di Arnaldo Pomodoro, Inno al Sole.

  • Lunghi corridoi e cantine sotterranee conducono il visitatore in un percorso che porta alla cupola in pietra, cuore del Franciacorta Ca’ del Bosco.

    Lunghi corridoi e cantine sotterranee conducono il visitatore in un percorso che porta alla cupola in pietra, cuore del Franciacorta Ca’ del Bosco.

  • Il Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi da anni è il vertice qualitativo della produzione franciacortina.

    Il Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi da anni è il vertice qualitativo della produzione franciacortina.

  • La cantina è stata progettata dalla giapponese Hikaru Mori e dall\'italiano Maurizio Zito, con l\'obiettivo di far scoprire ai visitatori il mondo del vino.

    La cantina è stata progettata dalla giapponese Hikaru Mori e dall’italiano Maurizio Zito, con l’obiettivo di far scoprire ai visitatori il mondo del vino.

  • Un\'antica vite di Fiano di Avellino nella tenuta Feudi di San Gregorio, in provincia di Avellino.

    Un’antica vite di Fiano di Avellino nella tenuta Feudi di San Gregorio, in provincia di Avellino.

  • Il roseto e il giardino pensile delle erbe aromatiche realizzato sopra l\'edificio.

    Il roseto e il giardino pensile delle erbe aromatiche realizzato sopra l’edificio.

  • Da degustare il Greco di Tufo Cutizzi: mediterraneo, balsamico, con nerbo di mineralità nordica.

    Da degustare il Greco di Tufo Cutizzi: mediterraneo, balsamico, con nerbo di mineralità nordica.

  • I grandi tini della cantina Lageder, in Alto Adige, una delle più ecologiche d\'Europa.

    I grandi tini della cantina Lageder, in Alto Adige, una delle più ecologiche d’Europa.

  • Il complesso hi-tech sì, ma realizzato in pietra e legna, con collettori solari e serbatori termici.

    Il complesso hi-tech sì, ma realizzato in pietra e legna, con collettori solari e serbatori termici.

  • Da degustare nella Cantina Lageder, il Chardonnay Löwengan, uno die più eleganti, freschi e complessi Chardonnay d\'Italia

    Da degustare nella Cantina Lageder, il Chardonnay Löwengan, uno die più eleganti, freschi e complessi Chardonnay d’Italia

Tra le cinque «experiences that money can’t buy», le mete da non perdere nella vita, la Cnn ha inserito la Toscana del Chianti classico, nella cantina degli Antinori. Partendo da qui, ClassLife ha selezionato le sei aziende vinicole che meritano una visita, sia per ammirarne la bellezza architettonica e del paesaggio, sia per degustarne i vini.

  1. 1.
    Antinori

    Ha un tale rispetto dell’ambiente, la nuova cantina Antinori nel Chianti Classico ch’è addirittura invisibile: interrata sotto la collina, all’esterno appaiono soltanto due fenditure, che Piero Antinori descrive come tagli di Lucio Fontana su una tela fatta d’erba. La collina è interamente coperta da viti, rigorosamente delle varietà chiantigiane, all’interno i materiali sono toscani, a cominciare dal cotto dell’Impruneta. La cantina è dotata delle tecnologie più avanzate, ma l’affinamento del vino nelle botti si svolge senza impianti di refrigerazione, alla giusta temperatura che la natura fornisce senza contatore. È una cantina concepita per essere visitata: terrazze trasparenti e ponti sospesi a pochi metri dai tini dove fermenta il mosto consentono di assistere alla nascita e alla maturazione del vino come fosse uno spettacolo teatrale, senza intralciare chi lavora. E, lungo il percorso, i visitatori trovano un museo dove la famiglia Antinori racconta il proprio passato.

    Antinori nel Chianti Classico, via Cassia per Siena 133, località Bargino,  San Casciano Val di Pesa, Firenze

  2. Rocca di Frassinello

    Rocca di Frassinello, in Maremma, è frutto dall’insolita joint venture fra un produttore chiantigiano, il giornalista-editore Paolo Panerai, e uno bordolese, il finanziere Eric de Rothschild, ma a renderla famosa è la sua cantina, perché l’ha progettata Renzo Piano, articolandola anche lui in modo che il processo produttivo avvenga sfruttando la forza di gravità. Cuore dell’edificio è il sotterraneo in cui il vino matura nelle barriques: un anfiteatro che digrada nella penombra verso un quadrato illuminato dalla luce catturata da un sistema di specchi sulla torre rossa che si erge sulla cantina. «È una chiesa», sostiene Piano, «ma nella penombra, al posto delle persone in preghiera, ci sono 2.500 barriques». Sopra, ha voluto una grande terrazza, da cui il mare di vigneti appare lontano, al di là del parapetto: «Leopardi aveva un cespuglio», spiega, «ma la sensazione dell’infinito nasce così, con un primo piano che “da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”».

    Rocca di Frassinello, località Giuncarico, Gavorrano, Grosseto

  3. Tasca d’Almerita

    Nel cuore della Sicilia occidentale, con 500 ettari di terreno sulle colline al confine tra le province di Palermo e Caltanissetta, Regaleali è una tenuta d’intensa bellezza paesaggistica che la famiglia Tasca d’Almerita (tascadalmerita.it) ha mantenuto integra pur avendo impiantato 360 ettari di vigneto. Con le viti convivono, infatti, campi di grano e di avena, uliveti, mandorleti e coltivazioni orticole. La cantina, ristrutturata negli anni 60, è costantemente aggiornata dal conte Lucio Tasca e dai suoi figli, Alberto e Giuseppe, ma è alle vigne che essi dedicano il maggiore impegno per raggiungere la più alta qualità possibile. Scandagliando con un’accurata zonazione la vocazionalità di tutte le parcelle, hanno potuto impiantare ogni varietà d’uva nel terreno ove si esprime meglio. E hanno aderito al progetto SOStain, che ha come obiettivo una produzione agricola ecosostenibile, a tutela del territorio e della biodiversità, perché sono convinti che la terra l’hanno avuta in prestito dai loro figli.

    Tasca d'Almerita, contrada Regaleali, Sclafani Bagni, Palermo

  4. Ca’ del Bosco

    È un connubio complesso, che intreccia vino e natura per mezzo dell’arte, quello di Ca’ del Bosco, in Franciacorta. Nella tenuta si entra attraverso una scultura, il cancello in bronzo di Arnaldo Pomodoro che è un Inno al Sole, e la cantina si raggiunge attraversando una galleria d’arte a cielo aperto, tra sculture installate nel verde e sulle acque di un piccolo lago. Al soffitto, nell’ingresso, è appeso un gigantesco rinoceronte: è Il peso del tempo sospeso, opera iperrealista di Stefano Bombardieri. «La scultura», spiega il creatore dell’azienda, Maurizio Zanella, «è simile al vino perché anche il vino è tridimensionale: coinvolge la vista, l’olfatto e il gusto». Nella cantina le tecnologie d’avanguardia, celle di raffreddamento delle uve, movimentazione in assenza d’ossigeno, serbatoi in ascensore per praticare i travasi per caduta, sono al servizio della natura: lo sottolinea la suggestiva cupola in pietra sotto cui convergono i sotterranei dove maturano gli spumanti.

    Ca' del Bosco, via Albano Zanella 13, Erbusco, Brescia

  5. Feudi di San Gregorio

    Fondata nel 1986 tra Sannio e Irpinia, Feudi di San Gregorio è l’azienda oggi presieduta da Antonio Capaldo, che ha trainato il vino campano alla rinascita, restituendogli un futuro. Ponendosi l’obiettivo di valorizzare i vitigni della tradizione, pur sperimentando anche quelli internazionali, collabora con le Università di Napoli e di Milano. Questa coniugazione del passato con l’avvenire si esprime anche nelle linee semplici ed essenziali della cantina, progettata dalla giapponese Hikaru Mori e dall’italiano Maurizio Zito con l’obiettivo di far scoprire ai visitatori il mondo del vino. Ecco perché la sala di degustazione è una scatola di vetro con vista su botti e barriques, ecco perché un roseto e il giardino pensile delle erbe aromatiche, realizzato sopra l’edificio, ristabiliscono il rapporto del vino con la bellezza, i colori e i profumi della natura. E a celebrarne la convivialità è il ristorante dell’azienda, il Marennà, che si fregia di una stella Michelin.

    Feudi di San Gregorio, Sorbo Serpico, Avellino

  6. Tenutae Lageder

    Quella di Alois Lageder, a Magrè, in provincia di Bolzano è forse la cantina ecologicamente più avanzata d’Europa. L’uva è vinificata in una torre cilindrica a tre livelli alta 14 metri, dove lo spostamento dei grappoli e i travasi del mosto e del vino avvengono per forza di gravità. L’aria è condizionata, anche negli uffici, da pannelli a bassa temperatura che riscaldano gli ambienti per irradiazione dal soffitto, mentre l’acqua calda è ottenuta mediante collettori solari e due serbatoi termici. All’ultimo piano è, invece, una serra ad assicurare l’equilibrio termico, trasmettendo d’inverno l’energia solare a portici e pareti, mentre d’estate crea una corrente d’aria naturale che, aprendo i lucernari, garantisce la frescura. Il complesso, hi-tech ma in pietra e legno, assomiglia a Lageder, che è vegetariano, sostenitore dell’omeopatia e coltiva i vigneti con metodo biodinamico, ma non lo dichiara in etichetta perché detesta ogni esibizionismo.

    Tenutae Lageder, Magrè, Bolzano

Classifica elaborata 27 febbraio 2015

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